L’ing. Geraci (Isab) lancia una filippica contro gli ambientalisti

Rintuzzato anche dai relatori: “Qui si muore di più e si muore di cancro”, “Alza muri”, “aizza lo scontro”

 

La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016

Ha lasciato basiti e sconcertati l’intervento dell’ingegnere Claudio Geraci, responsabile risorse umane e relazioni esterne dell’azienda ISAB, al convegno organizzato dal sindacato Femca Cisl e tenutosi, qualche giorno fa, presso l’Open Land di Siracusa dal titolo “Sostenibilità e Territorio; rappresentanza, sviluppo, responsabilità sociale”.

Un intervento fuori luogo, a nostro avviso, che anziché creare ponti con la popolazione, cercare contatti e soluzioni ai problemi ambientali nella nostra zona, ancora una volta non fa altro che dimostrare quanto sia radicale la posizione degli industriali del petrolchimico che preferiscono guardare la pagliuzza anziché la grave trave esistente.

L’intervento dell’ingegnere Geraci sarebbe stato possibile effettuarlo se noi vivessimo in un territorio scevro da problematiche ambientali, ma purtroppo le cose non stanno in questo modo. Bastava, infatti, anche nel momento stesso del suo intervento, aprire una delle finestre del salone dell’Open Land e sentire la puzza nauseabonda delle sostanze odorigene che anche quella mattina ammorbavano l’aria del siracusano, per constatare, ahinoi, che le cose non stanno come lui ha dichiarato.

Ci aspettavamo che l’ingegnere Geraci ci spiegasse come intende lui e la sua azienda contribuire al risanamento ambientale del territorio, come intende provvedere ad attuare ciò che si è messo nero su bianco nei diversi protocolli che si sono succeduti negli anni (e che sono stati per anni disattesi), come intende dotare la sua azienda (e, in generale, tutte le aziende del petrolchimico) alle BAT (Best available Technologies), come intende provvedere al risanamento del quadrilatero Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa, cosa ne pensi dell’elevata mortalità per cancro e per problemi respiratori, anziché scagliarsi contro i volontari delle associazioni ambientaliste e dei comitati che, senza percepire nessun compenso, impiegano il loro prezioso tempo ad informare e a lottare per il futuro di questo territorio. Cosa ne sarebbe stato di questa zona senza l’intervento degli ambientalisti che negli anni hanno esternato con passione le loro idee, agendo concretamente, anche di fronte allo strapotere delle imprese?

Gentile ing. Geraci, lei, purtroppo, lo ammetta, ha commesso un errore enorme a irridere i movimenti ambientalisti e a generalizzare, facendo passare il messaggio che dicono no per tutto. Se ne faccia una ragione: è possibile vederla diversamente da come la vede lei e chi lei rappresenta. Le consiglio di leggere un bel libro di storia dell’ambiente e capirà che le conquiste ambientali che si sono avuti negli ultimi duecento anni sono state raggiunte grazie all’operato di persone che hanno fatto parte e fanno parte di quei comitati spontanei che lei ha denigrato durante la sua presentazione. Capirà, inoltre, che le cose stanno cambiando. Molti suoi colleghi stanno facendo proprie le istanze dei movimenti ambientalisti e con loro, ed insieme a loro, stanno cercando concretamente di dare risposte. E certo non si sognano di irridere e di denigrare chi utilizza il proprio tempo e la propria passione per il bene della collettività. Lei, nel mostrare l’oltranzismo degli ambientalisti, si è mostrato ancora più radicale e per una persona che ha il suo ruolo e la sua posizione questo non è costruttivo.

Per fortuna, alcuni dei relatori che hanno avuto la parola dopo di lei hanno preso immediatamente le distanze da quello che lei ha detto e mostrato.

Padre Felice Saraceno durante il suo intervento, rivolgendosi all’ingegner Geraci, ha precisato che “si muore di più e si muore di cancro… se il futuro è la morte questa non è giustizia e non è sostenibilità”, mentre l’onorevole Marika Cirone De Marco ha dichiarato che non bisogna costruire barricate: “Ammetto che la presentazione brillante dell’ing. Geraci mi ha messo in allarme perché nella sua posizione di direttore delle risorse umane e delle relazioni esterne di ISAB ha costruito delle trincee come se i buoni fossero da una parte, in questo caso, dalla parte delle imprese. Io non credo alle divisioni manichee ma credo nel dialogo tra tutti gli stakeholder, comprese le popolazioni che sono ancora preoccupate”. Sullo stesso avviso è stato il sindaco Paolo Amenta, vicepresidente Anci, e il professore Salvo Adorno che ha dichiarato che nel novecento sono morte circa 100 milioni di persone per le guerre e genocidi e che ci sono stati il quadruplo di persone morte per questioni relative alla problematiche ambientali. “Il tipo di presentazione che è stata mostrata dall’ing. Geraci riduce i margini della comunicabilità e riduce la possibilità che le aziende hanno di affrontare le ragioni e le motivazioni della popolazione, perché si accentua lo scontro tra le posizioni radicali”.

Gentile ingegnere Geraci, nessuno ha mai messo in dubbioil ruolo occupazionale delle aziende nel nostro territorio ma le problematiche ambientali che sono derivate da questa industrializzazione non possono essere nascoste. Lei ha dichiarato che la sera prima aveva impiegato dieci minuti a mettere su la presentazione che ha mostrato: mi dispiace dirglielo, ma avrebbe potuto impiegare quel tempo per comprendere perché la popolazione siracusana è preoccupata e cosa lei e la sua azienda potrebbe fare per rasserenarla. 

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