Un nostro concittadino a Siena, con una coppia di americani delusi

Derubati a Napoli, sorpresi dalla glacialità degli italiani e da salite e discese. «Please, tell me Pisa is flat, vi prego, ditemi che Pisa è in pianura…» «Lo è, lo è». E se ne vanno giulivi

Immaginate di essere in viaggio per Siena: siete da poco saliti sul treno, passa il controllore e voi gli mostrate il biglietto. Ma il biglietto non è convalidato. Arrossirete, vi scuserete − eravate stanchi dopotutto, di fretta per di più − può capitare a chiunque una svista. E spererete nella magnanimità del controllore, che chiuda un occhio. Ecco: ora immaginate di essere una coppia di sposi americani, e che vi capiti esattamente la stessa cosa. Quella magnanimità dal controllore la pretenderete, nel vostro inglese arcigno e scorbutico. In fondo siete in Italia, nel paese dove sulle regole di occhi da chiudere non ce n’è mai abbastanza.

E invece il controllore fa il suo dovere, ela coppia americana viene multata: quaranta euro a testa. Non serve a nulla scuotere violentemente la testa e ribadire «we paid the tickets, we paid the tickets»: in uno stentato inglese e con grande cortesia, il controllore vi inviterà a fornire i passaporti e ad andare dalla polizia non appena metterete piede alla stazione di Siena.

Ma gli Stati Uniti coprono una porzione immensa di terre emerse, e sarebbe sciocco credere che tutti i suoi abitanti incarnino lo stereotipo. E infatti altra coppia di sposi, ben altro carattere. Seduti a un tavolino striminzito in bilico sulla china di una delle viuzze acciottolate di Siena, lui di origini calabresi (carnagione olivastra, occhi nocciola), lei olandesi (guance paffute e rubiconde), i due coniugi nonni di dieci nipoti non conoscono altra lingua all’infuori dell’inglese. I loro avi, raccontano, rinnegarono le lingue natie per diventare appieno cittadini americani: senza radici.

Eppure il loro non è un inglese arcigno e scorbutico, anzi, è benevolo e gioviale anche quando vi raccontano la loro disavventura (stereo)tipicamente italiana: derubati a Napoli. E poi lui dice qualcosa di assolutamente inaspettato: «Abbiamo notato che a differenza di altri europei, ad esempio degli inglesi, gli italiani sono poco calorosi, poco amichevoli». «Già» conferma lei, «non si fermano neanche a dirti dove trovare la fermata dell’autobus». «La nostra guida ha detto che non è stato sempre così, però.» «Già, ha detto che qualche anno fa gli italiani erano molto calorosi, molto amichevoli». «È stata la crisi, secondo la guida. Il fatto che l’economia qui dipenda troppo dal turismo.» «Già. And God knows if we can be arrogant, e dio sa se sappiamo essere arroganti! Noi vorremmo evitare di essere troppo appariscenti, ma quando alla stazione vedi dei grassoni chiassosi vestiti con colori sgargianti pensi God, they’re Americans: dio, sono americani!»

Finiscono di sorseggiare il loro caffè e intanto progettano le prossime destinazioni. «Dovunque purché non ci siano salite» dice lei. «Guarda questo posto, persino i ristoranti mettono i tavoli sulle salite. Da quando siamo arrivati mi è sembrato di salire e basta, senza mai scendere. Physically impossible, ain’t it?» «Please, tell me Pisa is flat, vi prego, ditemi che Pisa è in pianura…» «Lo è, lo è». «You heard, honey?!» esplode lui, «Hai sentito, tesoro?! Pisa is flat!» E tutti giulivi i due sposi americani si alzano e caracollando se ne vanno. Se in salita o in discesa, non ricordo.

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