Collegando Epipoli, Parco archeologico della Neapolis, siti minori come il Ginnasio romano, il Tempio di Zeus, i forni dell’accampamento ateniese, la Tonnara di Terrauzza, la Torre saracena di Ognina, le riserve del Ciane e del Plemmirio
La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016
«L’amore per la società e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente di carità, che riguarda non solo le relazioni tra gli individui, ma anche «macro-relazioni, rapporti sociali, economici, politici».[156] Per questo la Chiesa ha proposto al mondo l’ideale di una «civiltà dell’amore».[157] L’amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo: «Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale – a livello politico, economico, culturale – facendone la norma costante e suprema dell’agire».[158] In questo quadro, insieme all’importanza dei piccoli gesti quotidiani, l’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società. Quando qualcuno riconosce la vocazione di Dio a intervenire insieme con gli altri in queste dinamiche sociali, deve ricordare che ciò fa parte della sua spiritualità, che è esercizio della carità, e che in tal modo matura e si santifica». (Enciclica Laudato sì di papa Francesco)
Si apre così la proposta di Padre Rosario Lo Bello e dell’architetto Carmelo Zappulla di realizzare la “grande pista ciclabile di Siracusa”.
Dalla città fino a Fontane Bianche pedalando: “La pista ciclabile non solo permetterà di raggiungere in bicicletta o la città o le varie contrade balneari, riducendo il traffico automobilistico, ma avrà una valenza sportiva, naturalistica, e culturale: collegherà l’Epipoli e il Parco archeologico della Neapolis ad alcuni siti archeologici minori, come il cosiddetto Ginnasio romano, il Tempio di Zeus, i forni dell’accampamento ateniese, l’ottocentesca Tonnara di Terrauzza, la Torre saracena di Ognina; connetterà le riserve del Ciane e del Plemmirio” dice un convinto padre Rosario, da sempre strenuo difensore dell’ambiente, delle bellezze paesaggistiche, dell’integrità del territorio, ma oggi ancora di più impegnato su una strada che vede quale somma guida proprio il pontefice. Nessuno come papa Francesco ha mai dato ai beni comuni, a madre terra, ai doveri che le generazioni presenti hanno nei confronti di quelle future, una tale centralità e rilevanza.
La proposta di una grande pista ciclabile come valore aggiunto alle nostre ricchezze storico-paesaggistiche in verità è solo parzialmente nuova: già nei tanti piani di sviluppo sostenibile che le amministrazioni dal 2010 ad oggi hanno commissionato, e pagato, si prospettava un percorso che comprendesse almeno tutta la Penisola della Maddalena.
In questo caso l’estensione è maggiore, il sogno più ambizioso ma soprattutto a non doverlo archiviare tra le chimere giocherà forse il suo vero punto di forza: non è un progetto calato dall’alto ma spinto dal basso, che sollecita e chiama a raccolta tutti i cittadini, soprattutto i più giovani.
“Dovrà, in un certo qual modo, sostenere la creazione di poli dedicati a sport di mare, affinché i nostri ragazzi abbiano possibilità di crescere in una città più vivibile e con luoghi adatti alle giovani generazioni. Crediamo che Siracusa, l’antica capitale greca della Sicilia, debba seguire un modello di sviluppo urbanistico adatto al suo grande passato e al suo paesaggio naturale e storico. La nostra proposta si colloca all’interno dell’attuale revisione del Piano Regolatore di Siracusa e, sotto forma di emendamento, è stato approvato, alcuni giorni addietro, dal Consiglio comunale”.
Su facebook la pagina “La grande pista ciclabile di Siracusa” piace già a più di 1700 persone ma le adesioni crescono di giorno in giorno. Sulla bozza di progetto è possibile fare commenti e proposte e già si parla di “tavoli parrocchiali” per “lavorare e discutere insieme sul progetto”, un’altra idea del vulcanico padre Rosario che però cerca di dimostrare di non essere un visionario, uno stravagante sognatore e dà concretezza alla sua proposta ricordando che: “Sul finire del 2014 l’ECF (European Cyclists’ Federation) ha pubblicato un documento con una stima dei fondi che saranno destinati dall’Unione Europea alla ciclabilità per gli anni 2014-2020. I Paesi che hanno portato a casa di più nel quinquennio 2007-2013 sono quelli che hanno investito di più: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Germania, che hanno allocato oltre 100 milioni di euro ciascuno in progetti per la ciclabilità. Dopo aver definito il progetto, intendiamo pianificare una ricerca di fondi”.
Non solo. A riprova della bontà dell’iniziativa sciorina numeri e invita a riflettere: “I dati forniti dall’Assessorato ai BB CC della Sicilia mostrano come il Parco Archeologico della Neapolis abbia incrementato di anno in anno le visite. Nel 2014 si registrano più di 539.000 ingressi. Sempre per numero di ingressi, seguono al Teatro greco e all’Orecchio di Dionisio, il castello Maniace (48.000) e il Museo Paolo Orsi (37.000). Non sappiamo quanti siano gli ingressi in Cattedrale.
Tuttavia da questi pochi elementi statistici emerge come la città presenti un’offerta turistica limitata all’aspetto monumentale e in alcune fasi dell’anno a quello artistico culturale (rappresentazioni classiche, opera lirica (?), feste patronali, etc.).
I dati Istat 2014 rivelano come i posti letto degli alberghi, b&b ed altre strutture ricettive, siano superiori numericamente al flusso turistico che raggiunge la saturazione solo nei mesi di maggio-giugno.
E’ evidente che Siracusa ha bisogno non tanto di incrementare i posti letto, quanto di ampliare la sua offerta turistica. Non è possibile immaginare che una coppia di giovani turisti, una famiglia di media età, una comitiva di ragazzi, soggiornando una settimana a Siracusa, visitino di seguito il parco archeologico, il museo archeologico, la cattedrale, il Museo Bellomo”.

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