Il depuratore di Siracusa non elimina le molecole attive dei farmaci

L’organismo non metabolizza completamente gran parte dei farmaci e anche i depuratori che funzionano bene (ciò è abbastanza raro) non sono in grado di smaltire i farmaci che sono, anche a concentrazioni basse, estremamente attivi e pericolosi. 

Il problema dell’inquinamento delle acque da farmaci è non solo siracusano ma mondiale e riguarda fiumi, laghi e mari che sono ricchi di principi farmacologicamente attivi: quali antibiotici, farmaci cardiovascolari, ormoni, anticolesterolici, antinfiammatori, antidepressivi, ansiolitici e sedativi.

La componente fondamentale dell’inquinamento farmacologico è da ricercare nelle urine e nelle feci degli assuntori di farmaci, cioè i pazienti umani o animali. L’organismo non metabolizza completamente gran parte dei farmaci e anche i depuratori che funzionano bene (ciò è abbastanza raro) non sono in grado di smaltire i farmaci che sono, anche a concentrazioni basse, estremamente attivi e pericolosi.

Ovviamente bisogna evitare di fare allarmismo nella popolazione siracusana, ma bisogna che si avviino progetti e provvedimenti che limitino l’inquinamento ambientale causato dai farmaci nelle acque reflue. Le soluzioni sono diverse: costruzione di un depuratore comunale tecnologicamente avanzato idoneo a trattenere le molecole inquinanti, una campagna di sensibilizzazione dei medici e dei pazienti siracusani alla riduzione delle prescrizioni mediche e, soprattutto, la strategia della “Green Pharmacy”, che riguarda le industrie farmaceutiche che dovrebbero produrre farmaci efficaci e facilmente biodegradabili, attraverso lo studio di nuove sostanze: in questo modo le molecole non rimangono a lungo nelle acque e possono degradarsi facilmente.  

Come afferma Francesco Bottaccioli, in Svezia, per esempio, i farmaci sono suddivisi in base alle loro caratteristiche ecotossicologiche cioè essi posseggono una valutazione dei rischi ambientali legati al loro utilizzo. La Green Pharmacy può essere introdotta in Italia guardando, per esempio, al mondo vegetale e in particolare alle piante, per la produzione di molecole attive di farmaci verdi; comunque, è necessario, soprattutto, una drastica riduzione del consumo di farmaci chimici, spesso inutili e dannosi: agli umani, agli altri animali e all’ambiente.

Il depuratore di Siracusa non è in grado di eliminare le molecole attive dei farmaci e di altre sostanze pericolose, cosi come riscontrato nei controlli ARPA e nei procedimenti passati a cui esso è stato sottoposto. 

 

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