COMUNE DI AUGUSTA, ANCORA PROBLEMI TRA INEFFICIENZE AMMINISTRATIVE E NUBI ALL’ORIZZONTE DELLA RAFFINERIA

Nella rivista specializzata Petrostrategies la Sonatrach è indicata come “strutturalmente in perdita”

 

Si sta rivelando piena di problematicità la fine della gestione grillina del comune di Augusta. Dopo i cento e più giorni della crisi idrica del centro storico, con annessi problemi di potabilità e di quantità di acqua disponibile per le famiglie e per gli esercizi commerciali, è esplosa la crisi all’ufficio elettorale come emerge dalla nota formale della responsabile del primo settore Affari generali che, rivolgendosi alla sindaca e alla segretaria del comune, mette a conoscenza le Signorie Loro che l’attuale grave ritardo di alcune attività dell’ufficio anagrafe e stato civile, rilevate e denunciate dalla sottoscritta, avranno sicuramente ripercussioni sul buon esito delle imminenti Elezioni Amministrative”.

La situazione era nota da tempo e si è aggravata con l’entrata in vigore della legge sulla quota 100 che ha permesso il pensionamento anticipato di alcuni dipendenti, ma l’attenzione dei responsabili politici era rivolta altrove e l’assenza di una politica verso il personale che razionalizzasse le risorse e prevenisse le lacune ha impedito di “gestire” il problema come un normale amministratore avrebbe potuto fare. Forse le “altre priorità”, quelle più volte genericamente dichiarate a fronte di ogni proposta e ad ogni sollecitazione pervenuta dall’esterno, hanno assorbito l’attenzione e le energie dei nuovi amministratori. Il muro di gomma opposto ad ogni indicazione fatta da chicchessia fuori dalla cerchia dei fedelissimi è stata ignorata se non blandita come provocazione o speculazione politica.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I sostenitori hanno sempre esortato la giunta a “tirare dritto” al di là delle critiche; purtroppo dove sia stato rivolto quest’impegno appare ogni giorno meno chiaro visto che i problemi si sommano e le emergenze si moltiplicano. Ormai lo stato preagonico in cui si è ridotto il Comune appare ogni giorno più evidente ed è segnalato dal livello di inefficienza di quei pochi servizi indispensabili che solo il comune può dare; per il resto, chi può, provvede con i propri mezzi, da qui le decine di iniziative di gruppi di volontariato che mettono pezze là dove è possibile.

Dalle strade, diventate sempre più simili alla gruviera con buche tanto profonde da mettere a rischio i copertoni delle auto, alle zone lasciate al buio da tempo dove la sera scorrazzano branchi di cani randagi sempre più numerosi ed aggressivi; dai problemi dell’ufficio anagrafe, aperto a singhiozzo, dove anche la richiesta di un documento diventa occasione di perdita di tempo insopportabile, alla caotica circolazione nelle strade cittadine, dove è sempre meno visibile la presenza dei vigili fino alla recente dichiarazione di inagibilità della struttura tensostatica del Palaionio le cui condizioni, in seguito a una folata di vento più energica, hanno costretto il gestore a rinunciare all’affidamento in assenza di un sollecito intervento del comune proprietario dell’impianto; rinuncia corredata di corollario di polemiche con tanto di accuse al responsabile politico del settore e sit-in degli interessati davanti ai cancelli che, per l’occasione, hanno ricordato la controversa e pasticciata procedura che all’epoca hanno dovuto sopportare per attivarla; che dire della situazione che vive il teatro comunale, anch’esso senza gestore nonostante la molteplice presenza di associazioni disposte a prendersene cura.

Insomma: pasticci dietro pasticci che portano alla paralisi e all’inefficienza in tutti i settori in cui il ruolo politico abbia un qualche peso. La situazione è plasticamente testimoniata dalla quantità di persone, residenti fuori città, che amministrano o dirigono settori importanti dei servizi comunali: dai VV.UU. alla ragioneria.

Ora, a causa della situazione denunciata all’ufficio elettorale, si cerca aiuto in prefettura o tra le forze armate con impiego di personale di questi enti o con personale a scavalco da altri comuni. Finirà che il Comune di Modica, a cui ci si è già rivolti per gestire la ragioneria e i vigili urbani, oltre a fornirci due assessori dovrà occuparsi pure dell’ufficio elettorale con ulteriori esborsi di denaro pubblico per pagare la benzina necessaria agli spostamenti del personale, oltre al salario per il lavoro svolto. Così tra sovraordinati, dirigenti in prestito, assessori on demand e dipendenti a scavalco, il capitale umano del nostro comune si è ridotto al punto che dallo stato preagonico passeremo ad un’agonia vera e propria; patiremo le pene dell’inferno ogni volta che avremo bisogno di rivolgerci al comune.

Tutto ciò accade mentre su Augusta si aprono nuove nubi, come si apprende dalla stampa internazionale che in questi giorni si sta occupando dellostabilimento di Augusta della Sonatrach. Da quanto emerge, infatti, da un dettagliato rapporto della rivista specializzata Petrostrategies, la raffineria di Augusta viene indicata come strutturalmente in perdita.

Secondo quanto riportato dalle testate algerine, si rammenta che l’attuale premier Abdelaziz Djerad aveva già criticato, prima della sua nomina, l’acquisto della raffineria di Augusta anche in rapporto alle somme che dovrebbero essere investite per permettere agli impianti di lavorare un greggio della stessa qualità di quello algerino. Infatti, la stessa stampa oltre ad accendere i riflettori sull’operazione finanziaria che ha preceduto la vendita, rivela che lo stabilimento ex Esso avrebbe dovuto importare petrolio dall’Arabia Saudita per poter lavorare.

Già il 24 novembre scorso su questo giornale scrivevamo: “…Dopo una serie di incontri formali tra nuova proprietà e autorità locali nel corso dei quali si è rassicurato… sulla prosecuzione delle attività di raffinazione senza illustrare i contenuti dei piani di investimento… senza concreti disegni operativi, cominciano a farsi strada, nel silenzio generale, i dubbi sulla natura dell’investimento algerino posto che, sembrerebbe, il petrolio estratto in Algeria non sia compatibile con le specifiche tecniche dell’impianto della raffineria augustana. Se accanto a ciò si considera che all’orizzonte non si prevedono interventi sul risanamento ambientale, il futuro per questa città non si presenta particolarmente roseo”.

Adesso che la rivista specializzataPetrostrategies ha dato ulteriore forza alle nostre osservazioni, speriamo che l’attualeministro algerinodell’EnergiaMohamed Arkab, chiarisca in maniera definitiva le prospettive della raffineria augustana nel corso della conferenza stampa che “ha promesso di tenere presto per discutere la situazione della raffineria”.

Mala tempora currunt da queste parti….

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