“Qualità dell’aria, a Priolo il laboratorio mobile dell’ARPA”

Corrado Regalbuto (dirigente unità operativa dell’Agenzia): “Effettuerà misure quali/quantitative di notevole importanza per il monitoraggio”, “La centralina ex Bixio, ora al Pantheon, ancora inattiva per problemi del Libero Consorzio”

 

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016

Abbiamo voluto approfondire ancora di più il problema delle sostanze odorigene che nella nostra precedente inchiesta avevamo chiamato sostanze puzzolenti. Durante quella inchiesta erano rimaste in sospeso alcune domande a cui abbiamo provato a dare una risposta cercando di intervistare il direttore di Arpa Siracusa, dott. Gaetano Valastro. Purtroppo, per problemi organizzativi, non è stato possibile parlare con lui ma abbiamo avuto la possibilità di parlare con il dirigente dell’Unita’ Operativa Monitoraggi dell’Arpa Siracusa, dott. Corrado Regalbuto.

Corrado, che fine ha fatto il progetto di Olfattometria dinamica presentato ad aprile 2015?

“Purtroppo è fermo perché ci sono stati problemi a livello regionale. Al momento non sono state accantonate le somme per avviare il progetto e, quindi, non è stato avviato l’iter propedeutico. È sempre necessaria una preparazione di base approfondita se si vuole che i progetti siano concretizzati”.

Perché non viene misurato il solfuro di idrogeno con le centraline della rete urbana?

“I parametri da misurare nelle centraline della rete urbana erano stati decisi inizialmente in accordo con la normativa vigente. Allora era stato deciso di misurare il solfuro di idrogeno nelle sole centraline della rete industriale. A Belvedere si misura perché quella centralina appartiene alla rete industriale. Considerato il problema delle sostanze odorigene, avere una centralina “sentinella” in città non sarebbe male insieme a delle periodiche campagne di monitoraggio da effettuare con il laboratorio mobile”.

A che punto è l’installazione della centralina ex Via Bixio ora sistemata al Pantheon? A noi risulta che ancora non è stata installata.

“La centralina ex Bixio è presente al Pantheon ed è installata, ma non è stata purtroppo avviata per motivi che sono riconducibili ai problemi economici del libero consorzio dei comuni. Al momento non abbiamo certezza di quando entrerà ufficialmente in funzione”.

Che mi dici delle azioni previste dal protocollo di intesa del 2013 firmato da tute le parti in presenza del prefetto Armando Gradone? Mi riferisco, più in particolare, allo sviluppo della modellistica, alla costituzione di un albo delle sostane inquinanti e alla comunicazione dei dati della qualità dell’aria e le relative correlazioni. Ne avevamo parlato in un nostro articolo dell’aprile del 2015. Ci sono novità?

“Io non sono a conoscenza di sviluppi di lavori per queste azioni rispetto a quanto da voi pubblicato nell’articolo di aprile 2015. Non so a che punto siano le commissioni e se sono state prese delle decisioni. Il protocollo prefettizio del 2013 era stato firmato da tutte le parti, comprese le società del petrolchimico, ma non sono a conoscenza di sviluppi sulle azioni”.

Perché non avete chiesto al prefetto Gradone, considerata l’emergenza delle sostanze odorigene, di convocare un ulteriore tavolo tecnico, per richiamare tutti (soprattutto le società del petrolchimico) alla loro responsabilità?

“So che questa richiesta è stata fatta verbalmente al prefetto Gradone ma non so se la richiesta è partita ufficialmente dalla direzione di ARPA. Il prefetto Gradone è stato molto impegnato durante l’estate con l’emergenza immigrati”.

Nell’inchiesta che abbiamo fatto sul nostro giornale qualche settimana fa avevamo scritto che ARPA Sicilia ha comprato nel 2016 strumentazione per un costo di 1,5 milioni di euro per i tre SIN (Priolo, Milazzo e Gela) ma ancora questa strumentazione non è attiva e funzionante. A che punto è l’attivazione della strumentazione a Siracusa? Di che attrezzatura si tratta?

