PROMOZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE: IL NUOVO CORSO DI LAUREA A SIRACUSA

NE ABBIAMO PARLATO CON L’ASSESSORE FABIO GRANATA

Assessore, un nuovo Corso di Laurea a Siracusa, cosa rappresenta nel panorama formativo locale?

Rappresenta un importante ampliamento della offerta formativa di qualità con un Corso di Laurea triennale unico in Italia e dedicato alla Promozione del Patrimonio Culturale. Un corso con una evidente coerenza con l’idea che abbiamo della prospettiva della Città e della Sicilia. Ma è solo l’inizio di un ampliamento della offerta, così come previsto dal nuovo protocollo con l’Ateneo catanese insieme al quale riapriremo nuovamente la prestigiosa sede di Palazzo Impellizzeri.

È stata una proposta dell’Ateneo catanese o è stata una specifica idea della nostra Amministrazione?

È un progetto elaborato dalla Amministrazione Comunale attraverso un proficuo lavoro di approfondimento durato quasi un anno. Ripeto è il primo tassello di un percorso articolato e dal quale passa anche il rilancio della Scuola di Archeologia e una Summer School legata ai Teatri antichi.

Perché proprio “Promozione del Patrimonio Culturale” e non un corso classico tradizionale, collaudato. C’è bisogno di una nuova figura professionale?

Perché è cambiato tutto nel panorama della ricerca, della valorizzazione e della gestione del Patrimonio culturale. È cambiato tutto con la nascita dei Parchi archeologici autonomi che avranno bisogno di professionalità nuove ma consapevoli. È cambiato tutto per la necessità di governance sul Patrimonio Unesco legata ai piani di gestione, alla valorizzazione della impresa culturale e tanto altro. Sarà quindi una offerta formativa particolarmente qualificante.

Che lavoro svolgerà il laureato in Promozione del Patrimonio Culturale? Presso Enti Pubblici, privati, o libera professione?

In parte ho già risposto: 16 Parchi archeologici autonomi; 7 Siti Unesco; decine di Musei da rigenerare; un sistema dei Borghi unico al mondo; riserve marine e terrestri straordinarie: mi sembra un profilo formativo e professionale dalle grandi prospettive. Oltre ai tradizionali settori delle Guide Turistiche e dei servizi al turismo culturale. Il Corso darà una formazione culturalmente ineccepibile ma aperta agli aspetti manageriali ed economici della gestione del Patrimonio. Credo sia una grande opportunità per i giovani.

Come nasce un Corso di Laurea, si fanno studi, ricerche, analisi socio economiche del territorio, si esaminano dati statistici, si valuta l’andamento del mercato del lavoro, si tiene conto degli sbocchi occupazionali? Se sì, chi e come li effettua?

Nasce dalla sensibilità culturale e amministrativa di chi governa le Città e le Università. Nasce dalla constatazione della realtà socioeconomica e dalle analisi dei dipartimenti dell’Ateneo. In questo caso nasce anche da una grande esperienza acquisita da chi questo corso ha voluto e proposto e realizzato. Credo sia un valore aggiunto.

Anni fa abbiamo avuto a Siracusa 2 Corsi di Studi sempre in Beni Culturali e sempre con l’Università di Catania conclusisi tristemente. Per tanti si trattò dei soliti inutili diplomifici serviti più ai docenti che agli studenti (forse nessuno ha potuto utilizzare quegli studi a fini lavorativi), ci si auspica adesso un risultato diverso

Da come è formulata la domanda spero che si auspichi realmente un risultato diverso… Quei corsi non sono morti ma sono stati riportati a Catania grazie all’insipienza nelle politiche universitarie sia da parte dei responsabili degli Enti territoriali dell’epoca sia dei vertici della Università. Quei corsi così come la Facoltà di Architettura di Siracusa (sottolineo “di Siracusa” perché come tale fu proposta e fatta approvare dal sottoscritto al Ministero, hanno portato l’Università a Siracusa per la prima volta nella sua storia. I Beni culturali son tornati a Catania per responsabilità precise. Architettura è attualmente la terza facoltà italiana secondo i dati ufficiali per qualità della offerta formativa. Questo Corso nasce con grandi prospettive.

Palazzo Impellizzeri sarà la sede, esistono finanziamenti per la ristrutturazione e il riadattamento degli spazi? A carico di chi?

