Come cambieremo dopo, soprattutto come cambieranno i nostri figli dopo questa tempesta, che avranno nelle loro mani il destino del mondo?
Questa poesia è di Roberto Ferrara, un giovane studente che scrive ascoltando il Canone di Pachelbel, lui che ama parole e musica, isolato dentro una scatola lontana a cui diamo il nome di casa (in affitto, a Pisa dove studia Scienza Politiche) sapendo che casa sono gli abbracci, la vita che scorre dentro ogni comunità, oggi pubblicamente sola, impaurita e dolente, casa è lo sciabordio delle onde e il calore del sole che riscalda il cuore, l’odore della terra, il pasto condiviso, la bellezza di una corsa, il fragore delle risate.
Dedicata ai figli lontani, agli anziani da soli, a chi è in trincea in ospedale, a chi non può salutare i propri cari, a chi come me è chiuso in casa. E soprattutto, a mio padre e a mia madre
Domani
E se domani non potessimo più vederci
O potessimo soltanto osservarci
Da finestre strette, di case con piccoli occhi
E se domani usassimo solo piccoli schermi riflessi
Dei brevi video in cui ritrovarci
Sentire le vite più strette, tastarci con gli occhi
Come potrei se non volessi dimenticarmi di un fiume
Mentre insieme, da soli, arginiamo una piena
Che odora di morte e bitume
E di grandi giganti a cui si curva la schiena
Per questo tempo di sole lune
E di necrologi per cena
Come potrei non volessi dimenticarmi, di stringervi le mani
Se non volessi dimenticarmi di dirvi
Ci vediamo domani
Di com’è il mondo fuori da queste mura
Dai bollettini degli ospedali
Se volessi sentire il vento e i suoi richiami
condividere con te la mia fortuna
prima che la fine del tempo
di quel poco che abbiamo si schiuda
Non posso correre, non posso abbracciarti
Non posso sapere di te
E se a un tratto non ci fossi
Non potrei salutarti
Lo farei aspettando di rivederti
Nell’inquinamento acustico delle città vive
Ogni suono, ogni odore, ogni passo
La mia mano e le tue ore decisive
Lo farei per poter dire
Delle nostre libertà da custodire
Della semplicità di un abbraccio
Di usare il giorno per il mare
La notte per dormire
Di usare il giorno per amare
La notte per uscire
Lo farei per salutarti
Mi ricorderò di te
Abbracciando ciò che vive.

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