Dove risiede il Sovrano, oggi? Chi governa, oggi?

Ѐ noto quell’aneddoto di Sigmund Freud, secondo cui le tre attività, i tre mestieri “impossibili” sono: Educare, Curare e Governare. Il fatto stesso che ad esprimere questo pensiero sia stato il padre della psicanalisi – peraltro, un “sapere clinico-scientifico”, per il quale sono costitutive l’azione e la pratica professionale del “curare” –, non può che stupire, sì da doverla considerare come una paradossale iperbole.

Sta di fatto che se proviamo a porre sotto una lente di ingrandimento le tre funzioni – Educare, Curare e Governare –, ci accorgiamo che tutt’tre costituiscono l’imprescindibile “trittico” che compendia – potremmo dire nella sua completezza – la vita di ciascuna comunità. “Educare”, vale a dire l’azione di curare la formazione, la conoscenza e la crescita culturale di ciascuno; “Curare” – pur se Freud aveva di mira principalmente l’analisi psicanalitica – la cui funzione è tesa alla cura e alla salute delle persone, cioè: l’attività che preserva e cura il corpo e la vita dei soggetti.

E, in ultimo, “Governare”: la funzione sovrana tesa a garantire alle singole comunità umane un’espansione virtuosa delle autonome e specifiche esigenze e differenze, evitando che i conflitti insorgenti tra i diversi, ed anche legittimi, interessi, facciano naufragare la tenuta delle comunità.

Tuttavia, se volgiamo lo sguardo alla condizione del mondo attuale – un mondo che, per gli sviluppi imprescindibili della tecnica, delle innovazioni scientifiche, delle modernizzazioni comunicative, ecc., lungo tutto il ‘900 e ancora più con il XXI secolo –, percepiamo o siamo a volte colti dalla sensazione – o dalla tentazione ricorrente – di dover dar ragione a Sigmund Freud.

In altri termini, che “l’impossibilità” (l’incertezza, il fallimento, ecc.) di queste tre funzioni costituisca il tratto saliente ed unificante delle comunità umane e, proprio nel nostro tempo, questa “impossibilità” si mostri in tutta l’imprevedibilità del mondo contemporaneo.

Oggi: in merito al “Curare”, se è vero che viviamo molto più a lungo rispetto a 100 anni fa, grazie a scoperte importanti (lotta ai tumori, interventi medici sofisticati, trapianti di organi, cure di malattie ataviche, Dna e genoma umano, ecc.), molto altro cresce premendo alla soglia di ogni comunità (inquietudini sociali; insicurezze; suicidi; violenza; paura; malattie crescenti in luoghi di povertà estreme ai margini di periferie crescenti; moltitudini come “vite di scarto”; disagi giovanili; sconvolgimenti ambientali, ecc.).

E come pensare che in merito all’azione di “Educare” non lascino il segno di un profondo “Negativo” tutte le contraddizioni che, qui sopra, abbiamo indicato relativamente al “Curare”?

E sempre restando a “Educare”, la legge del contrappasso non è forse data dal fatto che i grandi strumenti delle tecnologie comunicative (web, internet, social, ecc.), pur facilitando la comunicazione globale immediata e l’accesso diretto a ogni notizia, non si configurano esse stesse come una sorta di grande “Panopticon”, attraverso cui il “potere disciplinare” attiva i propri dispositivi, così come Michel Foucault aveva saputo cogliere e, come più recentemente Shoshana Zuboff ha saputo delineare, nel suo “Il capitalismo della sorveglianza”? Non è anche qui che nascono e si annidano visioni complottiste, “fake news”, “Bias cognitivi” e quant’altro? Quale “Educare” ne viene fuori?

Per chiudere: e cosa dire dell’attività del “Governare”? Non appare evidente – e acceleratosi in questo inizio del 2025 – un clima di conclamata affermazione di “volontà di potenza” che si regge sulla fuoruscita della “forza/violenza” dall’orbita della “Gewalt” – il classico “potere legittimo” che era riuscito a neutralizzare la violenza con il diritto? Ma non solo: la stessa ricomparsa del “volto demoniaco del potere” (Gerhard Ritter) non appare convivere, per l’ineffabilità che lo avvolge, con il carattere inafferrabile e a volte invisibile del classico “Posto del Re”? Dove risiede il Sovrano, oggi? Chi governa, oggi?

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