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Gli inviti e i timori di Mattarella del Presidente della Repubblica e gli interessi e le contraddizioni di un mondo diviso ed ostile

Mattarella è il Presidente fa il suo mestiere di ‘padre nobile’ di tutti gli italiani, simpatici ed antipatici che siano, al contrario della (o del) premier Meloni e dei suoi due triunviri l’ignorante, psico-narcisista ma perverso Salvini e l’insulso, ordinario e prevedibile Tajani

Non può affermare il Presidente, i suoi reali pensieri probabilmente, dentro il suo abito scuro e austero di onore istituzionale, forte di una salda cultura politica di cattolico praticante ed ex democristiano ecumenico e lungimirante raccomanda prudenza, raccomanda cautela nel desiderio comprensibile di evitare il peggio a persone e cose, conscio della debolezza tutta italiana, altalenante tra il dover comunque compiacere l’amico americano D. Trump e l’universo MAGA sempre più importante e il non dover troppo dispiacere l’amico israeliano B. Netanyahu e il suo governo di folli cacciatori di teste, tutti atteggiamenti che ci fan rimpiangere, senti, senti, persino G. Andreotti e B. Craxi. Domina la scena in cui si muove Mattarella, una compiacente acquiescenza del governo dei ‘patrioti’ (quelli del Gianicolo o quelli della X MAS non è chiarito) che in questi giorni si sostanzia in una timida e moderatissima quanto simbolica mobilitazione materiale, con l’invio di una fregata militare, a formale tutela dei nostri connazionali ma anche dei civili attivisti stranieri, imbarcati sulla Flottilla, nel caso molto serio e probabile di azioni di guerra/pirateria dei militari israeliani con uso della forza e della violenza di cui sono capaci e convintamente esecutori

Certo sarebbe meglio evitare il disastro di un attacco alle imbarcazioni pacifiste ed umanitarie e non solo per i notevoli e seri rischi a carico di equipaggi e della loro incolumità ma anche per le ripercussioni politiche che un grave ‘incidente diplomatico’ d’inedita portata come quello ipotizzabile a riguardo, comporterebbe tra gli stati che esprimono le nazionalità imbarcate sulla Flottilla (di cui la quasi totalità hanno condannato Israele e la politica di sterminio in atto, riconoscendo alcuni addirittura la forma statuale della Palestina) e lo stato d’Israele, una crisi politica di portata non indifferente A questo punto drammatico o tragico (dio non voglia) che sarà, Germania e Italia saranno veramente in un guaio politico enorme

Che faranno a questo punto i TRIUNVIRI dell’italico governo dei Patrioti come potranno giustificare e giustificarsi agli occhi di una pubblica opinione nazionale (in buona parte), europea e finanche mondiale?

I rischi di una crisi istituzionale sono forti e reali il governo dovrebbe affrontare giorni difficili nel tentativo di non rompere i rapporti diplomatici con Netanyahu, di non litigare con lo psicotico e collerico D. Trump e di salvarsi comunque da una crisi di governo

La Meloni, in questo scenario fosco di fantapolitica, sempre meno di fantasia, dovrà fare affidamento sulla lealtà e fedeltà degli alleati di governo ovvero l’infido Salvini supportato dal vice segretario paramilitare Vannacci ed il pavido e opportunista Taiani con la fam. Berlusconi, che per mero calcolo di perdite o guadagni, potrebbero pure scegliere di staccare la spina decretando la fine del ‘patriottismo’ al governo.

Staremo a vedere, attendendo con vera e partecipate preoccupazione, gli sviluppi e i probabili esiti di una vicenda che associa pericolosamente, una generosa iniziativa di civismo ed impegno popolare come quella della Global Sumud Flottilla, con un intrigatissimo War Game reale, complicato da interessi in parte inconfessati ed inconfessabili dei governanti/dominanti e una crisi mondiale che vede stati e governi nazionali, come mai divisi, indeboliti e resi impotenti o volutamente assenti nei loro consessi di rappresentanza e di gestione delle crisi (ONU, OMS, NATO, LEGA ARABA ecc.) sulla gestione di crisi, conflitti ed emergenze umanitarie di portata enorme Di certo una matassa difficilissima da sbrogliar

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