Dalla celebrazione del G7 Agricoltura a Siracusa, nel settembre dell’anno scorso, la copertura delle due facciate dell’edificio storico all’ingresso di Ortigia (una con un maxi telone, l’altra con un maxi schermo ‘ledwall’) accoglie enfaticamente chiunque si rechi nel centro storico dal ponte S. Lucia ma è ben visibile anche da lontano. Impossibile non vederli e d’altra parte sul sito V-ista viene pubblicizzato proprio questo messaggio: “Visibilità strategica all’entrata di Ortigia per il tuo business – Promuovi la tua azienda, il tuo brand o il tuo progetto sul Ledwall di 48 mq posizionato in via dei Mille, Siracusa”. E proprio oggi esce un redazionale su una testata locale on line che esalta le potenzialità del sito e “l’innovazione che arricchisce Siracusa”: neanche il tempo di chiudere l’articolo… sarà stata una corrispondenza d’amorosi sensi, chissà!
A proporre il mastondtico ledwall è la ditta SOFINE (Select Organic Fibers for Italian New Elegance), sponsor, finanziatore principale, ‘main partner’, proprio del G7, palcoscenico del debutto dell’azienda ed evento che ha dato enorme risalto al brand “tutto siciliano, primo e unico brand al mondo che combina fotovoltaico e agricoltura biologica per produrre cotone made in Italy certificato GOTS” come evidenziato sul profilo Instagram.
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La maxi parete luminosa, dove scorrono senza soluzione di continuità immagini e pubblicità più riferiti alla stessa ditta che ad altre, è posizionata sulle impalcature di cantiere dello storico Palazzo Lucchetti Cassola acquistato dai proprietari di SOFINE, attualmente in ristrutturazione.
Ma è tutto in regola? ci hanno chiesto con inspiegabile sorpresa e anche una certa preoccupazione alcuni lettori, e un imprenditore ci ha raccontato che dall’ufficio competente e dalla Soprintendenza si è visto respingere la richiesta di installare un’insegna pubblicitaria per la propria attività meno impattante, in una zona commerciale della città.
Com’è possibile che queste restrizioni non siano previste anche per il centro storico di maggior rilevanza storico paesaggistica? In effetti sembrerebbe lo siano, che proprio per Ortigia ci siano maggiori restrizioni come riportato nel Piano generale degli impianti pubblicitari del Comune, approvato dal Consiglio Comunale il 4 agosto 2009, la cui validità è sottoposta unicamente a un espresso annullamento e/o modifica e che prevede un’eventuale revisione annuale. Un regolamento meticoloso, di ben 95 pagine, e una parte dedicata esclusivamente alle norme relative al centro storico.
“All’interno del centro storico non è autorizzata l’installazione di insegne di esercizio, cartelli ed altri mezzi pubblicitari che, su parere della Commissione edilizia comunale, risultino avere caratteristiche contrastanti con lo stile architettonico dell’arredo urbano o siano comunque in contrasto con i valori ambientali e tradizionali che caratterizzano la zona e gli edifici in essa compresi. Non è comunque autorizzata l’installazione di insegne, cartelli ed altri mezzi pubblicitari luminosi essendo possibile autorizzare solamente mezzi pubblicitari illuminati da fonte di luce esterna agli stessi”. E nel regolamento si legge tra l’altro che gli impianti pubblicitari non devono nuocere all’ambiente, essere dei detrattori, “alterare elementi architettonici o limitare la visuale di sfondi architettonici e paesistici”.
SOFINE è la società che si è presentata al territorio gestendo un ampio spazio promozionale proprio a ridosso dello storico palazzo durante il G7 Agricoltura. Successivamente il maxi schermo è stato utilizzato per riprendere la Festa di Santa Lucia e nel contempo la Città ha ricevuto in “regalo” dalla stessa Sofine l’albero di Natale collocato in Piazza Duomo e alcune giostrine per bambini installate in un parco pubblico.
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Ma resta la domanda che molti si pongono e di cui noi ci facciamo tramite: com’è possibile installare una simile impattante struttura in un centro storico dalle mille restrizioni e vincoli specifici a tutela del paesaggio, del decoro e del sito di un bene patrimonio Unesco? Ed è normale che una struttura necessaria per coprire i lavori di ristrutturazione diventi essa stessa una forma di attività commerciale e lucrativa?
Forse il Palazzo Lucchetti Cassola non è da considerarsi ‘all’interno del centro storico’ oppure esula da qualsivoglia vincolo di tutela e quindi tanto la Commissione edilizia comunale quanto la Soprintendenza non hanno opposto veti?
Senza voler dare giudizi di merito, giriamo le domande all’Amministrazione, anche semmai per il tramite di qualche consigliere comunale che voglia farsene carico.

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