Grotta Palombara, tra le più importanti del sud-est Sicilia

Sita nella Riserva naturale integrata dei monti Climiti (Melilli), ha uno sviluppo sotterraneo di 800 metri su un dislivello di circa 80. Ci vive il raro pseudoscorpione Roncus siculus Beie

La Civetta di Minerva, 10 marzo 2017

La Riserva Naturale Integrale “Grotta Palombara” ricade nel comprensorio dei Monti Clìmiti nel settore orientale dell’altopiano Ibleo, nel territorio del Comune di Melilli in provincia di Siracusa,. E’ stata istituita nel 1998 dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, allo scopo di tutelare una delle più importanti grotte carsiche della Sicilia orientale per il suo “sviluppo sotterraneo e la complessità dei sistemi di cavità con una fauna cavernicola variata che comprende un’importante componente guanobia”.
La Grotta Palombara è una cavità carsica fossile che si dirama nel sottosuolo ibleo con uno sviluppo complessivo di circa 800 metri su un dislivello di circa 80 metri. L’accesso alla grotta si apre alla base di una voragine ad andamento semicircolare, formatasi per il crollo della volta di una sottostante sala, con pareti verticali alte 12 metri e con ampiezza del medesimo diametro. La grotta si estende lungo una serie di stretti cunicoli, alternati ad ampie sale, che si susseguono in successione assumendo diverse denominazioni. Il primo grande ambiente è costituito dalla “Sala dei Vasi” per il rinvenimento di due rari vasi a clessidra della facies di Castelluccio, negli anni ’60; il secondo, è quello della “Sala del Guano”, così denominata proprio per uno spesso accumulo di guano posto alla base di una ampia volta a forma di cupola, in corrispondenza della quale, vive una colonia di pipistrelli (chirotteri) della specie Vespertilio maggiore (Myotis myotis).
Tra gli organismi invertebrati esclusivi degli ambienti sotterranei, la specie più interessante è il raro pseudoscorpione Roncus siculus Beier, 1963, un endemismo puntiforme dell’area iblea, conosciuto anche nella grotta Monello.
In superficie, nella zona B della riserva, la vegetazione è caratterizzata da formazioni a macchia mediterranea e a gariga, alternate a formazioni steppiche favorite dal recente abbandono dei terreni agricoli. Qui vivono diversi mammiferi, tra questi l’istrice, la volpe, il riccio, la crocidura, mentre per quanto riguarda l’avifauna si possono osservare la poiana, il gheppio, la gazza, la tortora, il colombaccio e diverse specie di passeriformi.

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