“Smettila immediatamente perché giàti pigliai a tumpulate”
Mi piace anche questo fatto che a Siracusa si usa il passato remoto al posto del presente.Per esempio nelle frasi che le mamme rivolgono ai bambini quando fanno i capricci: Smettila immediatamente perché già ti pigliai a tumpulate.
La mamma parla al passato remoto di un’azione futura, che lei non solo non ha ancora compiuto, ma che potrebbe anche non compiere mai. Eppure usa l’indicativo al passato remoto. E ci mette addirittura davanti un bel «già». In pratica è come se avesse preso a sberle il bambino prima ancora di averlo preso a sberle, e adesso gli stesse pure raccontando di quella volta in cui, tanto tempo fa, lo aveva preso a sberle.
In italiano non avrebbe senso. Di sicuro non mentre il bambino fa i capricci. Nella mia città, invece, un accadimento è reale solo se qualcuno riesce a prevederne il divenire e a immobilizzarlo in una frase: ciò che sta per accadere viene cristallizzato in una storia prima ancora che il suo sviluppo possa avere avuto corso. Le storie hanno infatti il vantaggio che chi le racconta ne conosce già la fine.Così le mamme siracusane non propongono al bambino una minaccia (per la minaccia, trattandosi di un’intenzione, ci vorrebbe il futuro) ma direttamente il racconto di una realtà alternativa a quella fattuale, che in un universo parallelo deve essersi già verificata. A quel punto, realtà e finzione si equivalgono, e di colpo tutto risulta credibile allo stesso modo. Perfino ciò che non è mai accaduto.
Del resto Siracusa è in Sicilia. E in Sicilia una volta c’è un re angioino e la volta dopo uno borbonico, due minuti prima stai facendo il bagno a Stromboli e due minuti dopo arriva un terremoto che fa franare la scogliera da cui ti sei tuffato, l’Etna fa diventare la notte giorno, l’isola ferdinandea è veloce a inabissarsi quanto un sommergibile.
Dev’essere per questo che parliamo al passato remoto delle cose che ci succedono sotto agli occhi: per un desiderio, struggente e tutto nostro, di stabilizzare la mutevolezza continua dei fatti (geofisici, storici e politici) in una forma che rimanga fissa una volta per tutte.

Commenti recenti