ERA DELLA DIGITALIZZAZIONE: CONVENIENZE E OPPORTUNITÀ

Come afferma Jeremy Rifkin: “Le trasformazioni economiche e i grandi cambiamenti di paradigmi della storia richiedono elementi, che interagiscono tra di loro, per consentire al sistema di funzionare nel suo insieme: fonti di energia, mobilità, logistica e mezzi di comunicazione adeguati.”.

Nel diciannovesimo secolo, la stampa a vapore e il telegrafo, l’abbondante carbone e le locomotive sulle ferrovie nazionali sono stati inseriti in una piattaforma tecnologica comune per gestire, alimentare e spostare la società, dando origine alla Prima Rivoluzione Industriale. Nel ventesimo secolo, l’elettricità centralizzata, il telefono, la radio e la televisione, il petrolio a buon mercato e i veicoli a combustione interna sulle strade nazionali convergono per creare un’infrastruttura per la seconda rivoluzione industriale.

Ora, siamo nel bel mezzo di una nuova rivoluzione industriale. L’Internet digitalizzato della comunicazione sta convergendo con un Internet digitalizzato delle energie rinnovabili, alimentato da elettricità solare ed eolica, e con un Internet digitalizzato della mobilità e della logistica di veicoli autonomi elettrici e a celle combustibile, alimentati da energia verde.

Energia. Nel 2018 la Banca Lazard ha pubblicato un rapporto per cui “i costi di energie rinnovabili sono diminuiti al punto da essere ora o pari o inferiore al costo marginale della produzione di energia convenzionale”.

Mobilità. Secondo uno studio condotto dalla Fitch Ratings, una delle maggiori agenzie mondiali del rating del credito, il numero dei veicoli elettrici a livello, globale, potrebbe giungere entro il 2040 a 1,3 miliardi. La densità media delle batterie dei veicoli elettrici sta migliorando a un ritmo fra il 5 e il 7% l’anno.

Logistica. Secondo le maggiori agenzie di previsioni sul futuro della logistica, la spedizione automatica utilizzerà big data e analisi dati per creare algoritmi e applicazioni che garantiranno l’ottimizzazione lungo i percorsi logistici (orari di ritiro e consegna, condizioni meteorologiche e flussi di traffico, capacità di stoccaggio dei magazzini) per consentire aumento di produttività, riduzione di impronta di carbonio e diminuzione del costo marginale di ogni spedizione.

Comunicazione: La rete di comunicazione sarà potenziata, con l’inclusione della banda larga universale. L’infrastruttura energetica si trasformerà per accogliere le energie solari, eoliche e altre energie rinnovabili. La rete elettrica centralizzata sarà riconfigurata in una rete digitale distribuita intelligente di energia rinnovabile Internet per accogliere il flusso di elettricità da fonti rinnovabili prodotta da innumerevoli micro centrali elettriche verdi. La transizione verso un’economia completamente digitale e la Nuova Rivoluzione Industriale si tradurranno in un salto di efficienza degli aggregati che andrà ben oltre i guadagni ottenuti dalla Rivoluzione Industriale del XX secolo. È in atto nel mondo una terza rivoluzione industriale e l’Italia se vuole andare nella direzione giusta, deve trasformare il sistema economico con la leva della rivoluzione digitale e i valori della sharing economy, come stanno facendo già molte nazioni più avanzate ed evolute.

CHE COSA SERVE PER ESSERE AL PASSO

La terza rivoluzione industriale deve essere basata su connessioni digitali e condivisione delle risorse (sharing economy), anche per salvare il mondo dal disastro ambientale. Un piano di questo tipo comprende, tra l’altro, l’impegno a digitalizzare il sistema elettrico, in modo tale che tutti possano produrre localmente energia da fonti rinnovabili. Le nuove generazioni sono già pronte a rinunciare all’acquisto di auto, a loro basta il car sharing. Non solo: le prossime auto condivise saranno sempre più spesso elettriche e stampate in 3D. E poi saranno a guida autonoma. Condivisione di energia, mezzi di trasporto, case: è la base del nuovo modello economico.

In Germania milioni di persone già producono localmente energia rinnovabile e la condividono. Questo è possibile grazie a una società sempre più connessa, all’internet delle cose, al calo del costo di chip e sensori. In alcuni posti produrre energia rinnovabile è già meno caro delle fonti combustibili e il costo tenderà a scendere mentre le aziende potranno collegarsi con un sistema energetico con costi marginali nulli.

IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI PER LA TRANSIZIONE

Le città possono avviare servizi di car sharing con auto elettriche, come avviene a Parigi. Fare smart grid (gestione intelligente della rete) con fotovoltaico su palazzi e condividere l’energia. Possono arrivare a condividere i propri database di informazioni, per esempio su trasporto e salute. Ci sono eccellenze e un grande potenziale, ma bisogna cambiare modello economico e soprattutto nell’ambito dell’energia si è rimasti ancorati al passato. È il momento di attuare davvero una visione.

Se il nuovo modello non entrerà a fondo nella pubblica amministrazione e se si continueranno a spendere fondi per mettere cerotti alle vecchie infrastrutture della seconda rivoluzione industriale, invece di pensare a costruire le nuove, non avremo futuro.

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