Il sindaco che bocciò il SIMAGE ora chiede i controlli. L’aria uccide, la politica litiga

I miasmi che da settimane avvolgono Priolo Gargallo rappresentano l’ultimo, grave capitolo di una convivenza cinquantennale tra la popolazione e il polo industriale. Una convivenza che, come sottolinea il sindaco Pippo Gianni, aveva già imposto odori e disagi, ma mai con una persistenza e un’intensità così violente e continue, ventiquattr’ore su ventiquattro. Le esalazioni, storicamente legate alle attività di raffinazione e chimica del comprensorio – che vanta la più alta capacità di raffinazione in Italia con i complessi ISAB Nord e Sud, la raffineria Augusta Sonatrach, la Sasol, le centrali Enel di Priolo e Augusta e l’impianto IGCC – sono state analizzate dall’Arpa. I modelli di dispersione indicano due possibili sorgenti, spesso combinate: la raffineria ISAB Sud, attraversata dalle masse d’aria meridionali, dove sono stati rilevati picchi di idrogeno solforato oltre la soglia olfattiva e concentrazioni di etanolo; e le operazioni di carico e scarico delle navi petroliere, in particolare una che ha scaricato 130.000 tonnellate di greggio, rilasciando forti odori di idrocarburi. I numeri sono eloquenti: tra il 1° e il 13 giugno il sistema NOSE ha registrato 714 segnalazioni, concentrate a Melilli, Priolo e Siracusa, per il 64% riconducibili a idrocarburi e per il 21% a zolfo; le rilevazioni hanno fatto emergere picchi di biossido di zolfo, benzene e idrocarburi non metanici con punte superiori a 1.100 microgrammi per metro cubo.

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta, mentre il sindaco Gianni ha rotto gli indugi chiedendo misure mai sentite prima. Bisogna ricordare che questa frazione di Siracusa chiese a gran voce l’autonomia ottenuta, la nuova amministrazione avrebbe dovuto curare con più attenzione la salute di quella frazione ingigantitasi a pochi metri dalla nascente fabbrica. Ciò andava contro qualsiasi logica di salubrità, ma gli interessi politici erano troppi. Ciò ostacolò l’obiettivo di trasferire i priolesi, cosa che non fu per Marina di Melilli interamente rasa al suolo. A pagare fu ed ancora è la cittadinanza, con morti e una salubrità compromessa. Ora il sindaco chiede una piena chiarificazione per individuare con certezza il problema, e sollecita il Ministero, la Regione e la Procura a una revisione straordinaria delle Autorizzazioni Integrate Ambientali, il potenziamento della rete di monitoraggio e un tavolo tecnico permanente.

È su questo terreno che si innesta la dimensione politica della vicenda. L’approccio di Gianni – lineare, duro, provocatorio – si scontra frontalmente con quello dell’onorevole Giuseppe Carta, sindaco di Melilli e deputato regionale del Mpa, che ha bollato come “plateali e inutili” le richieste di chiusura, rivendicando invece un metodo pragmatico e istituzionale, fatto di prescrizioni più stringenti già ottenute in passato – come la copertura delle vasche dei depuratori – e di proposte concrete, come l’uso di fondi regionali per controlli indipendenti con aumento del personale dell’Arpa. La rivalità, però, non nasce con i miasmi: affonda le radici nei mesi precedenti, quando Gianni, messo sotto pressione dall’opposizione guidata dal Mpa di Carta, bloccò l’approvazione del Bilancio comunale, provocando lo scioglimento del Consiglio e il suo governo solitario. Ora la contesa si è trasferita sul piano ambientale, con sullo sfondo la competizione per lo stesso bacino elettorale in vista delle regionali del 2027, dove Carta punta alla riconferma e Gianni pianifica il ritorno.

Un tassello decisivo per comprendere questo duello è la vicenda del SIMAGE, il Sistema Integrato Monitoraggio Ambientale Gestione delle Emergenze, approvato dall’Ars nel febbraio 2020 su proposta del deputato M5S Giorgio Pasqua. Modellato su esperienze come quella di Porto Marghera, dove fu accettato dagli industriali, il sistema mirava a creare una rete integrata di controllo della qualità dell’aria nei poli siciliani, raccogliendo in un unico centro gestito dall’Arpa i dati di tutti i sensori pubblici e privati per risalire in tempo reale a “chi, con cosa e da dove sta inquinando”. Gianni si schierò allora contro, definendolo “un sistema ormai superato”: non per ragioni tecnologiche, ma perché riteneva che “non basta conoscere il momento e il luogo delle emissioni, occorre intervenire con azioni concrete, come le bonifiche”, e invitò Pasqua a organizzare un incontro con il ministro per discutere seriamente di bonifiche.

STERILI OPPOSIZIONI AL SIMAGE, UTILE SISTEMA ANTINQUINAMENTO

Oggi, però, in piena emergenza miasmi, il sindaco chiede esattamente ciò che il SIMAGE avrebbe permesso: individuare con certezza la fonte, proponendo di fermare e riavviare gli impianti uno per uno. Il paradosso è evidente e Carta può facilmente rinfacciargli di aver osteggiato lo strumento che oggi di fatto reclama. Gianni si difende sostenendo che senza un parallelo impegno sulle bonifiche il SIMAGE sarebbe stato un surrogato, ma la sua posizione appare controversa e alimenta ulteriormente la polemica.

Noi non possiamo tacere sull’assoggettamento della popolazione priolese, che allora non ne capì l’importanza. Oggi è ancora troppo legata e condizionata, scende in piazza timidamente davanti a queste profanazioni dei diritti costituzionali che continuano da decine di anni.

Ben diversa fu la reazione a Marghera, dove il conflitto sociale riportò risultati concreti. La popolazione apparve compatta e insieme alle associazioni ambientaliste, aprì un lungo scontro anche contro tutti i partiti, dalla Lega a quelli della sinistra.

A Priolo, invece, l’emergenza ambientale si intreccia con le ambizioni e le strategie di due amministratori, in un duello che unisce la necessità di fare chiarezza sulle emissioni alla tensione politica di una partita che si gioca tra consigli comunali, interrogazioni parlamentari e future urne, mentre i cittadini continuano a respirare un’aria che di normale non ha più nulla.

Da leggere

Servizio Idrico. I sindaci votano “a scatola chiusa” e danno deleghe in bianco? Dov’è la delibera?

Il 22 giugno scorso l’Assemblea dei Comuni dell’ATI si è riunita per deliberare su un …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti