CASO INDA: in Consiglio Comunale il sindaco perde le staffe e la butta in caciara 

Quanta tracotanza e  quante falsità. Obbligato finalmente a intervenire in Consiglio Comunale per spiegare le ragioni delle dimissioni degli ultimi due sovrintendenti artistici (più uno non riconfermato fanno tre epurati) della Fondazione Inda e sulla necessità di riformare lo statuto per  evitare ogni sovrapposizione e commistione di ruoli tra il consigliere delegato e il sovrintendente, il sindaco di Siracusa, nonché presidente dell’Inda,  si è prodotto in un plateale e penoso diverbio nei confronti del capogruppo del PD, Massimo Milazzo – il quale, con compostezza e solidità di argomenti,  ha illustrato la mozione sulla Fondazione –  e si è spinto fino  al punto di “promettergli” con fare minaccioso che pur impedire la sua elezione a sindaco, qualora si candidasse, sosterrebbe il candidato dello schieramento avverso. Miseria delle parole.  Poi si è scagliato contro i giornali che, a suo dire, “scrivono una serie di castronerie senza mai scusarsi”. Il sindaco è abituato a farsi intervistare (si fa per dire) da “giornalisti” compiacenti  e quando si imbatte  in giornalisti e giornali  con la schiena dritta va in tilt. Purtroppo per lui,  tra i poteri del sindaco – presidente dell’Inda non c’è quello di emanare editti vagamente bulgari.
Le falsità. Secondo il Signore del Vermexio e di Palazzo Greco, il Sovrintendente altro non sarebbe che un dipendente della Fondazione col  compito di eseguire. Falso, falsissimo. “Dipendesse da me – ha aggiunto – eliminerei la figura del Sovrintendente“. Qui entriamo nel campo dell’ignoranza in materia.   Segnaliamo al sindaco quanto hanno scritto i revisori dei conti al punto 3 della relazione del 30 ottobre del 2025  sulla  Struttura amministrativa e le risorse umane: “Lo statuto della Fondazione pone al vertice della struttura organizzativa il Sovrintendente“.
Quanto al compito di eseguire spettante al Sovrintendente, il Sindaco ignora o  finge di ignorare quel che ha scritto il Ministero della Cultura ponendo fine al carteggio con la Fondazione durato oltre un anno  sulle proposte di modifiche dello statuto riguardanti le figure del Consigliere Delegato e del Sovrintendente.  In sintesi: il Cda dell’Inda con le delibere del 16 febbraio 2023 e  del 28 marzo 2024 aveva tentato di ridurre drasticamente il ruolo del Sovrintendente, proponendo al ministero di sottrargli le competenze più significative per attribuirle al Consigliere delegato. In particolare si proponeva di riconoscere  a quest’ultimo oltre al potere di indirizzo, previsto dallo statuto, anche quello di indicare le scelte e  i contenuti.  Se il Ministero avesse avallato queste proposte , il Sovrintendente sarebbe davvero diventato un esecutore del Consigliere delegato. Ma il Ministero non solo ha bocciato le due delibere in quanto “non sembrano risolvere la sovrapposizione esistente tra le funzioni del Consigliere delegato e del Sovrintendente”, ma nella corrispondenza interna ha chiarito che al Consigliere delegato “spetta la funzione di declinazione dell’indirizzo delle attività dell’Inda e al Sovrintendente la direzione e gestione delle attività medesime”.  Ha capito sindaco?  Direzione e gestione!  Anziché prendere atto delle precisazioni del ministero, il Signore del Vermexio che fa? Propone di sopprimere la figura del Sovrintendente.
All’ Inda si è creato un grumo di potere imperniato sul Sindaco, sulla Consigliera delegata e sul ruolo di “Sovrintendente vicario” di Peparini.
In queste condizioni, la procedura per la nomina del nuovo sovrintendente sarà una beffa.

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