E ad oggi da 45 si sono già ridotti a 38 i giorni concessi agli Enti d’Ambito delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia per presentare progetti volti a migliorare la qualità e la gestione del servizio idrico, per rifare o ammodernare le reti idriche. Un appuntamento che l’ATI della nostra provincia, molto probabilmente, quasi sicuramente crediamo, mancherà ancora una volta. È che proprio non si vuole comprendere che l’accesso alle risorse del PNRR è, e sarà possibile, solo e unicamente se le amministrazioni, qualsiasi esse siano, abbiano già i progetti pronti per partecipare non appena venga pubblicato il bando.
313 milioni di euro, fondi europei del Pon Infrastrutture e Reti 2014-2021, messi a disposizione dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale e gestite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, ci stanno passando sotto gli occhi solo facendoci sentire il loro fruscio.
“La riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione è una delle principali sfide per il Sud del Paese – ha dichiarato il ministro Enrico Giovannini -. È infatti un obiettivo fondamentale inserito tra le riforme previste dal Pnrr. È necessario rafforzare il processo di industrializzazione del settore con la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati, con l’obiettivo di realizzare economie di scala e garantire la gestione efficiente di un comparto che ancora oggi risulta frammentato e complesso”.
“Servirebbe una risposta rapida ed efficace degli Enti per cogliere al meglio questa opportunità” ha osservato la ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna.
Un auspicio che dalle nostre parti ha già il sapore di una sconfitta annunciata. Abbiamo seguito momento per momento i ritardi dei nostri amministratori nell’imboccare la giusta direzione per la gestione del servizio idrico, a Siracusa invischiati nella rete delle proroghe per la società che gestisce il nostro servizio la Siam https://www.lacivettapress.it/2020/09/08/dalle-tante-proroghe-alla-siam-alla-probabile-privatizzazione-del-servizio-idrico-modello-sai8/o bloccati da ostacoli vari https://www.lacivettapress.it/2020/09/16/servizio-idrico-integrato-situazioni-a-confronto-3/
Abbiamo stigmatizzato la mancata sollecita realizzazione del sito ufficiale dell’ATI, strumento di trasparenza e conoscenza https://www.lacivettapress.it/2020/08/10/arranca-laggiornamento-del-piano-dambito-idrico-per-la-provincia-di-siracusa-una-scatola-vuota-il-sito-dellassemblea-territoriale-organo-di-governo/ ancora oggi una scatola vuota, a meno che non siano particolari, e recondite, le modalità di accesso. Ultimo atto rinvenibile una deliberazione del commissario del novembre 2020.
Abbiamo salutato con soddisfazione, ma anche con scetticismo, la scelta dell’Assemblea dei sindaci, l’ATI, il 12 novembre 2020 di una gestione unica provinciale del Servizio Idrico Integrato attraverso la costituzione di una “azienda speciale consortile”, un ente di diritto pubblico partecipato da tutti i Comuni della provincia a totale capitale pubblico dopo mille tentennamenti https://www.lacivettapress.it/2020/11/10/gestione-servizio-idrico-integrato-il-momento-della-scelta/
Ma da allora, il silenzio, forse la paralisi. Tutti i consigli comunali dei comuni afferenti all’ATI avrebbero dovuto approvare lo Statuto dell’Azienda Speciale licenziato in bozza tardissimo, nell’agosto di quest’anno. Forse è inutile chiedersi se ciò è avvenuto: purtroppo, inevitabilmente, la riprova della ragione del nostro scetticismo.
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E ciò nonostante, va detto, il lavoro incessante del commissario regionale Giorgio Azzarello che, in carica dal 30 gennaio 2020 – su nomina del governatore Musumeci per l’incapacità a livello locale di seguire e applicare l’iter normativo – al 15 luglio 2021 dopo un anno esatto di proroga, ha spesso sostituito i sindaci in alcune loro mansioni non svolte con solerzia ed efficacia (per esempio quando, per assegnare l’incarico di progettazione per l’aggiornamento del Piano d’Ambito, ha di fatto “riesumato” l’aggiudicatario in pectore del luglio 2018, per fortuna ancora disponibile).
Dall’intervista di Salvo La Delfa al commissario stesso https://www.lacivettapress.it/2021/10/26/piano-dambito-idrico-a-rischio-i-fondi-del-pnrr-se-non-si-approva-in-tempi-brevi-intervista-allex-commissario-azzarello/ abbiamo appreso che, su richiesta (certo anch’essa tardiva) del partner governativo dell’ATI la Sogesid, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese incaricato per la redazione del Piano d’Ambito provinciale avrebbe dovuto procedere a completare lo stesso secondo le indicazioni della Sogesid e che l’ATI avrebbe dovuto approvare la relazione preliminare alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica, redatta dalla società Blueworks srls (appartenente alla R.T.I.). La VAS è stata approvata dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente? Si è esercitata pressione sugli uffici regionali per velocizzare, almeno per quanto possibile, la pratica?
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Ma d’altra parte perché chiedere sinergia di intenti a Comuni che, per oltre la metà (13 su 21), hanno cercato di difendere la propria autonomia di gestione del servizio idrico? Francofonte, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Sortino, Palazzolo, Ferla, Canicattini, Carlenitini, Avola, Priolo, Melilli, Pachino lo hanno chiesto ma a tutti e tredici il commissario Azzarello l’ha negata per l’insussistenza dei requisiti necessari.
Non avremo quindi neanche uno dei 313 milioni messi a disposizione. Non abbiamo nulla di pronto: né lo statuto dell’Azienda Consortile, né la VAS, né il Piano d’Ambito, né alcun progetto esecutivo.
E sperare in un secondo bando, come fa il deputato Paolo Ficara del M5S, che forse lo dice solo per attutire il colpo, appare inutile. Forse proprio come per le risorse della Qualità dell’Abitare a causa di progetti che evidentemente non erano all’altezza della competizione con gli altri Comuni. Anche questi redatti in zona Cesarini?

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