Il convincimento che si può trarre dall’esame di quanto si è già mosso nell’ambizioso progetto di cessione cinquantennale degli idroscali italiani è che anche il nostro, il De Filippis di via Elorina, abbia le ore contate e che presto sarà privatizzato grazie a una delle più orchestrate operazioni del nostro governo.
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Dei sei idroscali messi ultimamente a bando dalla società in house del Ministero della Difesa per “gestire, recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare e territoriale” (in realtà, a nostro giudizio, semplicemente la possibilità di far sfruttare a fini immobiliaristici luoghi sul mare altrimenti preclusi) solo quello di Siracusa non è stato ancora assegnato e con buone probabilità unicamente per un motivo: l’azione legale con ricorsi al TAR intentata dall’Associazione Anna Maria Lepik, dal Comitato per la riqualificazione e il decoro di Siracusa e da Legambiente insieme.
La vigile attenzione di semplici cittadini organizzati – nella sostanziale inazione dell’Amministrazione che, al di là delle parole di circostanza, ha già scelto autonomamente di non contrastare quanto si deciderà in altre sedi, senza ascoltare le istanze del territorio – è stata finora lo scudo di un bene comune sottratto alla collettività per fini militari esattamente da un secolo e che ad essa non si intende restituire con motivazioni che almeno a noi appaiono non condivisibili.
Difesa Servizi ha perseguito lo scopo originario, quello ritenuto più opportuno, confacente all’operazione: assegnare a un unico concessionario gli idroscali messi a bando. Escluso quello di Foggia, che tra l’altro non compare neanche nell’elenco ufficiale degli idroscali italiani e per il quale non è stata presentata alcuna proposta, per gli altri 4 (Marsala, Desenzano del Garda, Taranto Bracciano) è risultato aggiudicatario il costituendo raggruppamento temporaneo di imprese – formato da Infracorp S.p.a. quale mandataria e, quali mandanti, Impredo S.p.a. e Riviera Airport S.p.a. – che soltanto in 3 casi ha avuto almeno un contendente facilmente surclassato nel punteggio. In un caso la proposta è stata unica, esclusivamente del RTI, su cui, come promesso, ritorniamo.
La mandataria Infracorp è una società globale di investimenti infrastrutturali fondata l’altr’anno dal tycoon Filippo Ghirelli dopo la vendita della sua precedente azienda, Genera Group. Romano, nato nel 1980 in una famiglia di imprenditori immobiliari italiani e vaticani, formato in scuole internazionali, con una laurea in Ingegneria Strutturale presso l’Università di Roma e varie specializzazioni, ha iniziato da subito la sua attività presso diverse multinazionali del settore delle costruzioni in Africa. Tornato in Italia si è occupato di infrastrutture ferroviarie ad alta velocità e nel 2007 è diventato Direttore Generale del Gruppo De Angelis, operatore immobiliare e sanitario. Poi si è messo in proprio fondando con successo diverse società attive nel settore dei biocarburanti. Nel 2021 acquista da Trafigura, tramite la controllata al 100% Mareterra Group Holding, il 24,5% della seconda raffineria indiana per dimensioni, inaugurando la più grande raffineria di biocarburanti per l’aviazione in India. En passant ricordiamo che Trafigura (https://www.startmag.it/energia/trafigura-goi-isab/), “pur non avendo quote in ISAB, ha un ruolo importante nella riorganizzazione della società dopo il passaggio da Lukoil a G.O.I. Energy. Il fondo ha infatti formato una partnership con il gruppo singaporiano, che fornirà capitali e greggio alla raffineria e si occuperà della commercializzazione dei prodotti raffinati attraverso accordi di offtake (contratti con cui il produttore di una risorsa si impegna a vendere a un acquirente determinate quantità di prodotti a prezzi stabiliti e per un determinato numero di anni, ndr)”.
Ma nel settembre 2024, Filippo Ghirelli – il cui patrimonio è stato stimato quest’anno dalla rivista statunitense Forbes pari a 1,6 miliardi di dollari – è uscito da Genera Group e, come detto, ha fondato la società Infracorp la cui ‘divisione trasporti’ prevede di investire in concessioni per l’aviazione, con particolare attenzione a jet privati, logistica e strutture di manutenzione. “Le iniziative includono anche hub marittimi e terminali GNL. Infracorp ha recentemente acquisito l’Aeroporto di Riviera in Italia, che sarà convertito nel più importante terminal europeo per jet privati al servizio della Costa Azzurra e della costa ligure”.
