Il Consiglio Comunale ‘cede’ un’area a servizi (S2) alla Mazzarona. Dubbi su destinazione urbanistica e proprietà

Alla fine, venerdì 5, in Consiglio Comunale, nella verifica delle aree e fabbricati da alienare e/o cedere –  deliberazione da allegare al bilancio di previsione -, è stata solo una la decisione da prendere, quella su via Patania alla Mazzarona.

Si è dovuta accantonare la discussione sulle aree di Contrada Palazzo semplicemente perché non c’era nulla da fare: si è ammesso candidamente che le aree proposte per la vendita o cessione già erano state escluse dalla delibera di eguale argomento del 2024 perché lì è stata realizzata una piazza, piazza Scamporlino, e questo anni e anni fa. Un ‘aggiornamento mancato’ (!) quindi, che la dice tutta sull’efficienza degli uffici amministrativi, e d’altra parte assumere decisioni ‘consapevoli’ appare davvero difficile se, come accaduto venerdì, nel pubblico consesso non si presentano con la necessaria chiarezza particelle (quali sono? quale la loro esatta posizione?) e motivazioni relative alla loro sorte. Come i consiglieri possano deliberare a valle di un’istruttoria approssimativa e superficiale davvero non è chiaro.

È rimasta quindi sul tavolo solo la decisione sulle aree della Mazzarona. Oltre alla possibilità di riscatto delle aree concesse alle Cooperative Edilizie per 104 alloggi con una previsione d’incasso pari a 2.500 ciascuno (260.000 euro in totale) su cui non c’è stata discussione, con 18 voti favorevoli, 6 contrari, 3 astenuti, il Consiglio ha deliberato di alienare l’area di via Patania, di 4732 mq, al prezzo di 99 euro a mq (468.468 euro).

Non è stata data alcuna risposta, se non fuorviante, alle domande nette del consigliere Massimo Milazzo: non si sa per quale motivo l’Amministrazione abbia deciso solo quest’anno di alienare l’area, mai in precedenza messa in elenco; non si sa se per caso ciò sia avvenuto a seguito di una qualche proposta di acquisto; non si sa con quali criteri sia stato stimato il valore a mq (99 euro a fronte dei 135/mq delle S2 di Contrada Palazzo come detto ormai indisponibili).

Non si sa neanche cosa l’Amministrazione intenda realizzarvi sebbene nel confuso dibattito di venerdì tutto abbia fatto pensare a nuove costruzioni per edilizia economico popolare, ipotesi che non terrebbe conto della destinazione ad S2 (superfici a servizio) così come ratificato dall’Assessorato Territorio e Ambiente al momento dell’approvazione del prg nel 2007.

Naturalmente l’auspicio è che l’Amministrazione, almeno in questo caso, abbia fatto le dovute verifiche per accertarsi, quanto meno, che si tratti di un’area comunale perché, secondo quanto accertato da Michele Mangiafico, l’area S2 che l’Amministrazione comunale vuole vendere “risulta composta dalle particelle 2038 e 2107, entrambe risultanti in capo agli eredi “Gargallo”. Si tratterà forse di un ritardo di trascrizione? Il Comune ha intenzione di chiarire e fare aggiornare questi dati? Siamo sicuri della proprietà pubblica di queste aree?” chiede Mangiafico.

Resta infatti anche la domanda su come mai le due particelle in argomento, che in aula non sono mai state specificate, non risultano nell’elenco delle ‘particelle catastali aree fabbricabili allegato alla proposta. Forse proprio perché non ‘fabbricabili’?

Certo è che i riflettori sono lì puntati e che si registra una certa agitazione nel rione perché l’area confina con una S3 che presenta non trascurabili criticità. Negli anni infatti, a causa dell’accumulo sicuramente non autorizzato di inerti da scavo, quella particella tra via Patania e via Adorno si è trasformata, da pianeggiante che era, in una collinetta oggi coperta da vegetazione spontanea. Le molte denunce agli organismi competenti, documentate anche con foto, sono rimaste ignorate per anni e solo qualche mese fa alcuni residenti sono stati ascoltati dalla polizia municipale, settore ambientale.

Audizioni non prive di elementi surreali per l’insistenza a ‘rivelare’ il nome del responsabile, o dei responsabili, del reato come se tale ‘individuazione’ non fosse specifico compito proprio degli organi inquirenti, Polizia municipale o Procura che sia.

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