Né progetti, né opere utili, nulla. La visita del commissario Contrafatto ha smosso tanti dubbi e generato strascichi, lasciando agli augustani un’avvilente certezza: si ricomincia da capo
La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016
La visita di Vania Contrafatto, assessore regionale all’energia e ai rifiuti, nonché commissario governativo per la depurazione delle acque in Sicilia, che ha avuto luogo tra il 14 e il 15 di ottobre ad Augusta, giunge alla fine di un percorso trentennale lungo il quale si affastellano speranze e delusioni, battaglie e chiacchiere.
Riassumere la vicenda della depurazione delle acqua reflue ad Augusta è cosa parecchio complicata. Occorre tornare indietro di anni, recuperare il ricordo di stagioni politiche deleterie, tornare a pronunciare certi nomi in barba ad ogni tentativo di dimenticarli. Significa, però, raccontare anche storie di impegno civico, di associazioni, di professionisti e comitati, la storia di un sogno che gli augustani coltivano da quasi mezzo secolo, quello di tornare a godere delle acque sotto casa, e che oggi assume anche i contorni di una speranza legata a possibili scenari di sviluppo per la città e la sua economia.
Per non farla troppo lunga potremmo tornare alla metà degli anni 80, quando un primo tentativo di realizzare un depuratore nella zona di Punta Calcarella fallì per l’opposizione di cittadini e associazioni, timorosi delle conseguenze che l’impianto avrebbe potuto avere sulla vivibilità urbana. Per la realizzazione di quel progetto, poi abbandonato, la città venne squarciata per interrare le condotte che ancora oggi giacciono sotto il manto stradale. Un secondo progetto, predisposto anni dopo, prevedeva di collocare il depuratore nella zona di Punta Cugno. L’impianto venne solo in parte realizzato e le sue strutture sono ormai troppo danneggiate per poter essere recuperate.
Malgrado questi passi falsi, gli augustani che non ci stanno hanno continuato ad insistere, proponendo incontri, convegni, iniziative, comitati, l’ultimo dei quali denominato “Smuoviamo le acque” ha avuto, nelle settimane scorse, la possibilità di porre la gravità del problema direttamente al Prefetto di Siracusa.
La visita del Commissario, sviluppatasi attraverso tre diversi incontri, ha smosso tanti dubbi e generato diversi strascichi, lasciando agli augustani una sola grande certezza, si ricomincia da capo.
I 30 anni trascorsi non hanno lasciato nulla, né progetti, né opere utili, nulla.
I 12 progetti che SAI 8 aveva predisposto per la realizzazione del depuratore di Augusta sono stati infatti del tutto rigettati dal Commissario. Si riparte, quindi, da uno studio di fattibilità e da un successivo bando per la progettazione dell’opera che dovrebbe essere pubblicato il prossimo novembre 2016, determinando l’avvio dei lavori nel giugno del 2017, con la previsione di giungere alla consegna degli impianti entro il 2019. Questa è, almeno, l’intenzione manifestata dal Commissario Contrafatto.
Una tempistica quanto mai celere che presuppone una straordinaria efficacia di intervento, esattamente il contrario di ciò che qualunque pubblica amministrazione coinvolta nel problema sia riuscita a dimostrare in questi anni. Una tempistica che deve però fare i conti con il quesito su cui ci si arrovella da sempre: è meglio un depuratore autonomo, che serva solo la città di Augusta, o è meglio allacciarsi al depuratore dell’ I.A.S.? Il Commissario Contrafatto ha in diverse circostanze sottolineato, in maniera risoluta, l’impossibilità di derogare almandato che le imporrebbe di realizzare un depuratore del tutto nuovo e che quindi renderebbe vani i dubbi espressi da chi sostiene la soluzione opposta. Tuttavia, una riflessione sull’esigenza che anche i Commissari governativi osservino quei principi di economicità, efficacia, efficienza, buon andamento e trasparenza che l’intera pubblica amministrazione è chiamata a rispettare, potrebbe riaprire un nuovo spiragli di discussione.
C’è però un “rebus” ulteriore da affrontare, quello riguardante la stima dei costi da sostenere per la realizzazione dell’opera. Come la stesso Commissario ha sottolineato, la cifra è ormai lievitata a 50 milioni di euro, un importo molto elevato che dovrà essere sicuramente rivisto alla luce di un progetto di cui ancora non si sa nulla.

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