Nella mostra “L’Arma dell’arte”, i CC e la lotta alla violenza

Resterà aperta fino al 30 giugno l’esposizione delle opere di 19 artisti nei locali della Soprintendenza. Tema: i femminicidi, le angherie su anziani, bambini, migranti nuovi schiavi, corruzione

 

La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016

Prosegue fino al 30 giugno la mostra d’arte contemporanea “L’Arma dell’arte”, inaugurata nella sala Caravaggio presso la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Piazza Duomo a Siracusa.

La cronaca non ci risparmia notizie sempre più allarmanti sul fronte femminicidio, secondo la felice definizione di Michela Murgia – al contrario del generico “omicidio”, per cui il genere non è determinante e a causa del quale una donna può finire uccisa in una rapina – il delitto di cui si sappiamo subito il perché: la soppressione della donna in quanto portatrice di una specificità asservita repressa conculcata fino all’annientamento.

Bambini e anziani o i nuovi schiavi di un’economia consegnata alle ragioni del profitto patiscono abusi, ingiustizie, emarginazione, solitudine.

La corruzione metastatizza, invadendo con le sue cellule impazzite ogni campo dell’agire umano.

L’arte e la bellezza possono costituire un baluardo contro la violenza? Possono lenire la sofferenza e farsi promotrici di riscatto?

L’Arma dei Carabinieri – ecco spiegata la maiuscola del titolo della mostra –, nel quadro dei suoi interventi volti ad arginare la violenza, ha promosso ed organizzato l’esposizione per sensibilizzare, grazie ad opere di segno tecnica intento differente – da brivido il caravaggesco ritratto fotografico di Rosaria Schifani – i visitatori sul tema della bellezza violata ma portatrice di un seme di speranza e rinascita.

Ecco i nomi degli artisti (grazie alla curatela di Antonio Vitale): Michele Alfano, Luciana Anelli, Letizia Battaglia, Salvo Bonnici, Beppe Burgio, Momò Calascibetta, Giovanni Compagnino, Giuseppe Corradino, Nicolò D’Alessandro, Sergio Fiorentino, Giuseppe Livio, Carmelo Micalizzi, Antonio Portale, Salvatore Provino, Attilio Scimone, Turi Sottile, Nuccio Squillaci, Armando Romeo Tomagra, Nicola Zappalà. 

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