DDL Antisemitismo, Siracusa in piazza

Ieri sera, 8 settembre, Siracusa è scesa in Piazza Archimede per un presidio cittadino contro l’approvazione del cosiddetto “Disegno di Legge contro l’Antisemitismo”. La mobilitazione locale si inserisce in una più ampia ondata di protesta nazionale, culminata nel presidio promosso a Roma davanti a Montecitorio, e riflette il profondo dissenso verso un provvedimento ritenuto lesivo delle libertà costituzionali.

La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Siracusano per la Palestina, una rete attiva dall’inizio del conflitto a Gaza che unisce oltre 40 realtà tra associazioni, partiti, movimenti e singoli cittadini.

Il Comitato e i manifestanti denunciano il DDL come un attacco diretto alla libertà di espressione e al diritto al dissenso garantito dall’articolo 21 della Costituzione. Al centro della contestazione c’è l’adozione per legge della definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). Secondo i promotori, questa definizione – criticata da giuristi, relatori ONU e organizzazioni per i diritti umani, e contrapposta ad alternative più rigorose come la Jerusalem Declaration on Antisemitism – finisce per sovrapporre l’odio razziale alla critica legittima delle politiche dello Stato di Israele. L’obiettivo denunciato in piazza è la criminalizzazione della solidarietà verso il popolo palestinese.

La mobilitazione siracusana e nazionale ha trovato il pieno sostegno dell’ANPI Nazionale (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), che ha aderito formalmente al presidio di Montecitorio. L’associazione ha ribadito che la solidarietà con la Palestina non è antisemitismo, piaga che l’ANPI condanna nettamente, richiamando la Shoah e l’articolo 3 della Costituzione. A ciò si unisce una ferma critica delle politiche israeliane, accompagnata dalla richiesta di fermare il commercio di armi con Tel Aviv, di sospendere l’accordo UE-Israele e di procedere all’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina.

In questo drammatico momento storico, sia le piazze territoriali come quella di Siracusa sia le grandi organizzazioni come l’ANPI continuano a chiedere il rispetto del diritto internazionale e la tutela costituzionale del dissenso, ribadendo che la questione palestinese rappresenta una sfida profondamente etica, storica e politica.

Da qui la necessità di mantenere alto il livello di attenzione e di contrastare in ogni modo possibile il silenzio, o la compiacenza, dei media. Un impegno di sensibilizzazione delle comunità cittadine che a Siracusa è messo in campo con passione dal Comitato, capace di promuovere una manifestazione partecipata da molti cittadini nonostante i tempi ristretti della convocazione, a riprova che il lavoro fin qui fatto sta dando i suoi frutti.

 

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