L’ex Spero insiste con la Soprintendenza: 268 milioni di risarcimento!

Il progetto è ormai in dirittura d’arrivo anche se qualcuno storce il naso. Energie Nuove, ad esempio: “La quota prevista del 10% per la ricettività passa al 38,85% con la conseguenza gravissima di violazione del PRG vigente e a discapito delle strutture del Centro Congressi”

 

Non appaiono per nulla peregrine le riflessioni del vice presidente di Forza Italia Sicilia, Edy Bandiera, in merito alla “opportunità istituzionale e politica” dell’avere svolto nell’area dell’ex Spero i due giorni della Leopolda in salsa siracusana (nulla di nuovo per una classe politica abituata da sempre, senza alcun tentennamento, a organizzare convegni e congressi di partito in strutture abusive) dal momento che la società “ha in itinere una serie di progetti in fase di istruttoria e approvazione al Comune”.

Nelle more della definizione del progetto e di un’approvazione che oramai si dà comunque per scontata, meglio sarebbe stato scegliere una diversa location e forse anche dare un diverso titolo all’evento. Lo slogan “Spero 2020 – Il futuro è… fare insieme” ha generato qualche perplessità ed è apparsa, ai malpensanti, a quelli che fanno della dietrologia una bussola interpretativa (proprio come quel Cardinale Mazzarino evocato da Bandiera: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”), come un’apertura di credito per quanto accadrà in quell’area da un punto di vista urbanistico.

E’ infatti questa la lettura che dà Bandiera della scelta fatta, collegandola a quanto accaduto nel 2012 in seduta consiliare. Allora, era il 3 luglio, tutto il partito democratico, capogruppo Garozzo, “votava unanimemente l’approvazione del piano particolareggiato dell’area ex Spero, lasciando stupiti il sottoscritto e l’indimenticato Ettore Di Giovanni, che ci distinguemmo in quella votazione per essere gli unici in Consiglio Comunale a votare contro a quella che, seppur probabilmente legittima, appariva una discutibile interpretazione delle previsioni di piano che avrebbe imposto di rivedere il piano esecutivo in conformità al chiaro disposto del prg”. 

Che tutta l’immensa area vada riqualificata è un’ovvietà, che lo possa fare solo l’imprenditoria privata, naturalmente con proprio profitto, idem, ma che questo si debba poi tradurre in violazione delle norme (per altro scritte dalla stessa amministrazione) o in una spregiudicata interpretazione delle stesse, ce ne corre. Eppure, ricorda Edy Bandiera, questo è stato fatto: “Migliaia di mq sottratti alla destinazione primaria prevista dal piano (centro congressi) e destinati invece a ricettività. Difatti, la norma del PRG prevedeva il recupero dell’area per la realizzazione del centro congressi e dei servizi annessi; consentiva la destinazione, sino a un massimo del 10% della Superficie Lorda Ammissibile, a turistica ricettiva, commerciale e direzionale, e, inoltre, la destinazione del 40% a residenze. Il Piano Particolareggiato esecutivo, invece, accorpando, in contrasto con la lettera della norma, la destinazione “ricettiva” ai “servizi annessi” al centro congressi, destinava nei fatti a tale funzione ricettiva il 38,8% della S.L.A, con un’interpretazione in contrasto con la ratio del prg, assegnando circa 2.000 metri quadrati in più alla recettività.

Lo stesso Ufficio tecnico del Comune, in istruttoria, aveva fatto notare tale discrasia, anche se, successivamente, fece propria la interpretazione dell’impresa proponente.

Nel merito furono queste le ragioni tecniche, legate al possibile contrasto con la norma di Piano, che convinsero, senza dubbio alcuno, l’avvocato Di Giovanni e il sottoscritto ad esprimerci contrariamente su quel provvedimento”.

Sappiamo che, attraverso incontri informali con la Soprintendenza e la stessa amministrazione comunale, l’ultima proposta è stata, in linea di massima, condivisa. Sono state accolte le prescrizioni della Soprintendenza e del Genio Civile, è stata limitata l’altezza degli edifici che non supererà quella attuale, si è cercato di recuperare sulla terraferma la cubatura sottratta al mare, all’isola artificiale, mantenendo però tutti quei servizi necessari a ottenere la qualifica di “Marina”.

