U MANTALI

Mi ricordo da piccola mia madre, vestita sempri a na manera,
La mattina appena sveglia si infilava u “Mantali”.
Non c’era Natale, Pasqua o Ferragosto, u mantali sempre ad ogni costo.
Mi ricordo ancora i giorni di quando ritornavo da scuola, entrando dal cortile, si sentiva già l’odore dei tuoi piatti, che profumavano u cuttighiu.
La pasta con i fagioli, con gli spaghetti sminuzzati, già lo sentivo in bocca con i pezzetti di scoddu caliato.
O u ciauru della pasta a brodo,
di baddottili che erano più do nucchittulo o do pizzulatu, e con quella scusa mi faceva mangiare la carne che non mi piaceva.
O ciauru del pomodoro fresco che veniva anticipato dalla mulinciana fritta.
A tavola? Tutti, mangiavamo tutto, e se per ipotesi uno lasciava qualcosa, già c’era pronto qualcuno altro, che non si schifiava e ti diceva, ” Non lo vuoi? Non ti preoccupare adesso la mangio io”
Ma se neanche a loro piaceva, ciò che non ti andava a pranzo, tauta fari calari la sera, senza se e senza ma.
Mi ricordo mia madre sempre nella pilicedda fora, che con le sue mani e u saponi iancu, lavava no strigaturu i marazzeddi, si fermava quando il mio grembiule ero più bianco del sapone di casa.
Mi ricordo che quel mantale era tutto…
Da piccola lo usava per farmi bau settiti!
O come fazzoletto per asciugarmi le lacrime,
o quando tornavo a casa con un bernoccolo e lo metteva sotto il ghiaccio, quando non aveva a portata di mano il 100 lire,
o quando mangiavo, comu subbietta,
o come strazzu per asciugarsi le mani,
o come panareddu, quando andava a prendere i pattualli.
Du mantali era mia madre. Non pensava a pittarisu u mussu o fari altri alliffiamenti, ma ad indossare … u mantali.
Sì, perché quel mantale: vecchio, scucito, ripizzato era la divisa delle nostre mamme, le mamme all’antica, che sceglievano la famiglia, i propri figli, prima di tutto e prima di loro… non indossano il mantale per non sporcarsi ma perché era la loro divisa… la divisa delle vere madri di una volta che faceva sentire ogni picciriddu nu fighiu fortunatu.

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