La Biblioteca nel Piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliare 2026/2028

Biblioteca e cultura. Cultura e biblioteca.
Biblioteca è cultura. Cultura è biblioteca.
Conservare e alimentare la biblioteca è tutelare e garantire la cultura, l’istruzione, il sapere collettivo. La cultura si nutre, come suo ricostituente naturale, di libri, di spazi di confronto, di incontro, di condivisione, di scambio virtuoso di opinioni, esperienze, sensibilità.
Dalla vitalità delle biblioteche si può misurare il grado di civiltà di una comunità, si facilita la memoria storica anche attraverso pagine preziose e importanti, antiche e moderne, a portata di mano, di occhi, di intelligenza, di curiosità.
La biblioteca è un’incubatrice di speranze, di futuro, di ricchezza individuale e sociale.
Dalla cura consapevole e dall’esercizio gioioso delle suddette virtù si generano spontanee iniziative in tutti i campi del sapere, delle conoscenze e delle arti.
L’intervento pubblico a supporto appare essenziale per preservare, mantenere ed accrescere, con gli opportuni interventi e la necessaria presenza, il patrimonio culturale e intellettuale di un popolo. Il Comune non può disinteressarsi, non può voltarsi dall’altra parte, non può inaridire l’offerta sbarazzandosi dei presídi culturali: così comportandosi, facilita il sopravvento dell’ignoranza e la decadenza di una comunità.
Che fine ha fatto, ad esempio, il Premio  di Filosofia “Viaggio a Siracusa”, nato nel 1998 (grazie ai Professori Roberto Fai e Elio Cappuccio e promosso dal Collegio Siciliano di Filosofia), che ha visto Remo Bodei e Umberto Curi presidenti della Giuria, prima e prestigiosa iniziativa in campo filosofico nazionale che ha assegnato premi ad autori di saggi filosofici, tesi di dottorato, riviste filosofiche, ha organizzato convegni con illustri filosofi, ha contribuito alla meritoria assegnazione della cittadinanza onoraria di Siracusa al più grande filosofo del secondo novecento (il franco-algerino Jacques Derrida)?

     

Dopo circa tre lustri, il Comune ebbe a disinteressarsene, iniziando la fase di decadenza (che ancora oggi non ha conosciuto un’inversione di tendenza) dell’offerta organizzata culturale in tutti i campi del sapere e artistici, a parte le rappresentazioni classiche (peraltro non più di nostra diretta ed esclusiva competenza) e tranne qualche sporadico spettacolo spesse solamente fine a sé stesso che si è risolto, dopo un iniziale momento mediatico,  nel nulla è senza lasciare, comunque, alcun segno tangibile e duraturo, senza sprigionare le potenzialità creative e feconde della cittadinanza che si vuole sentire parte attiva. 

Mi sono limitato solo ad un esempio simbolico, all’inizio virtuoso ma poi divenuto un segnale di decadenza di matrice istituzionale, che pare si stia patologicamente vieppiú confermando.

Infatti, nel “Piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliare” 2026/2028 -segnalatomi dall’Avv. Paolo Cavallaro, consigliere comunale- è prevista l’alienazione dei locali della biblioteca comunale di Via dei Santi Coronati, classificati fra gli immobili strategicamente “non rilevanti”. Ora, vero è che tra gli “immobili strategicamente rilevanti” rientra il c.d. Palazzo della Cultura (ex Liceo T. Gargallo) ove è prevista la realizzazione della nuova biblioteca comunale, ma il tutto non appare degnamente coordinato, per cui si corre il serio pericolo di vendere i locali dov’è attualmente allocata biblioteca senza che contemporaneamente (ma meglio prima) sia pronta la nuova sede all’interno dell’ex Liceo Classico. Ciò significherebbe probabile dispersione e, purtroppo, pericolo di perdita del patrimonio inestimabile di libri, spesso antichi e preziosi, che formano l’orgoglio, il vanto e la ricchezza della Biblioteca della nostra città.

Si sorvola sulla opportunità di prevedere la nuova biblioteca in Ortigia, convinto come sono che una più completa e capillare fruizione abbisognerebbe di locali più moderni, versatili e facilmente raggiungibili da parte dell’intera popolazione siracusana, di spazi idonei al parcheggio: insomma, vivere la biblioteca è partecipare! 

Nutro ancora la speranza che i principi sopra esposti rappresentino un comune sentire al di là delle collocazioni politiche e delle responsabilità gestionali, per cui si possa trovare ancora una soluzione soddisfacente condivisa in favore di tutti e, soprattutto, in difesa della cultura e, in ultima analisi, del nostro futuro.


Avv. Giovanni Sallicano 

 

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