Ancora sulle “buone pratiche”, forme innovative di finanziamento

Sperimentatein varie città d’Europa, visti i risultati è un’opportunità da cogliere anche a Siracusa. Come utilizzare al meglio gli strumenti di comunicazione per dare soluzioni alle criticità

 

La Civetta di Minerva, 9 marzo 2019

Attraverso la citazione di dati precisi ed informazioni utili possiamo fornire a tutti “arnesi” per risolvere alcuni aspetti di questioni economiche, sociali ed ecologiche che pongono problemi alle comunità di salute, sicurezza, qualità della vita, o di coesione sociale o relativi a complicazioni di natura ambientale. Trasformare quindi le notizie fornite in opportunità per cambiare o modificare atteggiamenti e pregiudizi che possono scatenare reazioni negative o diseconomie, ansie e paure inutili o esagerate, involuzioni o ingenuità, comportamenti masochistici e valutazioni autolesioniste. Il nostro intento nell’elaborare articoli è quello di seguire le indicazioni di Espen Stoknes, economista e psicologo sociale norvegese. Egli sostiene che è necessario un nuovo modo di divulgazione delle notizie in cui è importante analizzare i problemi psicologici legati alla nostra comprensione in modo da far agire le persone per far intraprendere soluzioni. Il tutto parte da una buona e sostanziale comunicazione. Espen Stoknes ha preso in esame una moltitudine di ricerche sociali per capire l’impatto psicologico che alcune notizie, fornite per esempio con tono condannatorio, hanno nei confronti di chi li ascolta o li legge. Egli sostiene che è fondamentale evitare tale approccio perché crea un legame stretto con la paura e i sensi di colpa e ciò impedisce l’azione. Di controverso un buon comunicatore deve creare ottimismo ed entusiasmo attorno alle opportunità che tali notizie possono rendere realizzabili.

I costi necessari per adattare le città agli effetti dei cambiamenti climatici variano molto, ma sono sempre consistenti. La mancanza di fondi pubblici è dunque uno dei motivi principali per cui le misure di adattamento stentano ad essere adottate. Nonostante le difficoltà economiche, le città e i paesi europei stanno comunque mettendo in atto forme innovative di finanziamento. Una nuova relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (Financing urban adaptation to climate change) analizza nove casi studio dedicati ciascuno ad una città europea, in cui sono stati sperimentati progetti interessanti e nuove misure di finanziamento. Il documento, che costituisce dunque una rassegna di buone pratiche, tramite esempi di attività, difficoltà incontrate e soluzioni per superarle, fattori di successo dei finanziamenti, può risultare un’utile fonte di ispirazione per altre amministrazioni che si trovino ad affrontare le sfide poste. I casi studio presentano dunque una serie di progetti andando anche oltre ai tradizionali investimenti pubblici. È chiaro, infatti, che il finanziamento di azioni richieda il coinvolgimento di diverse parti interessate, dal pubblico al privato, a tutti i livelli.

A Parigi, vengono utilizzati i bond comunali verdi (cioè obbligazioni otitoli di debito che attribuiscono al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente, più un interesse su tale somma) gestiti dalle istituzioni finanziarie indipendenti, con i quali viene sovvenzionato l’ampliamento degli spazi verdi (30 ettari di nuovi parchi entro il 2020) ed il numero di alberi piantumati (20.000 alberi piantati in città).

Nella città tedesca di Amburgosi assegnano incentivi finanziari a coloro che installano volontariamente un tetto verde prima del 2020. Dopo tale data, i tetti verdi saranno obbligatori per legge. Fino al 2020, i proprietari di immobili possono ricevere sussidi a fondo perduto per coprire fino al 30-60% dei costi di installazione.

A Bilbao in Spagna è stato approvato il piano per la riqualificazione da industriale a residenziale dell’area Zorrotzaurre. I proprietari dei terreni di tale area hanno creato un partenariato pubblico-privato e un’apposita commissione di gestione dell’area che sorveglia il piano di riqualificazione e i cui membri contribuiscono finanziariamente in proporzione alla quota del terreno di loro proprietà.

La città belga Gandha invece sviluppato una piattaforma di crowdfunding (una raccolta di fondi, per lo più tramite Internet, attraverso piccoli contributi di gruppi numerosi che condividono un medesimo interesse o un progetto comune oppure intendono sostenere un’idea innovativa) che permette ai cittadini di proporre e finanziare le proprie idee. Attraverso la piattaforma sono stati realizzati con successo due progetti di adattamento urbano: l’agricoltura cittadina per i residenti dei quartieri d’edilizia sociale e le “strade commestibili”.

Un gruppo di cittadini di Amsterdam, nei Paesi Bassi, in risposta ad un bando del Comune per la selezione di progetti di abitazioni collettive promossi dal basso, ha dato vita ad un intervento edilizio a Vrijburcht, nel centro della città. Il premio, infatti, per la vincita del bando è stato un’area concessa in affitto per 50 anni. Gli abitanti si sono organizzati in una fondazione (Vrijburcht Foundation) che ha sostenuto tutte le spese, comprese quelle del giardino e sua manutenzione e dell’impianto di stoccaggio di acqua piovana.

A Lisbona, in Portogallo, la società dell’acqua EPAL (Empresa Portuguesa das Águas Livres) ha trovato un modo per ridurre il volume di acqua persa a causa di perdite, principalmente dovute a difetti nelle tubazioni obsolete. Ha sviluppato il programma di monitoraggio WONE attraverso cui può identificare le perdite di acqua più rapidamente, localizzarle con maggiore precisione ed intervenire quindi alla riparazione con tempestività. EPAL ha usato il proprio bilancio per tale sistema; per finanziare il rinnovo delle infrastrutture, ha ricevuto prestiti per quasi 2,5 miliardi di euro da parte della Banca Europea Investimenti, con tassi di interesse favorevoli.

A Malmö, in Svezia, l’amministrazione ha riqualificato la zona industriale Western Harbor, abbandonata negli anni Novanta, trasformandola in quartiere residenziale sostenibile per 12000 persone. Il progetto ha visto la combinazione di finanziamenti pubblici e privati.

In Danimarca, a Copenhagen, è statosviluppato un piano di gestione per ridurre gli impatti delle inondazioni a seguito di forti piogge. Il piano comprende 300 progetti interconnessi. I costi sono condivisi tra amministrazione comunale, la compagnia HOFOR ed i proprietari di terreni privati.

Il progetto GAIA a Bolognaè uno strumento stabile di Partnership pubblico-privata per la forestazione urbana della città. Lo scopo del progetto è dunque quello di contrastare i cambiamenti climatici attraverso la piantagione di alberi direttamente sul territorio comunale. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo delle imprese e delle associazioni del territorio, che attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Comune sono invitate a compensare le proprie emissioni attraverso un contributo per la piantagione di nuovi alberi in città.

Fonti: Agenzia europea dell’ambiente, Climate Adapt, Arpat.

 

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