Ed è proprio il Riviera Airport S.p.a uno dei due mandanti del RTI che ha già ottenuto la concessione dei 4 idroscali. Parliamo dell’aeroporto di Villanova Albenga “Clemente Panero” che ha assunto la nuova denominazione nel 2019 con l’ingresso nella proprietà della società Aeropolis srl, controllata proprio dal gruppo Infracorp Spa, il cui consigliere delegato Giacomo Ghirelli (non pensiamo si tratti di omonimia) risulta essere oggi presidente del Riviera Airport.
Resta fuori dal gruppo familiare solo la seconda società mandante, l’Impre.DO S.p.A, società benefit (quindi un’impresa che, oltre allo scopo di lucro, “persegue formalmente uno o più obiettivi di beneficio comune per la società e per l’ambiente” e per questo gode in Italia di incentivi fiscali come crediti d’imposta per le spese sostenute)
leader nel settore immobiliare, fondata e guidata dal quarantenne Daniele D’Orazio, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di quasi 126 milioni in crescita del 78% rispetto ai 70,6 milioni del 2023.
Quindi, tornando al bando, solo l’idroscalo di Siracusa è restato al palo: nella graduatoria pubblicata da Difesa Servizi la Scheda 27 – Ex Idroscalo – SIRACUSA riporta le parole “Iter in corso”. Che significa?
L’associazione Anna Maria Lepik, il Comitato cittadino per la riqualificazione per Siracusa e Legambiente, oltre a presentare, com’è noto, ricorso per l’annullamento dell’avviso esplorativo per le eventuali proposte di finanza di progetto per gli idroscali messi a bando, già con nota del 20 febbraio 2025, indirizzata anche al Ministero della Difesa, hanno chiesto a Difesa Servizi la revoca e/o annullamento in autotutela dell’avviso, “ritenuto fortemente pregiudizievole per il territorio comunale”.
(prima proposta: in alto a ds fuori dalla concessione)
(seconda proposta: a sin. rimane la funzione militare)
Successivamente, Difesa Servizi ha modificato la scheda 27 relativa al De Filippis, riducendo l’area di cui si ipotizza l’affidamento in concessione ai privati e lasciando la restante parte in uso all’Aeronautica Militare, “a fronte del mutato quadro internazionale (!)”, per assicurare, oltre alle attività logistico-amministrative a favore della 137SSR di Mezzogregorio, attività operative nella specifica area geografica “quale base alternata di atterraggio e rischieramento per gli elicotteri delle F.A. e per eventuali altri assetti autorizzati”.
Una formulazione preoccupante, in quanto alla funzione meramente logistica della base si unisce anche quella specificamente militare, sulla quale l’Amministrazione dovrebbe (ne ha l’obbligo a nostro avviso) convogliare tutta la sua attenzione e informare la cittadinanza soprattutto tenuto conto della posizione dell’idroscalo a 802 mt dal centro storico, nel cuore stesso della città. Quali scenari di guerra dovremmo paventare? https://www.lacivettapress.it/2025/07/03/idroscalo-via-elorina-torna-base-militare-attiva/
Così, a causa di tale modifica, Difesa Servizi, annullando l’unica proposta avanzata di cui siamo venuti a conoscenza (https://www.lacivettapress.it/2025/02/02/idroscalo-la-pac-srls-capofila-per-il-bando-di-difesa-servizi-con-un-progetto-da-circa-5-mln-che-piace-al-sindaco-strutture-ricettive-sale-multifunzione-un-idrovolante/), ha riaperto fino al 15 ottobre scorso i termini per la presentazione delle proposte sull’area ridotta (quella del RTI, certo). Da qui la nuova richiesta delle associazioni di accesso agli atti, sia a Difesa Servizi che al Ministero della Difesa, per poter comprendere le motivazioni di decisioni che appaiono ‘inappropriate’ e generano allarme e preoccupazione.
Al momento tali istanze non hanno ottenuto alcun significativo riscontro per cui le associazioni hanno proposto ricorso contro un silenzio/diniego che non può che apparire inaccettabile data la rilevanza della questione.
Davvero l’Amministrazione comunale ritiene che tutto questo non sia affar suo?

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