Un progetto che oggi viene ritenuto “qualitativamente apprezzabile” ma non da tutti.

Scrive infatti l’associazione Energie Nuove in accordo con Bandiera: “Facendo un semplice calcolo, la quota prevista del 10% per la ricettività passa al 38,85% con la conseguenza gravissima di violazione del PRG vigente e a discapito delle strutture del Centro Congressi così come previste dallo stesso. Avevamo lasciato alcuni di questi consiglieri a raccogliere personalmente firme per la campagna “Salviamo il paesaggio, destinata a monitorare il numero di appartamenti sfitti e in vendita in Italia al fine di scongiurare nuove speculazioni di edilizia abitativa, adesso li ritroviamo, non solo ad autorizzare la realizzazione di non comprensibili, in un Centro Congressi, appartamenti residenziali di cui il mercato immobiliare certamente non sente il bisogno, ma anche ad avallare una dilatazione delle strutture ricettive in contrasto al Piano Regolatore.

“Si ha un gran bel parlare di decrescita felice, di borsette equo-solidali e pantaloni di velluto a coste che fanno molto ‘Nanni Moretti’ quando si prendono scivoloni di questo genere. Certe riflessioni, pur giuste, se non si rispecchiano nell’azione politica cittadina sono destinate a rimanere un esercizio di pura erudizione. Ciò che preoccupa è anche la pratica continua di un trasversalismo di cui la politica, e i futuri candidati dei prossimi appuntamenti elettorali, dovrebbero fare a meno. Le affermazioni dei consiglieri del PD ci ricordano molto da vicino le dichiarazioni fatte da Bufardeci in un articolo di un mese fa, quando sponsorizzava speculazioni e cementificazioni in nome di una fantomatica crescita economica della nostra città.

“I politici che da un ventennio a questa parte governano Siracusa (Gianni, Bufardeci, Visentin, Prestigiacomo) si lamentano che gli ambientalisti hanno frenato lo sviluppo delle città quando invece nessuno compra più appartamenti perché non ci sono posti di lavoro. Sono proprio loro i colpevoli del fallimento economico della provincia, incapaci come sono stati di portare avanti progettualità più in linea con le scelte operate in Europa e nel mondo, in città dotate di un capitale archeologico e paesaggistico di gran lunga inferiore al nostro. Non vorremmo dunque trovarci il prossimo anno con un Comune di colore diverso ma con logiche politiche analoghe a quelle attuali.

Risulta dunque sempre una chimera riuscire a coniugare l’investimento dei privati, capace di produrre risultati eccezionali come la ristrutturazione, splendida, di palazzo Bongiovanni della Società Algilà, al rispetto delle norme (cubature, sopraelevazioni…), e anche i compromessi,che diventano necessari per conseguire i risultati cercati, a volte risultano per lo più sbilanciati in un solo senso.

Anche in questo caso leggiamo una certa refrattarietà alle regole e sarebbe forse già una dimostrazione di buona volontà da parte della Ditta Spero recedere intanto dalle azioni giudiziarie intraprese contro la Soprintendenza e ancora in essere, per quel che sappiamo.

La ditta infatti, nonostante avesse perso il primo ricorso amministrativo, con cui chiedeva l’annullamento del divieto al primo progetto e del piano paesaggistico di Siracusa, e insieme avanzava una pretesa di risarcimento danni nei confronti di tre dirigenti (Lanteri, Spataro, Trigilia) della Soprintendenza, colpevoli di parere negativo, pari a 200 milioni, ha continuato la sua azione legale con un secondo ricorso al CGA. In questo caso non solo ha richiesto la revisione della sentenza nel suo complesso, e dunque anche la parte relativa al piano paesaggistico, ma ha ricalcolato il risarcimento preteso a 268 milioni. Un’azione che non dovrebbe avere più ragion d’essere dal momento che, come capiamo, il nuovo progetto è da considerarsi ormai approvato. La prossima conferenza dei servizi non sarà che una presa d’atto.

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