A proposito di Virus, di Asp, di Direttori, di Primari, di Ospedali e di Numeri. Raccontatecela giusta

 

Attualmente se ne sentono tante forse troppe. Certo tutti abbiamo il diritto di sapere, di informarci, di ascoltare, di leggere e poi fare le proprie considerazioni e quindi anche di scrivere o parlare.

Ma non di sparare balle. Perché quando a sparare notizie e numeri sono i comuni cittadini, va be’ … possiamo pure passare sopra qualche esagerazione o inesattezza o balla. Ma quando a sparare notizie e numeri non sono più Jano il fruttivendolo, Tano il banconista e Samantha la parrucchiera (con tutto il rispetto per le nobilissime professioni citate a cui va tutta la mia simpatia ed ammirazione, è giusto per fare un esempio) ma sono autorità istituzionali, dirigenti o politici, allora la situazione si aggrava, rischia di far passare falsità per verità, di avvalorare false credenze, di sminuire la realtà, di travisare i fatti.

Infatti è successo che ultimamente se ne sentono da far accapponare i capelli e rizzare la pelle (vedi come è facile il travisamento?). Ma andiamo con ordine:

Il nostro Ospedale è vecchio di 70 anni! Falso. Il nostro ospedale è stato inaugurato a metà anni ’50 e ancora deve compiere (forse, io metto forse) 65 anni. Ma ammesso pure che abbia compiuto 65 anni (che non sono 70) si tratta della cosiddetta “Ala Vecchia”. Cioè, a “quell’edificio vecchio” negli anni si è aggiunta un’altra struttura, costruita circa 30 anni dopo (dunque con circa 40 anni di età). Inoltre, negli anni ancora a seguire si sono realizzati altri padiglioni (lato via del Santuario), e tanti altri sono stati restaurati, ristrutturati, riammodernati. Basta cliccare su Google costruzione Ospedale Umberto Primo e ti appaiano le notizie riguardanti le ristrutturazioni o inaugurazioni del Pronto Soccorso, dell’UTIC, di Ginecologia, di Medicina Nucleare, ecc. per non parlare di altri lavori di ristrutturazione riguardante l’Ospedale Rizza. Allora, si può affermare in tutta onestà che il nostro ospedale è vecchio di 70 anni? O non sarebbe più onesto dire che una parte della nostra struttura ha poco più di 60 anni, buona parte di esso ne ha circa la metà, e molti reparti negli anni sono stati oggetti di ristrutturazione? E qual è l’età media degli Ospedali in Italia? Sono tutte strutture nuove di zecca? A qualcuno risulta che gli Ospedali in Italia vengono abbattuti e ricostruiti ogni 20 o 30 anni? E per essere ancora più concreti e realisti, qual è la condizione della maggior parte degli ospedali siciliani? Forse che altre Asp in Sicilia non hanno avuto le complicazioni ospedaliere che abbiamo avuto a Siracusa soltanto perché i loro ospedali sono più recenti del nostro?

La nostra struttura ha retto bene, siamo riusciti a limitare i danni. Questa narrazione da parte dei vertici che ASP (per tanto tempo silenti e assenti dal dibattito mediale) è stata più volte ribadita sia nei comunicati stampa che nelle dirette social susseguitesi ultimamente sui social: “La nostra macchina ha funzionato, la nostra provincia rispetto ad altre siciliane ha avuto pochi contagi, dunque qualche merito dobbiamo pur riconoscerlo…”. Ma se così fosse, come mai allora nelle strutture lombarde, venete, piemontesi, emiliane, insomma laddove contagi, ricoveri, malati e purtroppo morti con numeri che fanno spavento non si sono avuti tutti questi scombussolamenti che invece abbiamo avuto noi nel nostro ospedale? Nell’ordine affiancamento di uno staff esterno nominato dall’Assessore regionale; ferie forzate per il dr. D’Aquila, direttore sanitario dell’ospedale; nomina di un triumvirato alla direzione sanitaria dell’Umberto 1° (Bordonaro, Capodieci, Bucolo); nomina del dr. Di Lorenzo a direttore sanitario dell’ospedale; trasferimento del primario del pronto soccorso, dr. Candiano all’ospedale di Avola; nomina di un esperto esterno (il vituperato veterinario) da affiancare alla responsabile di Epidemiologia dott.ssa Contrino; ferie forzate per la responsabile di Epidemiologia. Una lunga serie di interventi e provvedimenti drastici e severi che stride fortemente con le affermazioni sempre rassicuranti dei Direttori (Generale e Sanitario). E meno male che la nostra macchina ha funzionato bene e qualche merito bisogna riconoscerlo… ma può essere che a pagare siano i sottoposti e mai chi li dirige?

Non bisogna disturbare il conducente dell’autobus ma aspettare che ci porti alla meta, faccia scendere i passeggeri e solo allora, semmai, fargli il processo. Anche questa metafora è stata diffusa, a difesa dell’operato dei dirigenti. “È da irresponsabili, è da sciacalli, attaccare l’autista dell’autobus mentre questi deve condurre i passeggeri in salvo”. Veramente sarebbe al contrario, se noi passeggeri dell’autobus ci accorgiamo che l’autista ha sbagliato percorso, si addormenta o dà segni di ubriachezza, abbiamo il dovere di intervenire scuotendolo, svegliandolo o comunque portare in salvo i passeggeri anche senza di lui prima che ci porti a sbattere o sul burrone.

Ci sarebbe da ricordare la presa di posizione dell’assessore Razza a seguito della relazione del Covid Team: “sono emerse responsabilità … adozione di conseguenti provvedimenti”; ci sarebbe da sottolineare l’indagine giudiziaria a seguito della morte di Calogero Rizzuto, ci sarebbe da mettere in conto le denunce dei sindacati; la lettera dei medici di base; la presa di posizione del sindaco Italia che chiede l’intervento della Croce Rossa e dichiara la rottura insanabile tra cittadini vertici Asp; la petizione con più di 10mila firme; i dati statistici diramati ma non corrispondenti; i continui e ripetuti contagi all’interno dell’ospedale; la chiusura di reparti, il trasferimento di alcuni; il notevole ritardo dell’avvio (più volte annunciato) delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale). Tutto questo e probabilmente altro corrisponde a verità. Non è frutto di fantasia né esagerazione o opera di allarmismo. Non è un attacco mediatico volto a screditare i vertici dell’Asp ma semplicemente la pura narrazione dei fatti accaduti.

È normale? È tutto a posto? Non bisognava evidenziarlo? È stata fatta opera di terrorismo mediatico? A noi sembra proprio di no, anzi riteniamo grave, gravissimo proprio il contrario. E cioè il tentativo di far passare una grave situazione di disorganizzazione e impreparazione come una situazione sotto controllo e addirittura funzionante. E se il nostro territorio è stato, per così dire, risparmiato dall’epidemia (almeno fino ad ora) di certo non dobbiamo ringraziare chi è preposto a tutelare la nostra salute, ma qualcuno che muove le sorti del destino.

È normale? È normale che il dottor Anselmo Madeddu sia insieme Direttore Sanitario, Presidente dell’Ordine dei Medici e Direttore di Distretto Sanitario? È tutto a posto?

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