L’avv. Lauretta Rinauro nuova coordinatrice provinciale di Libera

36enne di Avola, succede a Renata Giunta. “Vogliamo rafforzare le collaborazioni con le forze dell’ordine, non limitate alle occasioni formali”

 

Lauretta, una breve presentazione?

Ho 36 anni, sono di Avola ed esercito la professione di avvocato. Mi occupo anche di progettazione sociale per enti del Terzo Settore. Sono in Agesci dal 1995 e sono stata responsabile della Zona Netina. Attualmente sono presidente di una associazione culturale di Avola, Euforia, che ho fondato con alcuni amici e che si occupa di valorizzazione del territorio e sono impegnata nel gruppo Rete delle associazioni di volontariato che opera ad Avola. Opero anche nel comitato per la salute dell’ospedale unico Avola-Noto e per due mandati sono stata presidente della consulta per le politiche giovanili di Avola.

Come sei arrivata a Libera?

Sono socia di Libera dal 2009, anche se ho iniziato ad impegnarmi per la carovana antimafia dal 2008 e già prima avevo aderito a qualche iniziativa promossa da Libera a livello nazionale tramite la consulta giovanile di Avola. Mi ritrovo molto nei valori e nel messaggio di base che Libera lancia, probabilmente anche per la mia formazione, e, da quando ne faccio parte, cerco di vivere in pieno e fare mie le iniziative e le proposte. Credo molto nell’importanza del concetto di “bene comune” e penso che andrebbe riscoperto e rivalorizzato. Penso che Libera possa essere, nel suo campo (quello della cultura dell’antimafia e della legalità), fautrice di questo principio. Credo inoltre che in Libera ci siano tanti uomini e donne di carisma positivo che possano aiutare questo paese a crescere e migliorarsi attraverso l’esempio semplice di chi non si arrende, uno per tutti Don Ciotti. 

Adesso ne sei la Coordinatrice provinciale, ti aspettavi questa nomina? Quali sono le tue personali aspettative, come caratterizzerai il tuo ruolo in associazione?

Renata ha avuto l’esigenza di mettersi da parte per motivi personali. Non mi aspettavo la nomina, ma non nego che mi abbia fatto piacere e spero di essere all’altezza di chi si è impegnato prima di me ed ha dato tanto per far diffondere e crescere l’associazione e i suoi valori nel nostro territorio. Spero di poter dare l’input per ampliare e coordinare gli interventi positivi, che Libera può svolgere in provincia sia con riferimento alla diffusione della cultura della legalità tra i giovani, sia con riferimento alla collaborazione con le forze istituzionali, sia con riferimento al reimpiego dei beni confiscati. Ovviamente conto molto sull’apporto, sulle idee e sulle competenze dei soci del coordinamento e dei presìdi, perché ovviamente più si è più si può fare.

Di recente Libera è stata criticata e accusata di infiltrazioni mafiose. Qual è il tuo pensiero in merito?

Personalmente faccio mie le osservazioni manifestate da Don Ciotti: ci possono essere degli errori, si può criticare, ma non può essere calpestata la verità. Ci sono molte cose da migliorare, ma attenzione a generalizzare, a dire che tutto non funziona o peggio che tutto è sporco, perché il rischio è di buttare via quanto fatto, inculcando il cinismo e la rassegnazione, l’idea che in questo Paese è inutile impegnarsi perché non cambierà mai nulla. Le accuse generalizzate rappresentano critiche distruttive, espresse verso una realtà che sta aiutando da vent’anni l’Italia a riscoprirsi e riappropriarsi del maltolto. Credo nella giustizia e penso che bisogna affidarsi ad essa e attendere che in ogni ipotesi faccia il suo corso.

Le prossime attività dell’Associazione nel Territorio?

Innanzitutto Libera in Sicilia quest’anno ha il compito importante di promuovere il “21 marzo nazionale” (Giorno della Memoria delle Vittime della Mafia), che si terrà a Messina e che potrà essere un’occasione per sensibilizzare i più piccoli e i più giovani verso la cultura della legalità. In secondo luogo abbiamo già condiviso nel coordinamento l’idea di impegnarci per stimolare al riutilizzo dei numerosi beni confiscati presenti in provincia, anche attraverso collaborazioni concrete e di progettazione con gli enti pubblici che in questo momento risultano affidatari degli stessi. Ci attiveremo anche per rafforzare le collaborazioni con le forze dell’ordine, affinché non siano limitate solo alle occasioni formali, ma diventino pratiche e fattive. Vorremmo inoltre aprirci alle collaborazioni con le realtà del Terzo Settore, che però facciano propri e condividano i principi e gli ideali dell’associazione Libera, quale associazione di associazioni.

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