Almeno gli aiuti umanitari

La parabola verso la fine della democrazia, la spartizione del mondo a cura delle superpotenze super armate, lo sfruttamento indiscriminato dei popoli più fragili sembra oramai inarrestabile.
L’Europa sta affannosamente cercando di recuperare forza con la politica del riarmo, tra l’altro non con una politica comune, per potere entrare a pieno titolo nella spartizione insieme agli Stati Uniti, alla Russia ed alla Cina. Non sappiamo per quanto resisteranno le nostre democrazie all’interno di questa situazione, accerchiati come siamo da 3 non democrazie.
Cercheremo di fronteggiare questa parabola con tutti gli strumenti democratici, associativi, politici e non violenti a nostra disposizione, ma nel frattempo chiediamo che perlomeno emerga un po’ di umanità e si cerchi di fronteggiare le situazioni più acute di sofferenza disumane con aiuti immediati.
Il Sudan dove è in corso una guerra civile che ha già causato oltre 40.000 vittime ed ha costretto più di 12 milioni di persone a lasciare le proprie case. La crisi umanitaria è senza precedenti, con 30 milioni di persone che necessitano di aiuti umanitari, di cui 14 milioni sono bambini.
Gaza dove continua il genocidio dei palestinesi con 2 milioni di persone la cui stragrande maggioranza vive in tende spesso ridotte a brandelli dall’ultimo uragano, con scarse cure mediche a disposizione, con carenza di beni di prima necessità. Gaza dove si continua a morire ed è chiaro l’intento genocidario e si passa alla fase 2 del piano Trump che non si può realizzare se Hamas non viene disarmato. Ma quali sono le trattative in corso con Hamas per realizzare questo obiettivo? Nel frattempo in Cisgiodania i coloni continuano a distruggere e a cacciare i palestinesi.
Attiviamoci tutti per chiedere l’intervento di quel che resta di istituzioni internazionali e stati democratici perlomeno per agire su queste emergenze.
Chiediamo aiuti sicuri e rapidi!!!
Al governo italiano chiediamo un po’ di attenzione che vada oltre la formale accoglienza di Abu Mazen e a tutti i partiti di opposizione di farsi sentire anche con eclatanti ma non violente azioni di protesta per far sì che qualcosa si muova in tal senso.
Tati Sgarlata, Chicca Fascetta

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