Il libretto di Passanisi. Se fai una pausa sarà per poco

Giuseppe Raniolo in prefazione: “Carmelo è un funambolo delle pensate, un prestigiatore dell’aforisma, vive la vita per immersione o per combustione”

 

La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017

Quando prendi in mano il libretto di Carmelo Passanisi la domanda sorge spontanea: “Ma questo che vuole da me?”. Alla fine, ma soltanto alla fine, t’accorgi che lui non vuole niente, nel senso di pretendere. Lui vuole soltanto scrivere, svuotare l’empito di tutto quello che gli urge dentro, tra immaginazioni, balenii, intuizioni, congetture, allucinazioni che possano essere. E travasa tutto nella pagina, nero  su bianco.

Ma chi  è questo Carmelo? Ci prova a dirlo Giuseppe Raniolo in prefazione. Buono, quello! Un altro che con le parole ci gioca, un funambolo delle pensate, un prestigiatore dell’aforisma. “Carmelo – esordisce Raniolo – vive la vita per immersione o per combustione”. Tiratevi il  conto. E mettetevi a leggere  il  seguito. Fatti vostri.

Intanto ricontrollate il titolo, che già al primo sguardo vi ha fatto sgrignare: “Come?…”. Il  titolo  ve lo ripassate, ma non avete letto male: sempre quello  è: “Perfezioni involontarie, meditazioni poetiche di un finto  russo”. E cominciate  a leggere. “Dov’ero quando non ti conoscevo? Dov’ero quando non ti pensavo? Crescevo e vivevo, amore mio. Crescevo  e  vivevo e mi preparavo per essere tuo”.

Superato il vago sospetto sbagliato di un romanticismo adolescenziale, è bene andare avanti anche per appurare com’è che “Prova d’Autore” di Nives Levan, Catania, questo libretto l’ha editato. Solo alla fine ti accorgi che ha fatto bene. Perché, il tempo che ci vuole, emergi  da una full  immersion in cui hai appreso che  esistono gli altri e il  te stesso non  esiste. Tanto per gradire.

“Devi” meditare, signor lettore o signora lettrice, chiunque tu sia. Non ho spiegazioni alate da darti, tu che stai leggendo. Perché hai capito da te che questo libretto di  Carmelo Passanisi hai  fatto bene ad impossessartene.

E non per capire il gioco delle tre carte, non per scoprire l’astruso senso della vita, non perché qualcuno è salito in cattedra per indottrinarti. Ma perché ti accorgi che nel gioco delle  tre carte c’è quasi sempre qualcun altro che vince, perché ti accorgi che certe di quelle cose che hai letto, di quei pensierini e quelle congetture, qualche volta, magari con parole tue, ti sono già balenate per un secondo. Non tutte, certo. Anche perché Carmelo Passanisi quelle cose le scrive e tu no.

E ora, che ti aspetti? Il pistolotto finale? Solo un consiglio: se sei arrivato a pag. 82, riponilo questo libretto di Passanisi. Riposa le meningi e le pulsioni. Pensa ad altro. Ma ti avverto: non vedrai l’ora di riprenderlo in mano e di rileggerlo. Non ho bisogno di dirti perché.

Da leggere

CASTELLI IN ARIA, AL TEATRO GRECO

“Io veramente volevo nascere  scogghiu re ru frati” disse la sacra pietra. Per me che …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti