Poche sono in grado di monitorare gli idrocarburi non metanici. E intanto a Siracusa i valori orari massimi di NMHC, nel 2015/2016, sforano i 1000 microgrammi per metro cubo
La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016
Ci risiamo. Ormai è senza tregua la puzza che si sente in città, soprattutto nelle zone alte. E’ un continuo e, da quello che si percepisce, il fine settimana è il più critico. Una puzza nauseabonda che proviene (ormai è accertato) dall’area del petrolchimico e che infetta tutto e tutti. Non stiamo esagerando ma ormai la situazione è critica e possiamo dire fuori controllo. L’aria, che una volta conteneva odori della stagione autunnale, adesso si concentra di sostanze maleodoranti, che i chimici (e gli addetti ai lavori) chiamano sostanze odorigene, anche se sarebbe meglio chiamarle per quello che sono, cioè sostanze puzzolenti.
Dicevamo che la situazione è fuori controllo, nonostante l’allarme continuo che queste sostanze puzzolenti generano nella popolazione, nonostante gli esposti alla Procura della Repubblica che si sono succeduti in questi anni, nonostante le rassicurazioni, i convegni, gli incontri e i fiumi di parole scritte e pronunciate su questo argomento. L’allarme è continuo perché nelle nostre zone si muore da anni di sostanze chimiche tossiche e le sostanze puzzolenti lo sono. L’allarme è profondo perché chi ha il potere di diminuire l’emissione di queste sostanze nell’aria, per meri obiettivi economici e di guadagno (o di mancata spesa) continua a negare ciò che per tutti è evidente: le sostanze odorigene nell’aria sono dannose per la salute dei siracusani.
Riteniamo che è necessario che il problema assuma un risvolto nazionale, con impegno di tutti, in primis del presidente del Consiglio dei Ministri e dell’Assessore regionale all’Ambiente per risolvere definitivamente questa piaga. Le domande che ci poniamo sono tante. Non tutti fanno il proprio dovere, alcuni sono specializzati nello scaricabarile, altri hanno interessi, intrallazzi che impediscono loro di agire in maniera corretta. E’ compito di tutti togliersi i prosciutti dagli occhi ed affrontare in maniera organica e corretta la problematica.
Cerchiamo di comprendere meglio come stanno le cose. Perché la situazione per noi è fuori controllo? Per i seguenti motivi:
Sostanze odorigene – Cosa sono e quali sono queste sostanze odorigene? Sono due grosse famiglie di sostanze chimiche, che vengono definiti inquinanti “non normati”: 1) Gli idrocarburi non metanici (che normalmente sono indicati con NMHC) che comprendono tanti composti sia alifatici che aromatici (per esempio benzene) ad esclusione del metano. 2) l’idrogeno solforato e i derivati di questo composto che si chiamano mercaptani, tiofeni, propilmercaptani, tetraidrotiofene ed altro ancora. Queste due grosse famiglie di composti puzzolenti hanno chiara ed evidente natura industriale ed ammorbano l’aria di Siracusa (e dintorni) provenendo direttamente dal petrolchimico. Sono queste due famiglie di composti i principali responsabili della cattiva qualità dell’aria che oltre ad avere un impatto negativo sul nostro olfatto può avere un impatto nefasto sulla nostra salute.
Dal rapporto della qualità dell’aria relativo al 2015 e reso noto nel luglio del 2016, si evince che durante il 2015 solamente tre delle cinque centraline della rete urbana (di proprietà della Provincia Regionale di Siracusa) hanno misurato valori relativi agli idrocarburi non metanici (NMHC). Va precisato, però, che due di queste tre centraline, nel 2015, hanno avuto problemi di funzionamento non raggiungendo il 90% di efficienza previsto dalla normativa. Le due centraline sono state quella di Scala Greca e di via Bixio. Quest’ultima a settembre del 2015 è stata dismessa.