L’intera ristrutturazione, peraltro in tempi rapidissimi, di Palazzo Impellizzeri sarà a carico dell’Ateneo di Catania grazie a un protocollo d’intesa elaborato dal sottoscritto e dalla Professoressa Paino e firmato dal Sindaco Italia e dal Magnifico Rettore Priolo. Apriremo entro il 2020 grazie a questo protocollo.

Quanto costa il Corso e a carico di chi saranno le spese per docenti, il personale, la gestione?

Il Corso non costerà un euro al Comune ma sarà interamente gestito e finanziato dall’Ateneo e dal Consorzio Universitario, così come le normative regionali sul decentramento prevedono.

Quanto investirà il Comune sul proprio bilancio?

Non investirà nulla se non nella promozione di questa e delle ulteriori realtà formative che nasceranno. Direttamente non spenderà 1 euro.

Ad inizio anno a Villa Reimann fu presentato un Progetto di collaborazione (e Corsi di Studi), in collaborazione con l’Università Kore di Enna. È nelle strategie dell’Amministrazione tenere collaborazioni con più atenei, Catania, Enna, altri? A

Il nostro Ateneo di riferimento resta Catania ma siamo ovviamente aperti ad altre collaborazioni come quella iniziata con la Kore. È chiaro che oggi la strategia universitaria è basata su Architettura, su questa nuova realtà e sul rilancio della Scuola di Archeologia. Stiamo lavorando a un corso sulle bonifiche industriali e sul design industriale. Idee sempre connesse alla nostra realtà.

Che fine ha fatto l’Ostello della Gioventù, inaugurato poco più di un anno fa come sede per gli studenti?

L’Ateneo e il Consorzio Universitario insieme all’Ersu stanno organizzando l’utilizzazione di questo spazio, peraltro di proprietà della Provincia. Spero non si cambi idea sulla utilizzazione della struttura per l’ospitalità di studenti e docenti e, vista la prossimità con il Castello Eurialo, finalmente riaperto dal mio amico Calogero Rizzuto, mi sembra la sede ideale per le Summer School archeologiche gestite dalla Scuola. Presto ci saranno novità.

Ci sarà mai l’Università di Siracusa?

Non è un argomento che mi appassiona anche perché conosco la complessità della questione. La Sicilia ha già tre Università storiche oltre a una importante Università privata e credo che allo stato, prospettare un nuovo riconoscimento, sia puro esercizio dialettico. Architettura è nata come Facoltà di Siracusa e solo per una questione terminologica legata alla cosiddetta riforma Gelmini non si chiama più così. Io lavoro per avere sempre più corsi e più qualità degli stessi a Siracusa. Più studenti e più docenti che vivano la nostra bella Città. Per me è questo avere l’Università a Siracusa.

Assessore non possiamo non chiederle del Caravaggio, l’argomento del momento della città

Non dipende dall’Amministrazione. Abbiamo già espresso la nostra contrarietà, ma non abbiamo competenza diretta. Si vedrà.

Apprezziamo l’ottimismo e la fattività dell’assessore Granata, tuttavia a noi alcune questioni rimangono ancora da approfondire e chiarire:

  1. I costi. Anche se Granata afferma che sarà tutto a carico dell’ateneo catanese e a costo zero per il Comune, a quanto ammonta la spesa per ogni anno di corso di laurea? E i fondi per il restauro di Palazzo Impellizzeri?
  2. L’esperienza dei precedenti corsi (anche questo sarà un curriculo di Beni Culturali) per gli studenti è stato un totale fallimento: sbocco occupazionale pari a zero. Che tipo di lavoro e presso chi lo svolgerà un laureato in Promozione del Patrimonio Culturale?
  3. Non abbiamo capito, infine, in base a quali analisi socio economiche viene individuato tale corso invece di un corso in Scienze Gastronomiche o in Rapporti Internazionali o in Scienze dello Spettacolo (tanto per fare degli esempi) o in Tutela del Territorio e dell’Ambiente

 

Non ci resta dunque che affidarci a quanto affermato entusiasticamente dall’assessore Granata e a rimandare il giudizio a tempo debito e su risultati concreti. Speriamo che ci credano anche i futuri studenti e che da questo corso possano trovare lavoro, che è ciò di cui il territorio ha indubbiamente bisogno.

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