Molti comuni della provincia si sono limitati a rendere visibili sul sito solo i documenti generali, programmatici, “dimenticando” gli obiettivi realmente conseguiti, il grado di performance raggiunto dai dirigenti e soprattutto l’ammontare dei diversi “premi”.
La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017
Lo studio del M5S di Siracusa sul sistema di premialità ai dirigenti comunali e ai dipendenti di alcuni uffici, basato su un piano di performance secondo alcuni inefficace al proprio precipuo fine, quello di migliorare i servizi per i cittadini, ha indotto l’avvocato Bruno Messina, presidente provinciale del Codacons, a presentare un esposto alla Corte dei Conti. Finalità: verificare se gli obiettivi fissati dalla Giunta su indicazioni di fattibilità da parte dei dirigenti non siano che quelli in realtà previsti nell’ambito delle ordinarie mansioni, quindi non migliorativi della governance.
Come ormai dovrebbe essere noto, il ciclo di gestione della performance, istituito dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 di riforma della pubblica amministrazione, si prefigge come il quadro di riferimento dell’azione delle amministrazioni. Programmare, realizzare, misurare e valutare, agire di conseguenza, queste le linee guida sulla scorta di un’interazione di molteplici attori, quali gli Organismi indipendenti di Valutazione e la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche.
Tre sono gli atti alla base dell’attività amministrativa: il documento unico di programmazione, il bilancio di previsione finanziario triennale e il piano esecutivo di gestione (PEG) intimamente connesso al Piano delle Performance, vero pilastro del sistema. Esso è il documento programmatico triennale (da rinnovare ogni anno) che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali e intermedi e alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale e i relativi indicatori. Viene adottato dalla Giunta così come la successiva relazione sulla performance, che evidenzia, con riferimento all’anno precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati e alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti. La funzione di misurazione e valutazione delle performance è svolta dall’OIV, organismo indipendente di valutazione, i cui componenti vengono scelti attraverso una selezione che deve garantirne la completa autonomia di giudizio.
La validazione della Relazione sulla performance ad opera dell’OIV è condizione inderogabile per l’accesso agli strumenti per premiare il merito e conferire quindi la retribuzione di risultato. È l’OIV a compilare una graduatoria delle valutazioni individuali del personale dirigenziale che ha la specifica responsabilità di conseguire i risultati prefissati sotto il profilo dell’efficacia (soddisfacimento dei bisogni) e dell’efficienza (completo e tempestivo reperimento delle risorse e contenimento dei costi di gestione).
I documenti del ciclo delle performance devono essere pubblicati sul sito per consentire ai cittadini di verificare e controllare la programmazione dell’ente, se questa è stata realizzata, se l’O.I.V. (organismo terzo) ha verificato e validato il raggiungimento degli obiettivi di performance e quante somme sono state assegnate al personale per la c.d. premialità per il raggiungimento degli obiettivi. Si tratta di documenti ormai imprescindibili nell’amministrazione dei Comuni insieme al Piano per la prevenzione della corruzione e il Programma della trasparenza che forniscono anche le misure organizzative per il conseguimento degli scopi. Questo è quanto prescrivono le norme attualmente in vigore.
Ma se gli amministratori siracusani vengono passati al tritacarne di una pubblica opinione che ormai giustamente vuole essere informata su quanto accade nelle stanze del proprio municipio, cosa accade negli altri Comuni della provincia? Quanti, come Siracusa, hanno provveduto nella sezione dell’amministrazione trasparente (finestra obbligatoria ex D.lgs. n. 33/2013 dei siti ufficiali di tutti i Comuni) a pubblicare tutti i documenti imposti dalla nuova legislazione in materia di trasparenza? Da un controllo a tappeto abbiamo verificato che tutte le amministrazioni locali hanno provveduto a inserire almeno il DUP e molti il PEG, tappe fondamentali di quel circuito virtuoso che vede (vedrebbe) i cittadini quale punto di partenza e punto d’arrivo della gestione pubblica delle città: sono i cittadini, nella qualità di elettori, ad affidare il mandato di governo ai propri rappresentanti e sempre a loro, alla loro valutazione finale, si consegnano i risultati della legislatura. Peccato che spesso siano proprio i cittadini stessi a dimenticare il proprio ruolo, a non pretendere che la fiducia concessa risulti alla fine ben riposta. Quindi solo loro, e non di altri, delle loro scelte davanti alle urne in cui depositeranno il voto, la responsabilità della qualità della vita nelle comunità di appartenenza, a meno di non dover pensare che non sia possibile individuare chi abbia le competenze e le qualità richieste per bene amministrare e si sia condannati a farsi guidare, nel momento del rinnovo delle amministrazioni locali, da parentele, amicizie o personalissime convenienze.
A questo punto, la trasformazione graduale e progressiva della Pubblica Amministrazione nella direzione della trasparenza di ogni atto, che fonda su una partecipazione attiva di tutta la cittadinanza, non consente più alibi né a chi amministra né a chi deve esercitare, dal basso, funzioni di controllo. Quanto fatto dagli attivisti del M5S per il Comune di Siracusa può/deve essere fatto da tutti chiedendo agli amministratori della propria città, anche ai consiglieri comunali spesso poco consapevoli della funzione essenziale a cui sono chiamati, di partire da una più attenta gestione dei siti ufficiali. Se infatti la tanto vituperata Siracusa, fino ad ora, ha cercato di mettersi in pari con le regole della trasparenza, inserendo online anche quei dati che le sono costati le critiche di una parte politica, e servizi giornalistici meramente denigratori come quello ultimo della “giornalista” Stefania Petix, le amministrazioni degli altri Comuni si sono spesso limitate a rendere visibili solo i documenti generali, programmatici, “dimenticando” gli obiettivi realmente conseguiti, il grado di performance raggiunto dai dirigenti e soprattutto l’ammontare dei diversi “premi”.
In particolare, non solo siamo di fronte a un mancato aggiornamento dei dati o all’assenza del rendiconto delle premialità distribuite, ma anche, nella maggior parte dei casi, all’assenza proprio della relazione sulla performance, così come, a ben guardare alcuni degli obiettivi indicati, capita spesso di domandarsi come il loro raggiungimento possa rappresentare un reale efficientamento dei servizi che l’amministrazione comunale ha l’obbligo di erogare alla propria comunità. Come misurare quindi l’efficacia di una pubblica amministrazione se mancano i più concreti dati d’analisi?

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