Al Museo archeologico di Palazzolo si è parlato della “bellezza”

Dal canone di Policleto, che ha ispirato il mondo greco, alla fruizione dell’arte contemporanea priva di catarsi. Classico e moderno, però, si incontrano in Antonio Presti, celebre artista contemporaneo

 

Presso il Museo Archeologico Gabriele Iudica si è tenuto un incontro sul tema della “bellezza”. Baricentro è stato l’incontro tra il moderno/contemporaneo e il classico/antico, con lo scopo di indagare e trovare un punto di contatto tra due mondi fondamentalmente lontanissimi.

Dopo una breve rappresentazione di oggetti di arte contemporanea, realizzati dal maestro Michele Canzoneri; la dott.ssa Laura Carracchia, responsabile del museo, ci ha introdotti nel meraviglioso mondo dell’arte classica. Culmine di questa il celebre canone di Policleto, che per secoli ha mosso mani e attrezzi di scultori e scalpellini, alla ricerca della figura perfetta e, in essa, nell’incarnazione della vera bellezza.

La dott.ssa ha osservato come, spesso, il pubblico fruitore oggi dell’arte contemporanea non riesca a provare nessuna emozione, circoscrivendo l’opera in una semplice manifestazione di gusto. Di fatto, potremmo affermare che viene a mancare la catarsi, azione fondamentale del mondo classico. Quel percorso dell’anima, tipico delle rappresentazioni teatrali, che porta lo spettatore, tramite il calarsi nei panni dell’azione che si sta svolgendo davanti ai suoi occhi, alla propria purificazione. Trasformandosi in un soggetto nuovo, redento.

Capita, però, che classico e moderno si incontrino. Quando ciò accade il risultato è una personalità unica, eccentrica. Parliamo di Antonio Presti, celebre artista contemporaneo, ideatore e artefice di opere monumentali, nonché forgiatore di animi, come lui stesso ama raccontarsi. Quasi un evergete di oggi, ha donato le sue opere e il suo insegnamento al fine di migliorare quanti lo circondano.

Forte ammonitore della politica degli ultimi 20 anni, artefice di soli tagli e umiliazioni alla cultura, alla “bellezza”. Esprime a gran voce la sua idea sulla crisi: «È una crisi dell’anima e del cuore. Motore del cuore è il sogno, l’utopia. La vera crisi è quella dei sogni!»

Il maestro Presti ci ha fatto capire, con pochi gesti, come l’educazione all’arte sia la giusta via per creare una società migliore, guidata da chi conosce il valore dell’arte.

Ha sottolineato, tramite l’esempio del quartiere popolare di Catania, Librino, come le periferie non devono essere viste come meri contenitori di voti, ma come un organo vivo e pulsante della città.

Parole di ammonimento anche verso l’amministrazione di Palazzolo e l’assessore al turismo (unico rappresentante presente della Giunta Municipale) per il comportamento passivo verso l’INDA, invitando a guardare all’esperienza di Giffoni e il festival del cinema dei giovani, quale esempio da ricalcare per sfruttare al meglio le potenzialità del Festival internazionale del teatro classico dei giovani, da realizzare autonomamente insieme a progetti connessi al mondo del teatro e dello spettacolo.

Altro grande assente il pubblico, soprattutto quello giovane, quello che dovrebbe essere presente durante queste manifestazioni, in cui “bere” e “dissetarsi” di cultura, arte e storia.

 

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