Non solo arte. Ha ospitato cattedratici di Catania, Pisa, Parigi, dirigenti CNR e di Fisica Nucleare…” Enzo Monica: “Grave il comportamento di chi butta la spugna e si ritira sull’Aventino”
Galleria Roma è a un passo dal trasformarsi in qualcosa di diverso, se non addirittura dal chiudere. La causa non è l’esaurirsi dell’entusiasmo dei soci, fresco come al suo costituirsi vent’anni fa, o il venir meno della proposta culturale, sempre ricca e stimolante, bensì, prosaicamente, e mestamente, il vile denaro. L’affitto dell’immobile da una parte, e le spese di gestione dall’altra, ma con minore incidenza perché tutto sommato più sostenibili, sono il motivo della fine di un’attività che non può che leggersi come impoverimento dell’intera comunità.
Da quando nel 2012 le attività di Galleria Roma si sono aperte al territorio e alle altre associazioni culturali esistenti in città e si è stabilito un coordinamento con altre gallerie d’arte, la sede di piazza San Giuseppe ha accolto iniziative di alto valore e qualità come, tra le tante, quelle della dottoressa Simona Lo Iacono, e ha affrontato, insieme ai temi dell’arte, anche argomenti scientifici e di storia della fotografia (80 eventi l’anno e, per prepararli, non meno di 240 giorni).
Per alcuni incontri sono stati ospiti anche docenti universitari di Catania, Pisa, Parigi, dirigenti del Consiglio Nazionale Ricerche e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, gruppi musicali Jazz, folcloristici e di chitarra classica. Grazie allo streaming video sono stati realizzati collegamenti all’esterno con l’osservatorio astrofisico di Catania, palazzo Vermexio, l’auditorium dell’Insolera, e molti altri.
“Un ruolo di primo piano, nell’ampio ventaglio di iniziative e proposte di Galleria Roma, ha sempre avuto il suo fondatore Corrado Brancato che ci ha lasciati nel giugno 2015 – racconta il vicepresidente professor Enzo Monica -. Il 25 febbraio abbiamo voluto ricordare la sua figura di artista e organizzatore di eventi, e la sua intensa attività che ha consentito a tutti, e fondamentalmente ai giovani, di esprimersi nel campo dell’arte e della cultura. Si era trasferito da Pachino a Siracusa circa vent’anni fa e aveva fondato questa associazione culturale. Nel piccolo locale di via Roma venivano organizzate piccole esposizioni d’arte da parte di soci e amici ma è in via Maestranza 101, dove la sede si è trasferita dopo qualche anno, che alle esposizioni d’arte si sono aggiunte conferenze e attività culturali di largo respiro.
“Gli incontri, su temi di vario genere, avevano una cadenza settimanale e suscitavano un grande interesse nei frequentatori dell’associazione. La sede di circa 30 metri quadrati sembrava ormai insufficiente e così nel settembre del 2011 ci siamo trasferiti qui, in piazza San Giuseppe, in un locale più ampio e adeguato alle iniziative intraprese, una nuova sede inaugurata dal professore Paolo Giansiracusa e dall’avv. Corrado Piccione. Fu nominato allora presidente Salvo Zito, e io vicepresidente, ma Corrado Brancato, direttore artistico, sopraintendeva a tutto, e tutti si rivolgevano a lui per consigli e aiuto organizzativo. E così è stato ancora nel 2013 quando è divenuto presidente Corrado Di Pietro: il legame di amicizia e fiducia con Brancato è sempre rimasto forte, inossidabile. Purtroppo Corrado si è ammalato gravemente nel 2013 eppure, sebbene non sia più venuto qui, egualmente non ha mai fatto mancare il suo supporto e il suo consiglio. Una persona magnifica”.
Una bella scommessa in una città particolare, credo. Siracusa, i siracusani si mostrano sensibili e interessati alle proposte culturali, a iniziative di promozione, ma tutto diventa più difficile se poi la partecipazione deve esprimersi in appoggi più concreti, diciamo onerosi. C’è sempre bisogno di un mecenate, non è così?
Corrado Brancato, nella sua semplicità e sensibilità umana, non ha mai escluso alcuno e ha permesso a tutti di esprimere i loro interessi artistici e culturali, ha coinvolto giovani, anziani, intellettuali e artisti desiderosi di mostrare le loro opere, e per tutti è stato un amico sincero. Dopo la sua morte, le difficoltà economiche e gli impegni oltremodo gravosi hanno fatto allontanare alcuni soci dei primi anni. Salvo Zito, attuale nuovo presidente e socio da sempre, continuerà comunque in un’attività che però sarà, a mio parere, diversa da quella per cui l’associazione culturale era conosciuta a Siracusa e che è stata un servizio alla cittadinanza, sostituendosi in parte ai compiti dell’amministrazione comunale di promozione delle arti e delle scienze. La Galleria Roma non è stata e non voleva esserlo un centro elitario di arte e cultura. Tutti i soci sono sempre stati consapevoli che difficilmente nell’ambiente siracusano è possibile che sorga qualcosa di simile, non ci sono università o centri di ricerca, e la lontananza dai circuiti culturali nazionali e internazionali si fa sentire. Questo però non può essere un pretesto per non confrontarsi e aggiornarsi.
Il comportamento di chi non promuove conoscenza e dibattito è grave, tanto più se, consapevole delle lacune del nostro territorio, butta la spugna e si ritira sull’Aventino”.

Commenti recenti