“Il turismo a Siracusa cresce assai più che a Taormina”

Intervista all’assessore Francesco Italia, recentemente premiato tra i sette più fattivi amministratori pubblici nel settore in Sicilia. “Lo sviluppo si è concentrato soprattutto nel centro storico, dove si verificano alcune disfunzioni. Ma io sono il primo a chiedere i controlli”

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

In occasione dell’inaugurazione della borsa del turismo siciliano Travelexpo, un’apposita giuria ha designato tra “I magnifici sette del turismo siciliano” l’assessore al turismo del Comune di Siracusa, nonché vicesindaco, Francesco Italia.

Una bella soddisfazione, se l’aspettava?

È’ un riconoscimento che va a tutta l’Amministrazione e premia gli sforzi e i risultati ottenuti in termini di collaborazione tra istituzioni, operatori di settore e associazioni.

Eppure, se sfogliamo le ormai inevitabili pagine facebook, oltre alle solite cantilene di chi ne sa sempre più degli altri, non mancano critiche e polemiche per ciò che sta diventando Ortigia, anche a seguito degli ultimi eventi.

Siracusa ha avuto un notevole sviluppo in questi anni. Non sono io a dirlo ma i dati statistici. La crescita turistica di Siracusa supera di gran lunga quella delle altre province e di Taormina in particolare. Lo sviluppo, per ovvie ragioni, si è concentrato in Ortigia evidenziando alcune disfunzioni che non nego. Ma ognuno deve fare la propria parte e i controlli sono indispensabili.

L’accusa più frequente che le viene rivolta riguarda la crescita continua di occupazione di suolo pubblico, tra tavolini, dehors e banchetti di discutibili attività. In effetti si percepisce una mancanza di regole e controlli.

Io sono il primo a lamentarsi per l’abusivismo di tavolini e dehors. In questi anni ho prodotto decine di mail per sollecitare controlli e provvedimenti agli uffici preposti e posso dimostrarlo in qualunque momento. Sono disponibile a discutere regole con tutti ma se ognuno non fa il proprio dovere, o non lo ha potuto svolgere, non è certo colpa mia. Sono il primo a chiedere il rispetto di norme e regole, e sono pronto a dimettermi se non verranno accolti i miei appelli.

In ogni angolo di Ortigia si allestiscono banchetti di tour boat o altre attività. Non sono un po’ troppi e soprattutto abbastanza trash, come l’ultimo chiosco della Marina?

Si presentano tutti con regolari licenze e autorizzazioni, rilasciati dai vari enti preposti, compresa la Soprintendenza. Perché dovrei essere io ad oppormi se sono in regola? Per quanto mi risulta, i tour boat rispondono ad una domanda di mercato e tolgono dalla strada una decina di operatori altrimenti a serio rischio di disoccupazione. Pur tuttavia ci tengo a dire che ultimamente all’Uffico Ortigia siamo riusciti a bloccare una ventina di richieste di Info Point e in Commissione Urbanistica tre richieste di chioschi.

Si lamentano anche i residenti, troppo caos e soprattutto mancanza di parcheggi.

Ripeto, ci vogliono i controlli. Per quanto riguarda i parcheggi, è da 3 anni che il sottoscritto ha formalmente richiesto l’incremento delle strisce gialle. Finalmente, a breve, dovremmo vederne i risultati. Ma abbiamo anche istituito i bus navetta e i taxi a 2 euro. Eppure la gente preferisce usare la macchina con tutte le conseguenze relative. Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, mentre viene facile a tutti prendersela con l’assessore al turismo.

Però tutti gli eventi in Ortigia, perché?

Abbiamo provato a delocalizzare alcuni eventi su piazza S. Lucia, S. Giovanni. Ma gli organizzatori non erano d’accordo: Ortigia, o ce ne andiamo a Noto, a Taormina. Dovevamo forse scegliere di non realizzarli? Pensi che per l’evento itinerante della Conad ci avevano chiesto Piazza Duomo. Vuole un altro esempio? La Festa della Musica, abbiamo provato a spostarla da Ortigia. Su nostra indicazione si è svolta un anno a Fontane Bianche, un altro allo sbarcadero S. Lucia. Ma non ha ottenuto lo stesso successo che aveva in Ortigia. Risultato? Gli organizzatori hanno detto o Ortigia o niente. Per ultimo, il Sabir Festival delle Culture Mediterranee stessa musica. Proposta piazza S. Lucia ma rifiuto categorico. C’è da riscontrare che, a parte qualche disfunzione e disagio, il successo delle ultime iniziative è stato enorme e al di sopra di qualsiasi aspettativa. La gente ha gradito e l’economia ne ha tratto giovamento.

