La pittrice che ha scelto Ortigia per proporre il ritorno alle origini della cultura mediterranea e il titolare del dicastero della Cultura in quattro governi, cui si devono l’Arche alla Défense, la Cité de la Musique, il Grand Louvre, la Pyramide
La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017
Marie Thérèse Joly. Nelle sue biografie non è segnata la data di nascita: Vi si scrive: “Nata nel XX° secolo”. E a chi la chiede direttamente a lei risponde: “Gli artisti sono eterni”. Eterni, come i miti greci che la ispirano e che hanno segnato il suo percorso. Dalle Belle Arti di Parigi, lascia giovanissima la capitale francese verso quella delle arti in Italia: Firenze. La descrive un “paradiso in terra”. Studiando all’Accademia delle Belle Arti fiorentina, si appassiona alla cultura europea. Le sue opere si ispirano ai miti fondatori: i paesaggi della Grecia e le sue leggende eroiche. Dalla Toscana, Maria Teresa approda a Siracusa, centro dell’ellenismo. “Ero come un pesce nell’acqua. Ho vissuto con i sogni della mitologia greca”, confida.
Innamorata del vecchio continente e delle sue antiche origini, premiata un po’ dappertutto nel mondo per le sue opere, preferisce esporre in Germania e in Spagna piuttosto che a New York. “Io difendo l’Europa della cultura che comincia dalla Magna Grecia. E’ il nostro pilastro. E’ per questo che voglio restarvi”. Scrive, infatti, di lei Maria Maddalena Mosco, direttrice del Museo degli Argenti e del Museo delle Porcellane a Firenze: “La proposta della Joly di un nuovo “nostos”, o ritorno alle origini della cultura mediterranea, assume il sapore di una poetica provocazione, di un ammaliante invito a Ortigia, nella terra ispiratrice alla quale ogni anno l’artista ritorna con suo fantastico seguito di eroi, di eroine, di guerriere e divinità che sotto la sua guida acquistano vita, pronti a recitare ancora per noi nel teatro greco la favola della vita”.
Jack Lang. Esponente del Partito Socialista, è noto soprattutto per essere stato per complessivamente dieci anni ministro della Cultura francese, dal 1981 al 1986 e ancora dal 1988 al 1993. Fu Ministro dell’Educazione dal 1992 al 1993 e dal 2000 al 2002. È l’inventore della Festa della Musica e delle Giornate nazionali del patrimonio. Durante la sua gestione il bilancio del ministero della Cultura è lievitato enormemente, aprendo la strada a una moltiplicazione d’iniziative e d’eventi. Grazie al suo impulso e alla sua forte personalità, in Francia è stata promossa la cultura in tutte le sue espressioni, anche quelle più popolari. E a lasciare una traccia permanente del suo passaggio al Ministero della Cultura, i Grands Travaux realizzati negli anni novanta sotto l’egida di Mitterrand: l’Arche alla Défense, la Cité de la Musique, il Grand Louvre, la Pyramide dell’architetto Ieoh Ming Pei, l’Opéra Bastille.

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