Quando il Regno delle Due Sicilie era più florido del Piemonte

(Viva la Talia!)

 

Non esiste sito internet neoborbonico o pubblicazione revisionista che non elenchi i primati del Regno delle Due Sicilie: la prima nave a vapore (1818), il primo ponte sospeso in ferro (1833), la prima ferrovia (1839), il primo impianto di illuminazione a gas (1840), il primo faro lenticolare (1843), il primo bacino di carenaggio in muratura (1852), eccetera (si veda per tutti Rinaldi, Il Regno delle due Sicilie). Il fatto è che spesso a queste prime realizzazioni non ne seguivano altre, se non dopo molto tempo. Il Piemonte degli anni Cinquanta (ndr, dell’Ottocento) tra gli stati forse arrivò in alcuni casi “secondo”, ma si dimostrò più attivo e impegnato nella costruzione di infrastrutture e nella diffusione delle innovazioni. Il caso delle ferrovie ne è sicuramente un buon esempio: il Regno delle Due Sicilie nel 1846 aveva 84 chilometri di binari e il Piemonte nessuno; però tra il 1848 e il 1859 furono costruiti in Piemonte ben 850 chilometri di ferrovia e soltanto 15 nel regno meridionale.

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