Allora manchiamo di programmazione, di pianificazione?

La programmazione, la pianificazione è possibile quando si hanno somme a disposizione. Questa amministrazione, come tante altre, per vari motivi, non ha risorse finanziare per permettersi un cartellone di proprie iniziative. Gli eventi che riusciamo a realizzare o sono a costo zero oppure dobbiamo essere bravi ad intercettarli, a tessere rapporti e curare le giuste relazioni, ad essere presenti e creare le condizioni per favorirli, accoglierli e gestirli, spesso tra mille difficoltà e anche inevitabile improvvisazione. Ma se molte iniziative di carattere nazionale e internazionale sono arrivate da noi, qualche merito ce lo avremo.

Un’altra accusa che le rivolgono è di non confrontarsi con la città, di non ascoltare proposte e consigli dalla base.

Niente di più falso. Certo, non vado dietro ai post su facebook, ma credo molto nel confronto. Dirò di più, io sono cresciuto con lo spirito di squadra, da soli non si va da nessuna parte. Credo molto nel senso di Comunità, intesa come continua ricerca di coesione, di coinvolgimento e partecipazione. La classe pensante, dirigente non è quella che sta dietro una tastiera a lamentarsi che fuori piove ma quella che fa proposte, che partecipa, che ci mette del suo. Io rispetto le critiche e il ruolo dell’opposizione, ma mi aspetterei da essa proposte concrete per risolvere i problemi e progetti realizzabili, non contrapposizioni ideologiche o sterili polemiche. Io parlo con tutti, ricevo chiunque me lo chieda. Gli eventi nascono parlando con la gente, dagli spunti che ci offrono. “2750 anni” è nato da una proposta delle guide turistiche; “Aperto per Cultura” e il gemellaggio con la città di Alessandria lo abbiamo costruito con Confcommercio, coinvolgendo i ristoratori e altre categorie. I taxi a 2 euro sono frutto di una concertazione con gli operatori di settore, così tante altre attività. So di un prossimo convegno sul turismo in Ortigia ma se non mi invitano non posso essere accusato di rifiutare il confronto.

Allora va tutto bene? Si ritiene soddisfatto?

No, per niente. Non va tutto bene. Abbiamo ancora diversi problemi importanti da risolvere, innanzitutto in termini di viabilità e controlli. Gestire ed affrontare le emergenze quotidiane con risorse all’osso e senza tagliare la spesa per i servizi sociali è estremamente complicato. Amministrare è difficile, realizzare progetti senza soldi ancora di più. Servono le risorse ma ci vuole soprattutto più senso civico, meno contrapposizioni, un cambio di mentalità, una maggiore crescita culturale. E ci vuole tempo, più di quanto avessi immaginato.

Tuttavia abbiamo fatto notevoli progressi e realizzato cose che nessun’altra amministrazione prima aveva fatto: abbiamo aperto il teatro comunale; avviato la raccolta differenziata e bandita la nuova gara sui rifiuti (per due anni e mezzo bloccata all’Urega a cui nessuno, guarda caso, ha rivolto proteste come invece sono arrivate a noi); abbiamo garantito l’accesso al mare in città grazie ai solarium molto apprezzati da turisti e residenti; abbiamo istituito i bus navetta; aperto al pubblico cinque nuovi siti e dato lavoro per la gestione; abbiamo ospitato il campionato mondiale di canoa polo e molti altri eventi di livello internazionale. Abbiamo sistemato Montevergini e accolto importantissime mostre.

Quattro anni fa corso Umberto era desolante, ora è pieno di gente e di locali. Sono consapevole che c’è ancora molto altro da fare e meglio, ma mi sento di poter guardare la gente dritto negli occhi, di avere la coscienza a posto e di aver dato il massimo per la mia città. Certo poi se su facebook ha più evidenza il post sul traffico invece che la Mostra sui Sarcofagi Egizi (di cui parla tutto il mondo)… pazienza.

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