“Biodiversità marina e tutela ambientale, pesca sostenibile e consumi consapevoli” è il titolo dell’incontro che si è tenuto mercoledì 19 ottobre nella sala multimediale della sede dell’Area marina protetta del Plemmirio di Siracusa. L’iniziativa è stata una delle tappe della quarta edizione del progetto “Street & Truck Food Festival” dell’associazione Pescatori San Francesco di Scoglitti, organizzato col sostegno del Dipartimento pesca mediterranea della Regione Siciliana e con la collaborazione di vari partner fra cui Slow Food Sicilia e l’AMP del Plemmirio.
Davanti al pubblico composto dagli studenti di alcune classi dei licei Einaudi e Corbino e del professionale Federico II di Svevia, si sono susseguiti gli interventi moderati dal giornalista Carmelo Maiorca. A fare gli onori di casa è stato il vice presidente del Consorzio di gestione del Plemmirio, Marco Mastriani, che ha definito l’area marina “un incubatore di idee e progetti, attento alle sinergie con altre istituzioni fra cui le scuole, che tiene in considerazione altre attività, come ad esempio l’ecoturismo, se coerenti con la finalità primaria della tutela del mare”.
“Perché nascono, a cosa servono e cosa fanno le aree marine protette?” – ha spiegato la biologa Linda Pasolli che si occupa soprattutto del monitoraggio della fauna ittica presente nelle acque della riserva marina, di cui ha mostrato una serie di belle immagini e il video con le riprese di uno dei siti più affascinanti: Secca del capo di fronte Capo Murro di Porco.

Il capitano di vascello Sergio Lo Presti, comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa, ha fra l’altro rimarcato che “l’area marina protetta è un bene che, se vissuto studiato e condiviso nel modo giusto, può dare risultati fantastici”.
Dei compiti della Capitaneria di porto, e in particolare del ruolo operativo che svolge la Guardia costiera, ha parlato il capitano di fregata Enrico Martis. Con l’ausilio di slide e video l’ufficiale ha illustrato le attività delle motovedette, ad esempio gli interventi repressivi contro la pesca abusiva o comunque effettuata con strumenti di cattura illegali.
Un momento di approfondimento è stato dedicato all’importante legge su “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare”, conosciuta come “legge salvamare” ed approvata definitivamente in parlamento lo scorso maggio. L’assessore all’igiene urbana e polizia ambientale del Comune di Siracusa, Andrea Buccheri, ha ricordato che “ancora mancano i decreti attuativi della suddetta legge” e che “bisognerà valutare bene quale tipologia realizzare di strutture e contenitori per la raccolta di plastica e rifiuti vari, sbarcati negli approdi portuali da pescherecci e altri natanti, per evitare che qualcuno possa utilizzarli in modo scorretto ed improprio. Come è successo a Siracusa nei punti di approdo dove il Comune, già prima dell’entrata in vigore della nuova legge, aveva installato dei contenitori destinati ai rifiuti raccolti in mare ma che alcuni residenti hanno usato per buttarvi la spazzatura di casa”.
A sua volta Maurizio Buggea, presidente del Centro subacqueo ibleo Blu Diving, ha offerto una testimonianza da appassionato sub del suo rapporto di vecchia data con il mare del Plemmirio.
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In conclusione Carmelo Maiorca, in qualità di coordinatore della rete Slow Fish di Slow Food Sicilia, ha sottolineato “la necessità e l’urgenza di attività di pesca realmente sostenibili e rispettose della salvaguardia del mare, patrimonio ittico compreso”. “Ed è importante che tutti noi – ha aggiunto – ampliamo e miglioriamo conoscenze e informazioni, affinché le nostre scelte siano più consapevoli e responsabili”. Il giornalista ha citato fra i possibili modelli virtuosi i presìdi realizzati assieme ai produttori da Slow Food, tipo in Sicilia quelli della “masculìna (alici) da maàgghia del golfo di Catania” e della “alaccia salata di Lampedusa”; oggetto anche di uno dei video realizzati in occasione di questo progetto promosso dall’associazione dei pescatori di Scoglitti.
Nel complesso l’incontro all’AMP del Plemmirio ha offerto molte informazioni e diversi spunti d’interesse e curiosità agli studenti e alle studentesse che hanno partecipato, precisamente delle classi quarta D e quarta CS del Liceo scientifico Einaudi, della quinta E del Liceo scientifico e delle scienze umane Corbino, della quarta di sala dell’Istituto alberghiero Federico II di Svevia, accompagnati da alcuni docenti.

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