“Silva pulcherrima Latomia est”: la mostra documentaria dedicata alla Latomia dei Cappuccini

Un teatro all’aperto che unisce il fascino del “teatro di verdura” a quello del monumento storico: una mostra fotografica per ricordare i cento anni di teatro in un ambiente assolutamente unico come quello delle antiche cave di pietra che i frati cappuccini trasformarono in una “silva”.

Fino al 2 novembre sarà possibile visitare a Piazza Duomo, presso la Sala Caravaggio della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, la mostra documentaria dedicata alla Latomia dei Cappuccini.

“Silva pulcherrima Latomia est”: questo il titolo dell’esposizione fotografica, che celebra, tramite le fotografie di veri e propri artisti come Bramante, Lucchesi, Moncada e Lopes, cento anni di teatro in un ambiente assolutamente unico come quello delle antiche cave di pietra che i frati cappuccini trasformarono in una “silva” – la “Sibbia” così intesa dai siracusani – popolata da piante rare, oggetto di studio, meta di visite da parte dei viaggiatori del Grand Tour e molto altro.

Beatrice Basile, Concetta Corridore e Marcello Cioè, oltre ad Angelo Annino, Tonino Bonasera, Gianni Di Bona, Aldo Formosa, Andrea La Rosa, Arturo Messina, Virginio Puzzo, Elena Servito, Denise Valenti e Sebastiano Zimmitti, con l’assistenza di Patrizia Carnazzo e Federico Fazio, hanno collaborato alla realizzazione della mostra fornendo materiale vario come programmi di sala, locandine, articoli di giornale, fotografie, tutto materiale relativo a spettacoli teatrali di diverso genere che hanno trovato nelle Latomie dei Cappuccini una location straordinaria dal punto di vista scenografico: un teatro all’aperto che unisce il fascino del “teatro di verdura” a quello del monumento storico – la mente corre ai prigionieri greci di classica memoria, alle pietre testimoni di eventi storici, alla presenza secolare dei cappuccini.

Curioso e affascinante insieme scorrere le planimetrie del sito, ammirare le fotografie di un secolo di spettacoli folkloristici, teatrali, musicali, tersicorei – pensiamo al premio “Diapason d’oro”, ripreso da una Rai d’antan; a personaggi come Patty Pravo, Iva Zanicchi, Aba Cercato, Nada, Al Bano e Romina Power, ad artisti del calibro di Cerri o del giovane pianista e compositore Orazio Sciortino, a cantanti lirici come Lino Puglisi o Carmelo Mollica… e l’elenco potrebbe continuare.

La mostra, ideata da Franca Maria De Monti, è curata da Francesca Castagneto e Vittorio Fiore della Scuola di Architettura di Siracusa (collegata all’Università di Catania) e patrocinata dal Comune di Siracusa, dalla Soprintendenza, dall’Archivio di Stato, dalla Società siracusana di storia patria, dagli Amici dell’Inda, dall’Avis di Siracusa e naturalmente da Italia Nostra, l’associazione che per anni ha curato l’apertura e la valorizzazione del sito.

Si auspica che la mostra fotografica serva a sensibilizzare i visitatori sull’importanza delle Latomie dei Cappuccini, non solo come sito di interesse storico, archeologico e naturalistico, ma anche come sede di spettacoli.

Un luogo magico di cui poter fruire, dunque.

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