Rassegniamoci: “Il CaraViaggio”, docu-racconto di Carmelo Maiorca, non solo era stato pubblicato sul famigerato (a)periodico “L’Isola dei Cani”, ma ora diventa macari un libro ad opera della stessa “Isola” (non solo non s’affrunta, ma è recidivo) e ha perfino l’ardire di farsi presentare da Marina De Michele, direttora de “La Civetta di Minerva”, presso la sede del Centro studi arti e scienze “Il Cerchio” in via Arsenale 40 a Siracusa, alle 17.45 di giorno 29 maggio.
Argomento del libro è naturalmente “Il seppellimento di Santa Lucia”, tela siracusana di Michelangelo Merisi da Caravaggio, le cui vicende sono oggetto della narrazione epico-satirica di Carmelo Maiorca, che naturalmente e orazianamente però “castigat ridendo mores”, non scordandosi di essere in primis giornalista: “Il CaraViaggio”, oltre ad essere un racconto satirico, è la ricostruzione delle vicende del quadro, fra restauri, finanziamenti per realizzarli e per costruire delle teche atte a conservarlo per i posteri, copie ad altissima risoluzione e tutto il contesto che serve a collocare adeguatamente le vicende narrate.

Sfilano davanti ai nostri occhi sovrintendenti, esperti d’arte e critici sia veri che improvvisati, politici, scrittori del calibro di Vincenzo Consolo e Pino Di Silvestro (quest’ultimo meriterebbe una rivalutazione e una giusta valorizzazione sia come autore che come artista di vaglia, ma si sa quanto Siracusa sia di memoria corta), la ditta Goppion, il MART, l’ICR, il FEC e così via acronimeggiando e vien fatto di pensare che Caravaggio abbia trasmesso alla sua tela siracusana il proprio stesso destino di tuppettu stràcculu, in giro senza pace né sede da Siracusa a Rovereto, da Roma fino all’infinito e oltre.
Cavalchiamo dagli anni Settanta al 2006, tornando agli anni Ottanta e arrivando fino al periodo Covid, che la tela caravaggesca attraversa fra restauri e prestiti, dispute più o meno campanilistiche – Il Caravaggio è mio e me lo gestisco io, No, non è così: un quadro come questo non può essere ostaggio di istanze identitarie o status symbol, paravento per vanità velleità e tracchiggi di potere – fino ai nostri giorni: “Il seppellimento di Santa Lucia” sarebbe dovuto partire per la vicina Catania in occasione di una mostra caravaggesca.
Carmelo Maiorca non si scorda neppure di Slow Food e quindi il volumetto è infarcito letteralmente di evocazioni culinarie – riviviamo, a mo’ di Lucilio, il genere della satira odeporica con annessi riferimenti alle specialità culinarie delle tappe quasi odissiache del viaggio del quadro da Siracusa a Rovereto.
Tornando seri e sperando di non farci contagiare ulteriormente dallo stile dell’autore – ma come si fa, quando a disegnare copertina e vignette del libro è Antonio Mangiafico e la collana si chiama “Lampoon & Lampuga”? –, lettrice sarà Maria Grazia Maranci, mentre a introdurre il pomeriggio culturale avremo Enzo Monica, direttore de “Il Cerchio”.
Restano degli interrogativi: che fino hanno fatto i finanziamenti ventilati promessi dati per certi e mai arrivati? Quali sono le condizioni attuali del quadro? Può rimanere nella sede per la quale era stato commissionato e pensato, cioè la Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro senza un’adeguata protezione contro i danni del tempo e degli agenti ambientali, eventuali furti e vandali (ricordiamo in proposito anche le vicende della famosissima, perduta “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” palermitana di Caravaggio, di cui narrò a modo suo Andrea Camilleri ne “Il colore del sole”, ambientato nella nostra Sicilia e in particolare anche a Siracusa, e che cita pure gli spettacoli classici del Teatro greco)?
Ah, scordavamo di dirvi che questa rischia di essere una presentazione in absentia libri: se le copie non arriveranno in tempo in via Arsenale, oltre al fantasma di Caravaggio (che potrebbe rubare, malandrino e testa càura com’è, il badile ai seppellitori di Santa Lucia e materializzarsi per punire l’avventurato autore) avremo anche l’avatar del libro stesso. Gli aspiranti a intervenire sono avvertiti.

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