Ogni combustione, da checché derivante, produce inquinamento

Rischi ormai documentati per la salute umana e l’ambiente. L’aria infetta causa patologie cardiache, respiratorie, cancro, diabete, nascite premature…

 

La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016

Con lo scopo principale di focalizzare – sulla base della più recente letteratura – i rischi per la salute umana derivanti dagli inquinanti emessi dalle combustioni e le alternative esistenti, è importante fare le seguenti considerazioni.

I processi di combustione, che hanno caratterizzato la società moderna a partire dalla rivoluzione industriale, rappresentano oggi uno dei più rilevanti problemi per le ricadute sanitarie e ambientali in quanto contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria e ai cambiamenti climatici. Ogni combustione, infatti, sia che derivi da combustibili fossili che da biomasse, da traffico, riscaldamento o incenerimento di rifiuti, produce grandi quantità di inquinanti, molto spesso persistenti e bioaccumulabili, con rischi ormai ampiamente documentati ed incontrovertibili per la salute umana e l’ambiente.

Come sostiene il prof. Gianni Tamino, a proposito di combustioni nei cicli naturali, in natura le combustioni sono eventi accidentali e la nostra società sembra essersi dimenticata che la vita sul pianeta si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole, e che grazie a fotosintesi e respirazione si sono create condizioni che hanno consentito la comparsa e il mantenimento della vita almeno fino ad ora. Queste condizioni sono ora a rischio se è vero che per la prima volta nella storia del pianeta Terra i livelli di CO2 per tutto il 2015 hanno superato costantemente la soglia delle 400 parti per milione (ppm), cosa che fino a questa data si verificava in alcuni periodi, ma mai per l’intero anno.

PASSARE A UN’ECONOMIA CIRCOLARE – Dobbiamo quindi passare da un’economia lineare a un’economia circolare, più rispettosa dei cicli naturali e di cui tanto si parla, ma ancora non concretamente realizzata. Il prof. Ernesto Burgio, osserva che i costi economici sanitari e sociali conseguenti agli agenti tossici delle combustioni e i meccanismi eziopatogenetici con cui alcuni di tali agenti – in particolare il particolato ultrafine – interagiscono con le strutture cellulari inducendo modificazioni di tipo epigenetico.

A questo proposito è emerso con grande evidenza come sia proprio l’Epigenetica ad avere letteralmente “rivoluzionato” le nostre conoscenze sul rapporto fra ambiente e salute. E’, infatti, ormai assodato che le informazioni contenute nel DNA vengono continuamente “tradotte” e modificate a seconda dei segnali – fisici, chimici, biologici – che provengono dall’ambiente. Particolarmente pericolose appaiono essere le esposizioni ad agenti esogeni che avvengono durante la vita embrio-fetale in quanto sono in grado di condizionare lo stato di salute non solo nell’infanzia, ma anche nella vita adulta, potendosi anche trasmettere, attraverso le cellule germinali, alle generazioni successive.

Gli scenari sono quindi del tutto nuovi in quanto questi nuovi meccanismi patogenetici, molto più dei dati epidemiologici, aprono la strada alla comprensione, da parte dei medici e dei decisori politici, del danno causato dall’inquinamento ambientale sulla salute umana. L’inquinamento dell’aria, per esempio, comporta non solo incremento di patologie cardiache, respiratorie, cancro, ma anche di abortività spontanea, nascite pre-termine, malformazioni, diabete. Inoltre è ormai assodato che quando nell’aria che respiriamo è presente il particolato fine (PM2.5) vi è un incremento di rischio (statisticamente significativo) di autismo nei bambini.

LE SOLUZIONI – Le soluzioni immediatamente praticabili per ridurre le combustioni vi sono se si adopera per l’utilizzo come fonte primaria l’energia solare, e per il trattamento dei rifiuti se si privilegia la riduzione a monte e il compostaggio per il trattamento dell’organico, pratica utilissima anche per il sequestro della CO2.

E’ fondamentale pertanto offrire ai decisori politici, alle comunità e ai cittadini elementi di riflessione affinché le scelte adottate nei vari campi d’intervento (trasporti, rifiuti, urbanistica, etc.) siano finalmente coerenti con gli impegni internazionali sottoscritti dall’Italia con COP 21 e soprattutto maggiormente rispettose della salute umana e dell’ambiente (Fonti: ISDE, Patrizia Gentilini).

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