Il libro racconta come gli artisti hanno affrontato nella loro opera il rapporto con il trascendente e in che modo hanno trattato l’immagine di Cristo, interpretandone la figura con l’obiettivo di rendere visibile l’invisibile. Esso esamina il modo in cui gli artisti di oggi hanno ridisegnato sul piano iconografico, e inevitabilmente teologico, la figura di Cristo alla luce dei mutamenti storici e dello sviluppo di nuovi linguaggi. Approda all’arte dei nostri giorni mettendo in evidenza come, già dalla seconda metà dell’Ottocento, la rappresentazione di Cristo tende a sottrarsi alla narrazione religiosa per farsi simbolo della sofferenza umana. Il sessantunenne Demetrio Paparoni ha fondato nel 1983 a Siracusa la rivista d’arte contemporanea “Tema Celeste”, che ha diretto fino al 2000. Ha curato numerose monografie di grandi protagonisti della scena artistica internazionale. Negli ultimi anni ha scritto saggi per i cataloghi delle grandi mostre che la città di Milano ha dedicato ad Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, David LaChapelle, Edward Hopper, Roy Lichtenstein, Tony Oursler, Anish Kapoor. Tra i suoi libri: L’astrazione ridefinita (Tema Celeste, 1994), Il corpo vedente dell’arte (Castelvecchi, 1997), Il corpo parlante dell’arte (Castelvecchi, 1997), L’arte contemporanea e il suo metodo (Neri Pozza, 2005), Eretica (Skira, 2006), Il bello, il buono e il cattivo (Ponte alle Grazie, 2014). Quest’ultimo – che ha ottenuto importanti recensioni del Corriere della Sera, di Repubblica e dei più prestigiosi giornali europei – è diventato un best seller della saggistica nel settore. Nel 2013, Paparoni, da sempre legato da rapporti di stima e di amicizia col nostro direttore, ha voluto presenziare alla mostra di solidarietà alla Civetta di Minerva, organizzata nel salone delle esposizioni della Provincia Regionale in via Roma. In quell’occasione, grazie alla sua presenza e alla sapiente regia di Alberto Baio e di Annibale Vanetti, inviarono lavori, oltre ad affermati artisti siracusani, pittori di diverse città italiane – tra cui anche il direttore dell’Accademia di Brera – e di altri Paesi, compresi un bostoniano e un’artista russa. |
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