“Sono stati acquistati tre laboratori mobili per le tre aree a rischio. Nel nostro laboratorio mobile sono presenti uno strumento chiamato AirSense e uno strumento chiamato Gas Cromatografia/Massa, entrambi strumenti importanti per rilevare le sostanze odorigene che ammorbano la nostra aria (idrocarburi non metanici, NMHC, e derivati del solfuro di idrogeno). Al momento, quindi, abbiamo, tre AirSense: due di proprietà del Libero Consorzio dei Comuni (uno installato a Melilli e l’altro vicino alla cementeria Buzzi) e l’altro ora di nostra proprietà che si trova all’interno del laboratorio mobile. In questi mesi abbiamo cercato di fare lo start up delle attrezzature presenti all’interno del laboratorio mobile. Abbiamo effettuato una qualitativa e adesso stiamo cercando di mettere a punto i protocolli per effettuare delle misure di tipo quantitative. Abbiamo fatto corsi di formazione e durante l’installazione abbiamo evidenziato dei problemi tecnici. In questo ultimo periodo abbiamo risolto questi problemi e proprio nei prossimi giorni il laboratorio mobile verrà posizionato a Priolo per effettuare misure quali/quantitative di notevole importanza per il monitoraggio della qualità dell’aria”.

Che senso ha tenere l’air sense allocato alla cementeria Buzzi? Non si dovrebbe dire al Consorzio di spostarla?

“Si, ma questa domanda va posta all’ing. Domenico Morello, del settore ambiente del Libero Consorzio dei Comuni, che è proprietaria delle centraline dell’area urbana e dell’area industriale e degli AirSense installati rispettivamente a Melilli e nella cementeria Buzzi”.

Qual è l’atteggiamento delle aziende petrolchimiche nei confronti della risoluzione del problema delle sostanze odorigene?

“Di facciata sono collaborativi. Si attengono alle norma. Se la commissione AIA richiede che loro facciano qualcosa con una certa tempistica, le società del petrolchimico ottemperano a quanto richiesto. Per le sostanze odorigene è necessario procedere a normarle in maniera tale che le aziende possano avere un riferimento”.

Il consulente del Comune di Siracusa per la qualità dell’aria, l’ing, Giuseppe Raimondo, imputava l’origine delle sostanze puzzolenti agli impianti di recupero vapori, al carico e scarico del pontile che funziona solo per le benzine e non per il gasolio, al discorso della “bolla”, dei punti di emissione specifica, alla copertura delle vasche, ai punti di emissione che fanno un effetto diffuso. Concordi con queste cause o pensi che si debba intervenire da qualche altra parte?

“Concordo con le criticità individuate da Giuseppe Raimondo. Io aggiungerei anche il trattamento acqua di scarico (TAS) di ISAB Sud, non perché è l’unico scarico a mare che è rimasto, ma per l’impiantistica che sta a monte. Va precisato, però che fuori dal pontile la competenza è della Capitaneria di porto. Un discorso a parte meritano i serbatoi che, purtroppo, non sono a tetto galleggiante (che permetterebbero di non fare uscire i gas durante il riempimento) ma sono a tetto fisso e, quindi, sfiatano in atmosfera. Questi adeguamenti richiedono investimenti economici e non so se le aziende intendono in questo caso intervenire”.

Sono stati fatti diversi esposti alla Procura per la questione delle sostanze odorigene. Sappiamo solo che in questo ultimo periodo la magistratura si sta muovendo. In particolare, sappiamo che anche ad ARPA sono stati richiesti informazioni ed ulteriore documentazione. Mi confermi queste informazioni che abbiamo avuto? Pensi che i magistrati dovrebbero accelerare ancora di più l’iter di questi esposti per “convincere” le aziende a fare la loro parte?

“In effetti non so nulla nè posso rispondere alla tua domanda”.

Senza risposta rimangono anche alcune domande che avremmo voluto rivolgere direttamente al direttore, dott. Gaetano Valastro. Speriamo che ci sia occasione di incontrarlo al più presto. Intanto ciò che emerge dalle informazioni che abbiamo è la mancanza di un coordinatore, una autorità, che sia in grado di avere una visione globale sulla problematica delle sostanze odorigene è che verifichi l’iter delle azioni che si è deciso di intraprendere e portare a termine.

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