CCR nuovi e vecchi. In Consiglio comunale si recita Ionesco

Il consiglio comunale di alcuni giorni fa (11 giugno) ha segnato un’altra tappa delirante dell’affaire CCR.

In discussione la mozione presentata da 11 consiglieri sull’opportunità di collocare fuori dalle aree abitate tali strutture. Diciamo subito che la mozione è stata respinta con 10 no (9 i favorevoli), il che significa che, se fossero stati presenti tutti i firmatari della richiesta, questa sarebbe passata ma uno di loro era assente (Luigi Gennuso) e l’altro ha dovuto allontanarsi prima della votazione (Damiano De Simone). Peccato.

Per altro, in merito alle due sole dichiarazioni di voto contrario – nessun altro consigliere ha spiegato i motivi dell’opposizione, quale perverso fascino emani un ccr tra le abitazioni – evidentemente nessuno di loro corre il rischio di convivere con un assordante ccr sotto casa – confessiamo di non aver compreso le motivazioni espresse dal consigliere Andrea Buccheri a nome del gruppo Francesco Italia Sindaco. Affermare, nella sostanza, di condividere la nota dell’ufficio che pone tra i requisiti “l’adeguata distanza” dalle abitazioni e votare contro una mozione dello stesso tenore almeno a noi appare contraddittorio. A sua volta, l’ex delegato del sindaco per il quartiere Cassibile/Fontane Bianche Giuseppe Casella, tra l’altro presidente della 3a Commissione Ambiente, rappresentante in pectore della comunità cassibilese, ha affermato, con apodittica certezza, che l’attuale ccr non costituisce alcun problema rispetto alla precedente isola ecologica – quella sì pericolosa e per questo da lui avversata ai tempi -. In sostanza, per Casella (e forse per tutti gli altri abitanti di Cassibile felici di poter conferire i rifiuti a un passo, ma a dovuta distanza, da casa loro) l’attuale struttura non incide in alcun modo su traffico, rumori, privacy, rischi eventuali. Tutto per Casella è solo frutto di una ‘strumentalizzazione politica”!

Altro elemento della tragicommedia, la nota del dirigente Marcello Dimartino letta all’inizio della seduta di Consiglio. L’ingegnere Dimartino ha informato l’aula che il sindaco avrebbe già ottenuto dal ministero competente l’autorizzazione a cercare nuovi siti – ma noi sappiamo che, a meno di successive integrazioni, la richiesta ha riguardato solo il ccr di via Gozzo/Lauricella (per altro non ha mai convinto la spiegazione ufficiale per cui si è deciso di spostare il centro da via Gozzo a Via Lauricella) – fermi restando costi e tempi previsti per i progetti finanziati dal Pnrr, e che l’Ufficio è già al lavoro per individuare le nuove aree di proprietà comunale.

Citiamo solo due dei requisiti indispensabili indicati nella nota: la localizzazione ad “adeguata distanza dai centri abitati e dalle residenze sparse, in accoglimento delle istanze dei cittadinie l’accessibilità per garantire “facilità di accesso per i mezzi d’opera e per l’utenza, al fine di garantire la massima funzionalità del servizio”. Esattamente tutti i requisiti non presenti nel ccr di Cassibile! Peccato oggi non poter contare sulla penna di Eugène Ionesco a fronte di così tanta materia per il suo teatro dell’assurdo.

L’osservazione che in genere viene fatta per giustificare a Cassibile la realizzazione di un ccr al anzi sul confine di abitazioni private, quasi si trattasse di una necessità fatale, ineludibile, è che la struttura sia preesistente. Ovviamente un nonsense che non vale la pena neanche di commentare più di tanto. Serve forse invece ricordare i dati storici di un centro di raccolta chiuso per 15 anni (https://www.lacivettapress.it/2025/03/21/il-ccr-di-cassibile-15-anni-di-oblio-e-il-work-in-progress/), su cui le perplessità sono sorte da subito e per il quale – come è possibile leggere al link https://www.lacivettapress.it/2017/02/26/l-ex-depuratore-di-cassibile-sara-forse-il-terzo-ccr-di-siracusa/il consiglio circoscrizionale di Cassibile, nella seduta del 19 maggio 2016, aveva già deliberato la delocalizzazione in via dei Timi, area allora utilizzata per il depuratore e che oggi ospita un villaggio per lavoratori extracomunitari, visto che la locazione in via Rinaldi era stata considerata assolutamente inadeguata.

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