“Augusta unico porto Core in Italia senza Autorità di Sistema”

Vera Uccello, segretaria della Filt Cgil: “A pagarne lo scotto sarà tutto il sud-est Sicilia perché Catania non può accogliere i containers”

 

La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017

Giocati, esautorati, gabbati dai cugini catanesi. E così mentre a Catania si festeggia il porto CORE scippato ad Augusta ed alla provincia di Siracusa da politici etnei, dalle nostre parti non resta che credere nella giustizia, organizzare manifestazioni e ricorsi, rimpallarsi le responsabilità e mostrare l’inettitudine della politica nostrana che avrebbe dovuto vigilare. Che l’assegnazione sia fuorilegge è indubbio dato che, nel riordino dei porti, Augusta è’ individuata come porto rientrante nei corridoi  Ten-T, porto Core per quantità di merci e flussi di transizione.

Intanto, mentre Del Rio, Crocetta e l’Assessore Regionale Infrastrutture G. Pistorio (catanese), si rimpallano le responsabilità, il decreto è già stato pubblicato sabato 4 febbraio e adesso dovrà essere approvato dal Parlamento e Governo. Forse qualcosa potrebbe muoversi a Roma tra gli scranni dei deputati, sebbene la compagine politica aretusea sia comunque meno numerosa della catanese. E neppure ci si può aspettare supporto o sostegno da aree associative o economico-culturali della città etnea: chiaramente lo scippo sta bene a tutti, anche ai palermitani che hanno avuto la Port Autority Palermo/Termini Imerese, ed ai messinesi con l’Autorità di Sistema, che vede assieme Messina e Gioia Tauro. Insomma l’unica ad essere depredata è stata Augusta con un accordo complice e silenzioso di tutti. L’unico porto CORE in tutta la Sicilia.

“La situazione di adesso è uno scippo ad Augusta – ci spiega Vera Uccello, segretaria provinciale Filt Cgil – perché è la comunità europea ad aver attribuito l’attestazione di core al porto megarese su base di calcoli, dati e flussi di merci in transito e non di favoritismi. A ciò si aggiungono le caratteristiche che il porto di Augusta ha: profondità di fondali, grandezza, vicinanza al canale di Suez, capacità delle banchine di accogliere navi container. Tutto ciò ha fatto innervosire la politica catanese il cui porto non è un quarto di quello di Augusta e non rientra neppure nei corridoi Ten-T individuati dalla comunità europea per investimenti ed interventi in grado di garantire, entro il 2030, l’efficientamento e l’estensione del sistema portuale con uno sguardo al ferroviario per il potenziamento dei collegamenti treno-mare che garantiscono risparmio, smistamento e velocizzazione nei tempi. Uno scippo perché l’assegnazione col decreto Del Rio a Catania non corrisponde a nessun canone se non a quello di accordi politici e di poltrone tra il presidente Crocetta e il sindaco Bianco, entrambi in rinnovo di elezioni”.

Un’impalcatura preorganizzata che ha visto nello scippo finale un percorso avviato già mesi addietro. “Nel settembre 2015 – aggiunge la segretaria Filt – il ministero dei trasporti ha assegnato (con la legge di riordino dei porti italiani in Autorità di Sistema Portuale, l’accorpamento delle autorità portuali da 54 a 15) l’unico porto CORE della Sicilia proprio ad Augusta per le motivazioni esposte. Poiché la Sicilia è a statuto speciale ci vuole l’opinione del Presidente della Regione. E qui nasce un inghippo volutamente organizzato poiché il 12 settembre 2016 Crocetta comunica a Del Rio che è contrario all’assegnazione della Port Autority ad Augusta perché Catania ne risulta mortificata come città metropolitana e che l’interconnessione trasportistica del porto di Augusta non è del tutto definita e sviluppata per carenze di alcuni collegamenti infrastrutturali quali la ferrovia e l’interporto (definito ma non attivo).

“In verità, rispetto a quello di Catania che è in default totale, Augusta non solo ha un porto in crescita ma anche in netto miglioramento ed ha finanziamenti attivi, tant’è che ha confermato l’impegno con ulteriori risorse economiche proprie, su progetti  già finanziati  (parte vengono dalla comunità europea) e  necessarie al completamento dei progetti stessi”.

Malgrado ciò il ministro firma il decreto dando l’assegnazione della port autority a Catania adducendo che è facoltà per le Regioni di suggerire per periodi anche transitori che la sede venga allocata in altro porto. Ovviamente una battuta infelice perché una volta assegnata la titolarità a Catania questa ne riceverà un incremento nel flusso delle merci e fondi a scapito di Augusta che non potrà di certo più crescere e vedrà la morte di un settore sul quale da anni è leader.

“Quanto accaduto si scontra chiaramente con la normativa generale sugli accorpamenti di sistema delle port autority – conclude la Uccello -.  Il porto di Catania per essere Core dovrebbe presentare un budget attivo che non ha, rientrare nei corridoi Ten T e non vi rientra, non è tra i primi 10 porti italiani per grandezza (mentre Augusta è tra i primi 7 più grandi d’Europa). Come Filt e Cgil di Siracusa, chiediamo un serio interessamento della politica che stimoli Crocetta a revocare la richiesta di moratoria presentata al ministro Del Rio e dia la possibilità ad Augusta di vedersi assegnare la port autority. In caso contrario chi ne pagherà le conseguenze sarà tutta la Sicilia orientale perché Catania non è in grado di accogliere i container né i flussi attuali in crescita.

“Una sconfitta di tutta la Sicilia che vedrebbe tutta la portualità siciliana fuori da ogni strategia e con il rischio di non rientrare nella competitività portuale e marittima che ci compete. La comunità europea bloccherà i fondi e non si creerà alcuna autorità di sistema. A tutti i porti CORE è stata riconosciuta l’assegnazione di sede di Autorità di Sistema: l’unico espropriato su 15 è il porto di Augusta. Fare sistema vuol dire che ogni realtà deve svolgere le funzioni per le quali può effettivamente lavorare, non sottrarre agli altri mettendo in ginocchio l’intera Sicilia. Il sindacato siracusano non si fermerà e sta organizzando assieme ai cittadini, sindaci, Assoporto, forze sociali del territorio una mobilitazione che si svolgerà venerdì 10 davanti la porta spagnola di Augusta,che serve per tenere alta l’attenzione e che riporti Crocetta alla ragione”.

Intanto i primi dissapori in casa etnea si avvertono: il ministro Del Rio ha designato come prossimo presidente Andrea Annunziata, già a capo dell’autorità portuale di Salerno ma i catanesi hanno alzato il tiro e dopo lo scippo della sede dell’Autorità Portuale ad Augusta chiedono pure un catanese alla guida dell’autorità portuale in barba agli accordi che hanno impedito al comune megarese di vedere il giusto riconoscimento per il proprio porto. E i siracusani dormono…

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