Le radici della nostra storia nei barconi detti “scieri”, attualmente relegati in un angolo in attesa di una più dignitosa sistemazione, esposti al degrado e agli agenti atmosferici che ne stanno compromettendo l’integrità
La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017
Nel passato gli Aliffi erano una stirpe prevalentemente di Calafatari siracusani, lavoro artigianale tramandato di padre in figlio fino alla generazione di mio padre. A metà del 1800 il Principe di Villadorata, proprietario della tonnara di Marzamemi, chiamò un mio trisavolo, Pasquale Aliffi, perché svolgesse la sua attività proprio in quel piccolo borgo di pescatori. E fu così che nacque la stirpe degli Aliffi di Marzamemi.
Gli scieri di cui parliamo furono costruiti dai miei avi e il posizionamento a scala delle travi ordinate a prora di quei barconi ne è una firma indelebile poiché nessuno sapeva fare minuziosamente quelle prore con quel metodo, in tutta la provincia di Siracusa, se non gli Aliffi. In quei barconi neri c’è il sudore delle mie radici e, pertanto, mi piange il cuore nel vedere quelle rarità sotto l’attuale insufficiente copertura, messe li in attesa che venissero ultimati i lavori alla Tonnara.
Proprio per cercare di salvare gli scieri, il sindaco di Pachino ha favorito un incontro a tre con il proprietario della Tonnara, tale Parasiliti di Catania, e il dott. Bonaccorsi proprietario degli scieri. In tale incontro c’era stato un benevolo accordo verbale in cui il Parasiliti avrebbe ceduto al Comune di Pachino i luoghi circoscritti all’attuale dimora degli scieri e Bonaccorsi avrebbe concesso gli scieri alla pubblica utilità, pur mantenendone la proprietà. In cambio l’accordo prevedeva anche lo sconto in alcuni oneri di urbanizzazione per i lavori alla Tonnara.
Purtroppo tali lavori non sono mai iniziati poiché l’attuale proprietario della tonnara non è riuscito con la burocrazia a fare l’albergo che era nei suoi intenti, mentre nel contempo gli scieri sono rimasti da più di un decennio sotto il sole che ne sta bruciando il nero legno, ormai divenuto come il tabacco!
Nonostante per quei barconi esiste un decreto di vincolo di belle arti emesso dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, non si ha la forza da parte degli Enti pubblici di voler veramente tutelare quegli unici testimoni della storia della cialoma e delle mattanze che si svolgevano nel passato nelle acque di Marzamemi.

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