Quindi, non solo per i NMHC non abbiamo un limite normativo a cui riferirsi (l’ultimo decreto, il D.P.C.M del 28/03/1983, che ne fissava il limite a 200 ug/m3 con una media di tre ore consecutive è stato abrogato) ma, in sostanza, questo inquinante durante tutto l’anno 2015 (e finora) non è stato adeguatamente monitorato in città, benchè sia ormai chiara la sua corresponsabilità sui miasmi avvertiti dalla popolazione e benchè sia una famiglia di sostanza che può essere dannosa per la salute umana.
Nonostante ciò l’ARPA Siracusa ha comunque proceduto, nel rapporto relativo al 2015, a un’analisi dei dati riportando la media annuale e la concentrazione massima registrata nell’anno. I valori delle medie annuali (triennio 2013-2015), provenienti dalle tre centraline (quasi) funzionanti nel territorio urbano di Siracusa, riportano dati estremamente alti: sono tutti superiori a 60 ug/m3 con punte di 100 per la centralina di via Acquedotto (l’unica funzionante per tutto il 2015). I valori annuali mediati nel 2015, ripetiamo, devono tenere in considerazione il fatto che le centraline di Bixio e di Scala Greca hanno avuto parecchi fuori controllo. Il dato della centralina di via Acquedotto dovrebbe destare notevole preoccupazione, considerato che questa centralina è il “bianco” del territorio, in quanto è posta in città in una zona a pochissimo traffico e, quindi, i valori registrati sono determinati solamente da inquinanti giunti nella centralina attraverso il vento.
Ancora più allarmanti sono i valori delle concentrazioni massime orarie di NMHC che nel 2015 si sono mantenuti fra 900 e 1500 ug/m3, ben al di sopra di quanto previsto dal decreto abolito che era di 200ug/m3 (anche se questo valore era su una media di tre ore e non su una media di un’ora).
La seconda famiglia di sostanze puzzolenti (idrogeno solforato e derivati di questa sostanza) non viene monitorata nel territorio del comune di Siracusa (ad eccezione della centralina di Belvedere che fa parte della rete di monitoraggio industriale e che misura solo H2S). Cioè, nessuna delle cinque centraline della rete urbana ha misuratore che sia almeno in grado di misurare il solo solfuro di idrogeno, sostanza che insieme alle sue derivate è priva di un riferimento normativo nonostante che sia stata appurata la tossicità. Perché non sono stati installati in questi anni sistemi di fluorescenza nelle cinque centraline del Comune di Siracusa (centro) per misurare le quantità di solfuro di idrogeno nell’aria? E’ ovvio che risulta importante avere tutte le cinque centraline della rete di monitoraggio urbano sempre attive e in possesso dell’adeguata strumentazione per il campionamento in continuo delle due famiglie più importanti di sostanze odorigene. Questo, però purtroppo, non è accaduto e non accade. Lo dimostra il fatto che le centraline urbane sono state nel passato non funzionanti, per mesi sono stati privi dei controlli e manutenzioni necessarie, solo recentemente la centralina di Via Bixio è stata spostata al Pantheon ma ancora non risulta allacciata alla rete. Situazione sicuramente critica a cui è necessario porre rimedio.
E’ vero che, positivamente, quattro delle cinque centraline della rete urbana (è stata esclusa quella di via Dell’Acquedotto) sono state inserite all’interno del progetto per la realizzazione della Rete Regionale di monitoraggio della qualità dell’aria (affidato dalla Regione Siciliana ad ARPA Sicilia) ma in attesa di questa rete (che sarà costituita da 53 stazioni nell’intero territorio regionale) è necessario procedere all’adeguamento delle centraline esistenti con strumentazioni idonee al monitoraggio delle sostanze “non convenzionali”, cioè le sostanze odorigene.
La strumentazione mobile in possesso dall’ex provincia regionale è allocata al momento nell’area della cementeria Buzzi. Ma non ha senso tenerla li, sarebbe più opportuna installarla in un centro abitato per avere maggiori informazioni. L’AirSense di proprietà di ARPA Siracusa è invece installata a Melilli e con questa attrezzatura è stato possibile riuscire ad ottenere dei dati importanti sulle sostanze odorigene.

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