Tanti chef siciliani propongono piatti coi tartufi degli Iblei

Le nostre colline producono da maggio a settembre un tubero nero liscio, da giugno a ottobre uno nero estivo o scorzone, da ottobre a dicembre il tartufo nero più pregiato, molto più aromatico rispetto allo scorzone, da marzo a maggio il bianchetto

 

La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017

Soltanto fino a pochi anni fa (circa 10) nessuno era a conoscenza del fatto che la nostra meravigliosa terra, oltre alle numerose prelibatezze che produce da sempre, ne produceva un’altra sotto alcuni centimetri di terra, e quindi invisibile agli occhi umani, ma non all’olfatto dei nostri amici a quattro zampe che, a spasso tra i boschi di querce, non essendo addestrati allo scopo, magari si fermavano qualche secondo e poi proseguivano in cerca di qualche lepre o qualche coturnice, trascurando ahinoi i preziosi funghi ipogei chiamati volgarmente tartufi.

Le nostre colline iblee infatti producono da maggio a settembre il Tuber Macrosporum (tartufo nero liscio), da giugno a ottobre il Tuber Aestivum (tartufo nero estivo o scorzone), da ottobre a dicembre il Tuber Uncinatum, tartufo nero più pregiato, molto più aromatico rispetto allo scorzone, da marzo a maggio il Tuber Borchii Vittadini (bianchetto). Sono tutti ottimi prodotti che si adattano alla preparazione di primi piatti (da soli, in purezza) e in abbinamento con pesce e/o funghi, in crema con tartare e crudi di pesce.

Non è invece presente nell’isola il prezioso e rinomato Tuber Magnatum Pico (tartufo bianco).

Si deve ad alcuni appassionati cavatori siciliani coadiuvati da indispensabili ausiliari (cani da tartufo) se da alcuni anni il prezioso prodotto sta entrando nella ristorazione siciliana migliore con successo e gradimento da parte di un’utenza sempre più attenta al cibo genuino di qualità. Anche merito di cuochi e chef che, ritenendo di valorizzare un prodotto genuino del nostro territorio, lo hanno introdotto in primi piatti a base di pesce appartenenti alla tradizione culinaria siciliana con accostamenti di rara prelibatezza.

Sono ormai diversi i ristoranti in Sicilia che propongono piatti a base di tartufo, sollecitati da una clientela che dimostra a quanto pare di apprezzare il prezioso tubero.

Qui di seguito una ricetta per primo piatto: Tagliatelle con tartufo in crema su purea di patate e ceci e riccioli di guanciale

Preparare una purea di patate e ceci (lesse e schiacciate nel mixer assieme ai ceci aggiungendo brodo vegetale).

In una padella capiente sciogliere burro adeguato alle porzioni da servire. Aggiungere la crema di tartufo preparata in precedenza con tartufo in scaglie nel mixer, olio di semi di girasole, sale e pepe). (Consistenza del pesto). Mettere in padella le tagliatelle molto umide (con un po’ di acqua di cottura)… amalgamare bene. Impiattare sul fondo di purea.

Completare con un po’ di tartufo grattugiato e grana. Guarnire con riccioli croccanti di guanciale.

 

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