Il portone di Casa Monteforte è di nuovo aperto, forse per “esigenze di deposito” di qualcuno che esercita attività commerciali in zona, come già accaduto in passato. Ma neanche le finestre sono state mai sbarrate dopo il sopralluogo congiunto (funzionari comunali, consiglieri PD, rappresentante Casa Rossa, Annamaria Monteforte e me stessa) del 30 ottobre 2024.
Non è cambiato assolutamente nulla da allora. L’atto di indirizzo dei consiglieri PD è rimasto lettera morta, ma non avevamo dubbi che così sarebbe stato. L’edificio non è stato messo in sicurezza. All’interno resta probabilmente tutto il degrado descritto allora.
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Recentemente, chiacchierando con il dottore Attilio Bongiovanni e del suo lotto intercluso, mi diceva di avere anche pensato di donarlo alla città ma di aver escluso l’ipotesi conoscendo il caso di Palazzo Monteforte. Inaffidabili le Amministrazioni Comunali. E irriconoscenti
https://www.lacivettapress.it/2025/08/01/sbarcadero-santa-lucia-storie-di-prevaricazione-e-di-un-lotto-intercluso/
Casa Monteforte è una ferita putrescente della città. La sua storia potrebbe bastare da sola a rappresentare l’insipienza amministrativa e l’indifferenza alla tutela e al rispetto del patrimonio comune di questa come delle passate Amministrazioni al governo della città; l’insana propensione a sprecare risorse con progetti che non concludono o che, se arrivano alla fine, abortiscono perché non si pensa al loro futuro, alla successiva gestione (la Casa del Sale della riserva Ciane Saline l’emblema); l’attrazione fatale a cedere agli interessi dei privati con la banale giustificazione che “il pubblico non ce la fa” quando ovunque nei comuni italiani si offrono esempi virtuosi (vi invito a conoscere l’azione del sindaco di Bacoli, comune campano).
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Anche l’esposto presentato in Procura nel 2020 dal movimento Casa Rossa è rimasto lettera morta. Evidentemente i magistrati non hanno individuato alcun reato. Eppure l’edificio viene occupato abusivamente; essendo nel centro storico è un bene culturale che andrebbe tutelato e sottratto a qualsiasi forma di danneggiamento; non avendo più la sua funzione di casa di accoglienza per le donne bisognose, come avrebbe voluto la generosa Maria Monteforte (la cui memoria e amore per la città viene oltraggiato quotidianamente da anni), configura l’interruzione di un pubblico servizio/pubblica necessità. E non è forse vero che nel palazzo sono accumulate quantità di rifiuti di ogni genere, quasi una discarica abusiva?
In tutti questi casi che vengono segnalati per il mancato rispetto di norme e principi (accessi al mare negati, abbandono rifiuti, occupazione illecita di suolo pubblico e via dicendo), che ormai usufruiscono dell’ampia capacità di propagazione dei social, l’amara constatazione è il divario che sembra esistere (che esiste) tra la percezione e la valutazione dei cittadini e le istituzioni che appaiono latitanti, inadempienti nel proprio ruolo di controllo e verifica di atti illegali o illeciti.
Nessuno risponde o dà conto della propria azione. Le comunicazioni ufficiali sono solo quelle di autoincensamento, propagandistiche. Sui soldi che si perdono o che si sperperano si preferisce soprassedere.

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