Nel 2016 scambiate nel mondo 144 miliardi di email

Il 68,8% spam, ma 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono per aver bevuto acqua contaminata spesso con agenti cancerogeni. Evoluzione sostenibile o involuzione permanente?

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

La vita media dell’umanità non ha smesso di crescere, molti indicatori ci dicono che in alcuni ambiti il livello di benessere globale è aumentato sensibilmente. L’aspettativa di vita in vari luoghi della Terra si è allungata in maniera considerevole. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Statistiche sanitarie mondiali 2015) l’aspettativa di vita nel 1975 era di 49,5 anni, nel 2015 di 71,4 anni. Sostiene Jacques Attali (nella pubblicazione “Finalmente dopodomani”) che molti servizi inaccessibili fino a qualche tempo fa sono oggi alla portata di numerose persone.

Nel 2016, ben 3,8 miliardi di essere umani possiedono un telefono cellulare. Secondo la Banca Mondiale sempre nel 2016 il 49,2 % della popolazione usava Internet, mentre nel 1996 era soltanto l’1,3%. Secondo il Rapporto annuale Digital in 2016 pubblicato dall’Agenzia We Are Social, 2,3 miliardi sono attivi sui social network. Sempre nel 2016 si sono scambiate nel mondo 144 miliardi di email (ma il 68,8% delle quali era spam). Vengono messi on-line 822.240 nuovi siti internet al giorno. Nel 2015 sono state inviate tramite Facebook, WhatsApp, Instagram o Snapchat 3,5 miliardi di foto, nel 2009 erano solo 100 milioni. Il motore di ricerca Google riceve 3,3 miliardi di richieste al giorno e 1,5 miliardi di persone nel mondo hanno effettuato una transazione da cellulare.

In agricoltura l’impiego di connessioni, di recettori e di droni permette di raccogliere in tempo reale una gran quantità di dati biologici, meteorologici, climatici migliorando la produzione agricola. Analizzando il suolo, l’agricoltore viene guidato nella sua attività in funzione dei dati raccolti e prevedendo i rischi. In molte parti del mondo è utilizzata l’istruzione a distanza e nella sanità vengono scaricati, nei paesi più evoluti, milioni di applicazioni per la sanità digitale per i sistemi di controllo elettronico delle cartelle cliniche dei pazienti, per il monitoraggio della malattia e dei valori vitali. Ciò comporta riduzioni dei costi delle spese sanitarie, diminuzione delle ospedalizzazioni e dei tassi di mortalità.

Nelle questioni ecologiche molti paesi cercano di ridurre il livello dell’impronta di carbonio o il livello delle emissioni di gas a effetto serra e climalteranti. Si alza il livello della protezione delle risorse naturali, per la lotta alla desertificazione con nuovi metodi di gestione degli ecosistemi nelle zone aride o con metodologie basate sulla mitigazione della salinità del suolo per combattere la siccità. Si cerca di ridurre l’uso intensivo di fertilizzanti, pesticidi, anticrittogamici, nitrati, fosforo e piombo per evitare l’impoverimento, l’erosione, l’acidificazione, l’inquinamento chimico del suolo, l’eutrofizzazione a causa della proliferazione delle alghe.

Nonostante ciò, molte volte le cose peggiorano – Nelle regioni meno ospedalizzate la popolazione è più che raddoppiata, in particolare nel Sahel (Niger, Costa d’ Avorio, Mali, Ciad, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso) è in atto un’esplosione demografica con tassi di fecondità di 6-7 figli per donna. Ciò rappresenta una delle maggiori cause delle migrazioni, oltre le guerre, lo sfruttamento selvaggio del neocolonialismo delle multinazionali o di alcuni paesi occidentali, la vendita delle armi, la desertificazione derivata dal riscaldamento globale. A partire dal 2008 sono migrate a causa di catastrofi naturali 26,4 milioni di persone, ma in totale, secondo l’O.N.U., i profughi-migranti per causa di catastrofi naturali direttamente legate ai cambiamenti climatici tra il 2008 ed il 2014 sono stati 157,8 milioni.

Circa l’86% dei migranti (rifugiati o profughi) vengono accolti da paesi in via di sviluppo: Turchia, Pakistan, Libano, Iran, Etiopia, Giordania, Kenia, Uganda. Un migrante su tre è un minore, spesso si tratta di minori abbandonati, vittime di violenza o traffico di essere umani. Si stima che vi siano 50 milioni di minori costretti a lasciare le loro case.

Regrediscono gli ecosistemi e l’economia. Rimedi e soluzioni – Oltre l’80% delle persone che abitano in zone urbane è esposto ad inquinamento atmosferico poiché non sono rispettate le soglie stabilite dall’ O.M.S. e si va oltre i limiti per la qualità dell’aria. In Europa il 40% dei fiumi e il 25% delle falde acquifere sono contaminati a causa dell’uso eccessivo di fertilizzanti o per l’inquinamento industriale poiché l’acqua usata viene riversata spesso senza trattamento nei fiumi, nei laghi e nel mare. Il 3,1% di decessi nel mondo è dovuto alla cattiva qualità dell’acqua, delle fogne e delle strutture igieniche. 1,5 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per aver bevuto acqua contaminata spesso con agenti cancerogeni.

Tutto ciò comporta enormi spese per la sanità, sottrazione di occupazione, sprechi, diseconomie, disuguaglianze, fragilità del sistema economico mondiale, perdita in economia di scala, sfaldamento della società e destabilizzazione geostrategica. I rimedi e le soluzioni però ci sono: occorre puntare a un’evoluzione sostenibile consolidando i punti di forza descritti prima ed eliminando o mitigando i punti di debolezza che ci hanno fatto regredire. L’umanità ha superato crisi paurose nel corso dei secoli, ma ha saputo essere resiliente, adattandosi alle circostanze ed ha saputo ricostruire dopo le due disastrose guerre mondiali. Oggi per risalire la china, bisogna puntare sul fondamentale concetto per cui ogni azione che ci apprestiamo a fare deve essere improntata in funzione delle future generazioni.

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