Band di Lentini verte in siciliano un disco dei Pink Floyd

“The dark side of the moon” viene riproposta nell’originale versione da “La Compagnia d’Encelado Superbo”. Il chitarrista Salvo Amore: “Ne verrà fuori qualcosa di profondamente segnato dalla musica isolana”

 

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

“The dark side of the moon” è uno dei dischi migliori che i Pink Floyd abbiano mai prodotto. Apprezzato da critica e pubblico, è un campione di incassi che ancora oggi, a quasi 44 anni dalla pubblicazione, viene venduto in migliaia di copie ogni anno. Un capolavoro che travalica i limiti generazionali e si lascia apprezzare da chi i Pink Floyd li ha seguiti sin dall’inizio ed anche dai più giovani. I fiumi di inchiostro versati a ragionare sui testi, sulla qualità del suono, sul significato dell’opera, sui mille aneddoti che fanno da sfondo all’elaborazione del disco, hanno forse detto molto, ma non possono raccontare in pieno la messe di emozioni che gli appassionati colgono ad ogni ascolto di tracce ormai stampate in maniera indelebile nella loro memoria, parola per parola, nota per nota.

Eppure, c’è sempre qualcosa di nuovo attorno a questo disco, capace di emozionare e di stimolare la creatività di milioni di ascoltatori. La novità del momento viene da un gruppo di musicisti che da anni lavora a Lentini e che porta avanti l’idea di una versione in dialetto siciliano dell’opera. Il gruppo si chiama “La compagnia d’Encelado Superbo” ed è radicato in maniera profonda nella cultura della nostra isola, come dimostra la loro denominazione che rimanda al mito del gigante Encelado, prigioniero nel ventre dell’Etna, dal cui respiro infuocato il mito vuole che nasca l’attività del vulcano.

Da un punto di vista musicale, la proposta della “Compagnia” è fortemente segnata dalla tradizione siciliana e sarà proprio questo respiro etnico a definire il carattere di “A facci niura da luna”. Del progetto abbiamo parlato con il maestro Salvo Amore, chitarrista della “Compagnia” ed anche di “Echo”, una cover band dei Pink Floyd con base a Lentini, e con Luciano Conti, fan, collezionista e organizzatore di eventi, con una passione smodata per la band britannica.

“L’idea del progetto è venuta a Nino Gatti dei Lunatics – spiega il maestro Amore – cui avevo regalato un disco della “Compagnia”. È un’idea che può sembrare folle, anche perché toccare la musica dei Pink Floyd potrebbe suscitare una certa agitazione tra i fans, sempre molto pretenziosi sulla fedeltà all’originale. L’idea mi è piaciuta, ma abbiamo deciso di realizzarla mantenendo il suono della “Compagnia” e utilizzando gli strumenti che normalmente adoperiamo per comporre i nostri brani di musica etnica. Ne verrà fuori qualcosa di profondamente segnato dalla musica siciliana ed anche gli effetti, che solitamente le cover band attingono dai dischi del Pink Floyd, saranno sostituiti da suoni che provengono dalla nostra terra. Nella nostra versione di “Speak to me”, ad esempio, dove ci sono moltissimi effetti sonori, abbiamo deciso di inserire il rombo dell’Etna, il rumore di trattori, ed altri suoni legati alla nostra realtà; in un altro brano, invece, vorrei inserire le registrazioni autentiche del pianto e dei lamenti delle prefiche, le donne che piangevano a pagamento ai funerali. Pur rispettando gli arrangiamenti originali, faremo diventare “The dark side of the moon” nostro, non utilizzando le chitarre elettriche e sostituendo le tastiere con la fisarmonica”.

È vero che questo progetto è arrivato all’attenzione di Roger Waters?

“Per produrre il disco – spiega Luciano Conti – è necessario che vi sia il nulla osta da parte di Roger Waters, quindi abbiamo preparato dei documenti da spedire in Inghilterra, in modo che possa visionarli e autorizzarci. Per proporre l’opera in concerto non ci sono vincoli, ma per produrre il cd è necessario avere questa autorizzazione che richiederà un po’ di tempo.”

“Il vero problema riguarda i testi – aggiunge Salvo Amore – e non la musica. I nostri testi nascono da un riadattamento delle liriche originali, che vanno non solo tradotte ma anche adeguate alla metrica del siciliano. Ne è autore Pippo Cardello, che scrive i testi dei brani della “Compagnia”, un poeta che ha realizzato una fantastica reinterpretazione nel nostro dialetto di tali composizioni. Per autorizzarci alla produzione del disco, gli inglesi pretendono la traduzione del testo siciliano, perché vogliono capire se vi sia una corrispondenza con l’originale”.

La vostra idea si arricchisce anche dell’intenzione di presentare il disco in un contesto insolito, che richiama il concerto che i Pink Floyd tennero all’anfiteatro di Pompei.

“Noi abbiamo la grande speranza – chiarisce il maestro Amore – di riuscire ad avere le autorizzazioni per presentare il disco in un concerto da tenersi all’interno del parco archeologico di Leontinoi, non sarà facile perché già da parecchi anni il sito non viene concesso per gli spettacoli. Tempo fa invece, era possibile utilizzare questo posto favoloso, che sarebbe perfetto come contesto per questa musica”.

A conferma del valore del progetto si esprime anche Nino Gatti, uno dei maggiori esperti della storia e delle opere dei Pink Floyd, collezionista dei loro cimeli, che sotto la denominazione “the Lunatics” ha, insieme ad altri autori, pubblicato ben tre saggi per la Giunti Editore di Firenze dedicati alla band londinese.

“Ho lanciato questa proposta a Salvo Amore – racconta Nino Gatti – stimando la sua preparazione musicale e il suo impegno professionale. La lingua siciliana e gli strumenti tipici delle vostre zone creeranno un “the dark side” primordiale, come Roger Waters avrebbe potuto inciderlo se fosse nato secoli fa, sarà quasi un “master” originale del disco. In passato sono già state proposte delle rielaborazioni dell’opera, ad esempio ne è stata realizzata una versione reggae, o una in latino che non è ancora stata completata, ma nulla del genere è mai stato fatto in dialetto. Questa è anche una prova, per capire fino a che punto si possa adattare un testo inglese utilizzando un dialetto che ha una sonorità completamente diversa”.

 

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