Le sostanze puzzolenti registrano valori allarmanti quasi tutte le notti in ogni parte della città. “I tavoli AIA sono l’ultimo treno da cogliere. Non vanno più date proroghe alle industrie”
La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016
Abbiamo sentito l’ing. Giuseppe Raimondo che segue da anni le problematiche ambientali –qualità della nostra provincia, principalmente come esperto del comune di Siracusa (anche se nel passato lo è stato anche per il comune di Augusta).
Giuseppe, che cosa fa l’amministrazione comunale di Siracusa e quali sono le criticità?
“L’amministrazione comunale non ha accesso, con il sistema “ecomanager”, ai dati della centralina della frazione di Belvedere, che fa parte della rete di monitoraggio industriale. Noi desidereremmo vedere giornalmente i dati di questa centralina perché Belvedere fa parte del centro abitato del comune di Siracusa. Potremmo fare della modellistica e quindi, per esempio, confrontare Scala Greca e Belvedere per avere un quadro più completo, ma purtroppo non riusciamo a farlo.
L’impegno da parte dell’Amministrazione di Siracusa è continuo. Sono stati presentati due esposti alla procura e il sindaco e gli assessori hanno sempre preso una posizione chiara su questi argomenti. Avevamo chiesto con gli assessori all’ambiente del Comune di Siracusa, Italia e Coppa, di avere strumentazione aggiuntiva e l’ex Provincia Regionale si era impegnata ad installare dei canister a soglia. Ma niente è stato fatto. Io continuo ancora con il canister mobile ad intervenire dopo gli episodi di cattiva qualità dell’aria. Vado a prendere il canister che si trova nella sede della polizia municipale e faccio il campionamento ma, ovviamente, molte volte il campionamento viene fatto in ritardo. Non è una situazione sostenibile. Grazie all’attività del Comune di Siracusa siamo riusciti a far inserire le cinque centraline della rete monitoraggio urbana della città di Siracusa, attualmente di proprietà del Libero Consorzio dei Comuni, nel piano regionale di monitoraggio degli inquinanti”.
Quale è la situazione degli inquinanti non normati?
“Gli idrocarburi non metanici (NMHC) sono costantemente sopra i 200ug/m3, quasi tutte le notti. Da qualche anno a questa parte si è presa maggiore coscienza di queste sostanze non normate. Fino a 5 anni fa non erano abbastanza note. Il fatto che non siano non normate non significa che non si debba fare nulla: si può, per esempio, mettersi d’accordo e fare un protocollo, stabilendo un limite. Io valuto i numeri giornalmente e questi numeri, purtroppo non possono lasciare indifferenti”.
Le prescrizioni AIA e le aziende del petrolchimico?
“I tavoli AIA sono l’ultimo treno che possiamo cogliere. C’è stata l’ISPRA che ha fatto dei sopralluoghi. La cosa determinante è che i comuni e le istituzioni non devono più rilasciare proroghe. Le aziende del petrolchimico devono accettare le prescrizioni e non devono ritardare nel tempo la loro esecuzione: i tempi devono essere ragionevoli, Gli impianti di recupero vapori, per il carico e scarico del pontile, funzionano solo per le benzine e non per il gasolio, perché per questo combustibile le aziende non hanno l’obbligo: purtroppo il 75% degli ormeggi carica e scarica gasolio e quindi non abbiamo risolto nulla. Gli alti valori di NMHC registrati nella centralina di via Dell’Acquedotto, che è una centralina “bianco”, derivano da una emissione diffusa degli inquinanti. Dobbiamo discutere con le aziende del petrolchimico sul discorso della “bolla”, dei punti di emissione specifica, della copertura delle vasche, delle navi che fanno carico e scarico, dei punti di emissione che fanno un effetto diffuso. Bisogna fare un cronoprogramma ragionevole. In caso contrario è una battaglia contro i mulini a vento”.
Conclude l’ing. Raimondo: “La popolazione non ne può più. Taranto non ha nulla da invidiare a Siracusa, la situazione è la stessa”.

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